Intelligenza Artificiale e ChatGPT: quanto si fidano gli utenti di Internet?

Quasi la metà degli utenti ritiene che regolamentare lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale migliorerebbe la fiducia in Internet.

Intelligenza artificiale, Metaverso, realtà virtuale, realtà aumentata, Blockchain, Web 3.0 sono soltanto alcuni esempi delle nuove tecnologie online che stanno prendendo sempre più forma nell’ultimo periodo. Non meno importante è l’ultima frontiera dell’intelligenza artificiale, la cosiddetta ChatGPT, che in poco tempo è riuscita a conquistare l’attenzione di numerosi utenti ed esperti grazie alla sua rivoluzionaria tecnologia.

Il sondaggio internazionale Ipsos -condotto in 20 Paesi- però rivela una diminuzione della fiducia degli utenti in Internet di 11 punti rispetto al 2019 e una preoccupazione elevata per la tutela della propria privacy online. Inoltre, quasi la metà degli intervistati sostiene che regolamentare lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale migliorerebbe la fiducia in Internet.


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Chat GPT: cos’è e come funziona il nuovo tool dell’intelligenza artificiale

ChatGPT -acronimo di Chat Generative Pre-trained Transformer- è un sistema di chatbot gratuito basato sull’intelligenza artificiale e machine learning che permette di simulare conversazioni tra essere umani in forma scritta e verbale.

Si tratta di un prototipo sviluppato da OpenAI: l'organizzazione non-profit di ricerca sull'intelligenza artificiale che promuove lo sviluppo delle cosiddette Ai amichevoli –intelligenze capaci di contribuire al bene dell'umanità, ma con un meccanismo di evoluzione soggetto a precisi controlli ed equilibri.

Il sistema di chatbot più popolare del momento possiede capacità rivoluzionarie, da tanti considerata una delle intelligenze artificiali più sconvolgenti, che in poco tempo è riuscito a catturare l’attenzione degli utenti -curiosi di provare il nuovo tool- e di esperti che si interrogano su come il futuro di Internet possa cambiare.

ChatGPT si presenta come un sito dove è possibile avviare una conversazione come una normale chat e che grazie al supporto di un programma di intelligenza artificiale semplifica e aiuta l’interazione umana con i bot. Questo software è in grado di elaborare grandi quantità di testo e di imparare a eseguire attività di elaborazione del linguaggio in modo molto efficace.

Intelligenza Artificiale (AI) e fiducia in Internet

La ricerca Ipsos condotta in collaborazione con l'Osservatorio Metaverso rivela che termini quali “realtà virtuale” e “intelligenza artificiale” sono familiari alla maggioranza degli italiani. In particolare, il 52% afferma di essere a conoscenza di un po' di cose relative all’intelligenza artificiale e l’11% di saperne molto sul tema. Al contrario, soltanto il 6% dichiara di non possedere alcuna conoscenza in merito e un terzo (31%) di averne sentito semplicemente parlare.

Inoltre, dai risultati provenienti dall’ultimo sondaggio internazionale di Ipsos emerge come poco meno della metà degli intervistati (49%) ritiene che, in particolar modo, regolamentare lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale migliorerebbe la fiducia in Internet.

Internet e privacy online: quanto si fidano gli utenti?

Il sondaggio Ipsos rivela che, complessivamente, la fiducia in Internet è diminuita di 11 punti rispetto al 2019, passando al 63%. La maggior parte dei Paesi esaminati ha registrato un calo, ma il più consistente e rilevante si nota in Polonia dove assistiamo a un calo di ben 26 punti (50%).

Il 50% degli utenti ritiene che la sicurezza online sia adeguata, ma il 79% esprime preoccupazione per la protezione della propria privacy online – dato invariato rispetto al 2019 (78%). In generale, più della metà degli intervistati (57%) ritiene che Internet sia governato in modo efficace, ma in alcuni Paesi esaminati – come Grand Bretagna (45%), Stati Uniti (45%), Francia (41%) e Israele (34%) – si registrano percentuali al di sotto del 50%.

Fiducia in Internet: le azioni sostenute dagli utenti per migliorarla

Tra le preoccupazioni relative alla privacy e il rapido declino della fiducia a livello mondiale, gli utenti di Internet chiedono nuove normative per rafforzare efficacemente la protezione della propria privacy online e avere un maggior controllo sul modo in cui i propri dati personali vengono raccolti e utilizzati.

Secondo i nostri intervistati, alcune delle politiche governative sostenute più efficaci per migliorare la fiducia in Internet dovrebbero includere:

  • Protezione della privacy e dei dati personali (65%).
  • Politiche di sicurezza informatica per gli utenti di Internet (64%).
  • Definizione di standard che descrivono in dettaglio come le aziende raccolgono (62%) e utilizzano (63%) i dati degli utenti raccolti online.
  • Istituzione di politiche che consentano agli utenti di controllare meglio i propri dati (61%).
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