Fiducia degli italiani: quali sono le figure più affidabili nel 2026
Fiducia degli italiani: quali sono le figure più affidabili nel 2026

Fiducia degli italiani: quali sono le figure più affidabili nel 2026

Ipsos Global Trustworthiness Index 2026: dalla credibilità di medici e scienziati alla diffidenza verso politica, influencer e nuove tecnologie.

La nuova edizione dell’Ipsos Global Trustworthiness Index, condotta in 31 Paesi, offre uno spaccato internazionale sulle professioni e le figure pubbliche considerate più o meno affidabili dai cittadini. 

Se da un lato medici e scienziati si confermano le categorie che raccolgono i maggiori livelli di fiducia a livello internazionale, dall’altro politica e influencer continuano a suscitare diffidenza.

Le professioni più affidabili: competenza e conoscenza al centro

A livello internazionale, medici (58%), scienziati (57%) e insegnanti (53%) si confermano le professioni che raccolgono i più alti livelli di fiducia. In quasi tutti i Paesi coinvolti nell’indagine queste tre categorie occupano le prime posizioni della classifica.

Anche in Italia emerge una forte fiducia nelle professioni associate alla competenza e alla conoscenza. Gli scienziati sono considerati affidabili dal 64% degli italiani, un dato superiore di 7 punti alla media internazionale e in crescita di 8 punti rispetto al 2024. 

Seguono i medici, che raccolgono la fiducia del 61% degli intervistati, 3 punti sopra la media internazionale e in aumento di 2 punti rispetto alla precedente rilevazione.

Pur rimanendo inferiore al massimo registrato nel 2021 durante la pandemia, la fiducia nei medici si mantiene su livelli elevati e in linea con quelli osservati prima dell’emergenza sanitaria, confermando la solidità della reputazione della professione nel tempo.

Tra le categorie che ottengono valutazioni positive da parte degli italiani figurano anche le forze armate e le forze di polizia.

Il 40% degli intervistati dichiara di fidarsi delle forze armate, un valore in linea con la media internazionale. La fiducia nelle forze di polizia raggiunge invece il 42%, ossia 6 punti in più rispetto alla media internazionale.

Politica e influencer: le categorie che generano maggiore diffidenza

Sul versante opposto della classifica si collocano le categorie che raccolgono i livelli di fiducia più bassi: a livello internazionale i politici risultano la professione meno affidabile, con appena il 13% delle persone che dichiara di fidarsi di loro.

In Italia, il 65% degli intervistati considera i politici poco affidabili. Si tratta di un dato significativo, ma non isolato: livelli di diffidenza analoghi o superiori emergono anche in altri Paesi europei e occidentali, tra cui Germania, Regno Unito e Stati Uniti (67%), Francia (72%), Spagna (75%) e Romania (83%). 

Accanto alla politica, anche il mondo degli influencer incontra un diffuso scetticismo. In Italia il 66% dichiara di non ritenerli affidabili, mentre soltanto il 13% esprime fiducia nei loro confronti.

Gli influencer si collocano così tra le categorie meno credibili insieme ai dirigenti pubblicitari (15%), ai ministri (15%) e ai chatbot (20%).

Chatbot e imprenditori tecnologici: il fattore fiducia nell’era dell’AI

Tra le novità introdotte nell’edizione 2026 dell’indagine figurano i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, inseriti per la prima volta tra le categorie valutate dagli intervistati. 

I risultati mostrano un atteggiamento ancora prudente verso questi strumenti: a livello internazionale il 23% li considera affidabili, mentre il 40% esprime un giudizio negativo. In Italia la quota di chi dichiara di fidarsi dei chatbot si attesta al 20%.

L’indagine ha inoltre rilevato per la prima volta le opinioni nei confronti degli imprenditori tecnologici e dei leader delle aziende che si occupano di AI.

A livello internazionale, il 31% degli intervistati li considera affidabili, a fronte del 25% che esprime un giudizio negativo, collocandoli in una posizione più favorevole rispetto ai dirigenti aziendali nel loro complesso (24%). Anche in Italia la fiducia nei confronti degli imprenditori tecnologici raggiunge il 31%.

Il quadro cambia però negli Stati Uniti, dove hanno sede molte delle aziende tecnologiche più note e conosciute: qui solo il 22% considera affidabili gli imprenditori del settore, mentre il 38% li giudica poco affidabili.

La fiducia reciproca tra cittadini

Uno degli elementi più rilevanti emersi dall’indagine riguarda la fiducia reciproca tra cittadini. In Italia solo il 29% degli intervistati dichiara di fidarsi delle persone comuni, un dato inferiore alla media internazionale (34%) e in calo di 6 punti rispetto al 2024.

Si tratta di un risultato che va oltre il giudizio sulle istituzioni o sulle figure pubbliche: la diffidenza sembra infatti interessare sempre più anche le relazioni interpersonali e la società nel suo insieme.

Notizie correlate