Transizione energetica: cresce il peso di costi, sicurezza e affidabilità
L’Ipsos Energy Transition Barometer è uno studio condotto in 31 paesi, compresa l’Italia, che esplora l’atteggiamento dell’opinione pubblica rispetto ai costi energetici, alla sicurezza energetica e al percorso verso l’azzeramento delle emissioni nette, evidenziando come le priorità dei cittadini stiano evolvendo in un contesto di crescente incertezza.
L’”ansia” legata all’energia si intensifica infatti su più fronti. Accessibilità economica, sicurezza e affidabilità si stanno affermando come fattori sempre più rilevanti nel definire le aspettative nei confronti dei decisori politici.
La transizione energetica non è più guidata esclusivamente dall’urgenza climatica, ma anche dalle preoccupazioni legate al costo della vita, alla sicurezza economica e alla gestione del rischio.
Lo studio Ipsos sulla transizione energetica
L’Ipsos Energy Transition Barometer ha coinvolto 23.704 adulti in 31 Paesi tra gennaio e febbraio 2026. Un successivo rilevamento, condotto tra aprile e maggio, ha misurato i primi effetti del conflitto in Iran sugli atteggiamenti dell’opinione pubblica, offrendo una prospettiva comparativa prima e dopo l’evento e mostrando come uno shock geopolitico possa influenzare la percezione delle questioni energetiche.
I 5 principali risultati dell'Ipsos Energy Transition Barometer 2026
1. Cresce la preoccupazione per la dipendenza energetica dall’estero
La preoccupazione che i Paesi dipendano eccessivamente da fonti energetiche straniere è aumentata di 7 punti percentuali, raggiungendo il 70% tra febbraio e maggio 2026. Questo cambiamento è stato trainato dal conflitto in Iran, che ha reso la vulnerabilità energetica una realtà percepita come concreta e immediata.
Gli incrementi più significativi si registrano in Australia (+16 punti), Singapore (+13), India (+13) e Gran Bretagna (+12). In Italia il 77% dei cittadini teme un’eccessiva dipendenza dalle fonti energetiche estere, un dato superiore alla media globale.
2. La preoccupazione per l’accessibilità economica raggiunge il livello più alto mai registrato
Tre persone su quattro a livello internazionale (76%) dichiarano di essere preoccupate per l’aumento dei costi dell’energia e quasi la metà (49%) ha ridotto altre spese per riuscire a sostenerli.
Nei Paesi più esposti, come Thailandia, Cile, India e Singapore, tutti gli indicatori relativi all’accessibilità economica sono in forte crescita. In Italia, l’83% degli intervistati è preoccupato per l’aumento dei costi energetici e il 51% ha tagliato altre spese per compensare tali costi.
3. Diminuisce la fiducia nell’affidabilità delle reti elettriche proprio dove è più importante.
Sebbene il 46% degli intervistati ritenga che la propria area geografica sia in grado di soddisfare la futura domanda di elettricità, solo il 35% ritiene che le reti locali siano pronte a sostenere il fabbisogno energetico dei data center per l’intelligenza artificiale.
Si tratta dell’indicatore con il punteggio più basso in termini di affidabilità, con le economie avanzate che mostrano un livello di scetticismo superiore rispetto ai mercati emergenti.
In Italia, il livello di fiducia si attesta al 37% per la capacità di soddisfare la futura domanda di elettricità e scende al 31% quando si considera la preparazione delle reti locali rispetto alle esigenze energetiche dei data center per l’intelligenza artificiale.
4. Il sostegno alla transizione energetica resta solido
Il supporto alla transizione energetica rimane forte, soprattutto quando è in grado di affrontare le questioni legate all’accessibilità economica e alla sicurezza, limitando al tempo stesso l’impatto sul clima.
Due persone su tre (67%) sostengono gli investimenti nelle energie rinnovabili e nei sistemi di accumulo. Tuttavia, il 53% ritiene che i governi dovrebbero dare priorità a prezzi dell’energia più bassi anche se ciò comportasse un aumento delle emissioni, evidenziando una tensione diretta con gli obiettivi climatici, influenzata dall’urgenza delle questioni economiche.
In Italia, il 69% degli intervistati sostiene gli investimenti nelle energie rinnovabili e nei sistemi di accumulo.
5. L’energia solare guida tutte le principali misure di fiducia del pubblico
L’energia solare ottiene il livello più elevato di consenso pubblico (77%) ed è l’unica fonte energetica percepita contemporaneamente come rispettosa dell’ambiente, affidabile e conveniente dal punto di vista economico.
Il sostegno all’energia nucleare rimane invece diviso: il 41% degli intervistati è favorevole a un maggiore sviluppo del settore, mentre un 25% si dichiara contrario.
In Italia, il consenso verso l’energia solare raggiunge l’84%, mentre il sostegno al nucleare si attesta al 41%.