Il Covid-19 ha aumentato il gender gap in Italia

Il Covid-19 ha aggravato i divari di genere già esistenti prima della diffusione della pandemia.

L'ISTAT prevede una diminuzione del 14,3% del PIL italiano all'indomani della pandemia. Tuttavia, vi sono alcuni indici di fiducia che mostrano un leggero rimbalzo verso una prospettiva più positiva.

L'Italia deve affrontare sfide su una serie di questioni che ostacoleranno ulteriormente i lenti progressi compiuti rispetto ad alcuni dei punti chiave dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, come:

  • I rischi professionali sono molto più elevati per le donne rispetto agli uomini, in un Paese già afflitto da uno dei tassi di occupazione femminile più bassi d'Europa (53,8% contro una media del 67,4% dell'UE). Stime recenti mostrano che più di 400.000 donne hanno perso il lavoro a causa della pandemia e che il 70% di coloro che sono tornati al lavoro dopo il lockdown erano uomini.
  • Un'indagine Ipsos condotta alla fine del periodo di lockdown - fine maggio - ha mostrato che le donne si stavano assumendo una maggiore responsabilità nell'assistenza a bambini e anziani durante la pandemia e continueranno a farlo anche dopo la riapertura.
  • Un sondaggio condotto durante il mese di agosto per Save The Children mostra che 6 alunni su 10, di età superiore ai 5 anni, hanno sofferto di problemi di apprendimento durante il secondo trimestre dell'anno scolastico, quando le scuole erano chiuse. Quasi 1 su 5 (18%) dei genitori è convinto che ci saranno delle lacune nell'istruzione quando i bambini torneranno a scuola.

I fondi del Recovery Plan varato dalla Commissione Europea, che superano i 200 miliardi di euro per l'Italia, richiederanno un'attenta pianificazione della loro spesa, possibilmente guardando a riforme di lungo termine che sostengano - tra le altre - la chiusura dei gap sopra elencati. 

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