L'intelligenza Artificiale in sanità: dati Ipsos Doxa su adozione, pazienti e livello di fiducia
Le recenti indagini Ipsos Doxa fotografano l'impatto reale dell'AI sulla salute, analizzando un campione di popolazione utilizzatrice di Social Network tra i 18 e i 54 anni e un panel di oltre 200 medici professionisti.
I key takeaway:
- pazienti digitali: oltre la metà degli italiani usa l'AI per cercare informazioni mediche o consigli di benessere.
- crisi di fiducia: quasi nessun medico considera i dati generati dall'AI come "totalmente sicuri".
Il ruolo dell'Influencer: il 63% delle persone segue profili che parlano di salute sui social, confermando il bisogno di autorità umane.
Come i medici italiani utilizzano l'Intelligenza Artificiale?
Tra i professionisti sanitari che usano l’AI per scopi professionali, le aree di maggiore applicazione riguardano l'aggiornamento professionale, la ricerca rapida nella letteratura scientifica e il supporto diagnostico. Strumenti generalisti come ChatGPT dominano la scena, a discapito di software verticali e specifici per la clinica, ancora poco diffusi.
Tuttavia, i professionisti operano con estrema cautela. I medici percepiscono le informazioni generate come parziali o difficili da verificare. Il timore principale riguarda le allucinazioni dell'AI: errori, bias cognitivi dei modelli e le conseguenti implicazioni medico-legali.
Per governare la tecnologia, oltre il 75% dei medici richiede percorsi di formazione specifici, che li aiutino in particolare a capire gli aspetti tecnici di utilizzo e come gestire il rischio clinico.
Pazienti e AI: l'algoritmo diventa il nuovo Health Influencer
Il paziente contemporaneo arriva in ambulatorio iper-informato. Oltre il 50% ha interrogato almeno una volta le intelligenze artificiali per dubbi, autodiagnosi o percorsi di benessere. Le risposte immediate degli LLM trasformano questi strumenti in un primo filtro informativo sanitario.
L'utente finale, tuttavia, dimostra un forte istinto di conservazione. Prima di prendere decisioni impattanti sulla propria salute o modificare terapie, ricontrolla i dati. La verifica avviene attraverso fonti istituzionali o il confronto diretto con il proprio medico curante.
Il fattore umano come unica bussola
I dati Ipsos Doxa restituiscono una conclusione: l'AI e i social media facilitano l'accesso iniziale all'informazione, ma il processo decisionale finale appartiene ancora al fattore umano.
La competenza professionale rimane il vero argine contro la disinformazione algoritmica. L'Intelligenza Artificiale elabora i dati, ma solo la relazione medico-paziente trasforma quelle informazioni in cura e fiducia.
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