La semplificazione: il nuovo paradigma

Alcune riflessioni sul clima economico, politico e sociale del nostro Paese

La semplificazione: il nuovo paradigma

Autore

  • Nando Pagnoncelli Presidente Ipsos
  • Luca Comodo Ipsos Public Affairs
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Anche quest’anno, a metà anno, Ipsos presenta alcune riflessioni sul clima economico, politico e sociale del nostro paese. Utilizzando la vasta massa di informazioni a nostra disposizione, derivante dalle nostre indagini, abbiamo cercato di descrivere il momento che stiamo attraversando. 

Questa pubblicazione, dal titolo "La semplificazione: il nuovo paradigma", vuole sottoporre all’attenzione dei nostri lettori alcune considerazioni sul post elezioni e l’avvio del governo Conte, nonché un aggiornamento del clima economico, politico e sociale del Paese. 

E' la fotografia di un paese profondamente cambiato, attraversato da spinte complesse, che mettono in discussione il sistema così come lo conosciamo. 

Alcuni punti di riflessione di questa edizione

L’insediamento del governo Conte segna una rottura che sembra essere definitiva. Portando a compimento processi di lungo periodo, che potremmo così riassumere:

  • Il distacco élite/popolo che appare nei primi anni ’80, con la progressiva modernizzazione e secolarizzazione del paese;
  • La riduzione della politica tradizionale a pura espressione di interessi di parte (di nuovo delle élite) quando non personali; 
  • L’individualizzazione, per cui il singolo diviene misura delle cose e compie quella torsione che fa sì che le opinioni del cittadino comune valgono quelle dello scienziato di fama;
  • Il presentismo, ovvero il progressivo appannarsi della memoria storica, spesso delegata al web o a strumenti esterni e non più, o sempre meno, raccontata e rinfrescata dalla politica e dalle forze intermedie;
  • Il direttismo, che consente al navigatore di confrontarsi direttamente con i leader e con i politici, in quel processo che elimina le intermediazioni e rende il politico specchio del cittadino;
  • La banalizzazione del linguaggio, portato dei precedenti, che richiede brevità, velocità, semplicità. Tutto ciò si inserisce in un panorama di incertezza e paura. L’immigrazione ne è l’elemento più visibile, poiché assume il ruolo del capro espiatorio, su cui si concentrano le colpe di una globalizzazione mal gestita che ha impoverito la nazione e in particolare il ceto medio.
  • Il dominio del sentimento di precarizzazione dell’esistenza, non solo per la precarietà del lavoro, ma per le incertezze determinate da un modificarsi vorticoso e continuo delle condizioni di vita, in primo luogo per i progressi della tecnologia.

La reazione è quindi di chiusura e protezione. Sul tema della protezione sociale si giocherà la partita dei prossimi anni. Si vedrà se sarà definitivamente vincente l’onda sovranista che esclude o se la sinistra saprà proporre credibili soluzioni inclusive e di apertura.

E si vedrà se il governo gialloverde riuscirà a mantenere il livello di consenso attuale, alla luce della scarsità di risorse e al passaggio difficile del DEF. Di certo le forme della politica e della relazione sociale non torneranno quelle di prima.

Autore

  • Nando Pagnoncelli Presidente Ipsos
  • Luca Comodo Ipsos Public Affairs

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