Infrastrutture: priorità, investimenti e prospettive
Il Global Infrastructure Index 2026, realizzato in collaborazione con la Global Infrastructure Investor Association (GIIA), evidenzia come cittadini e stakeholder continuino a considerare le infrastrutture un fattore chiave per la crescita economica, la qualità della vita e la sostenibilità. Tra le principali priorità emergono gli investimenti nei servizi essenziali, con differenze significative nelle esigenze espresse dai diversi Paesi.
L'indagine mostra, inoltre, una diffusa percezione della necessità di rafforzare le infrastrutture esistenti e accelerare la realizzazione di nuovi progetti. Allo stesso tempo, cresce il consenso sul ruolo che gli investimenti infrastrutturali possono svolgere nel sostenere l'economia e affrontare le sfide future, anche attraverso una collaborazione efficace tra settore pubblico e settore privato.
Le priorità di investimento nelle infrastrutture
Secondo il Global Infrastructure Index 2026, l'approvvigionamento idrico e le reti fognarie si confermano la principale priorità di investimento infrastrutturale a livello internazionale, indicata dal 42% dei cittadini. Al secondo posto si colloca la nuova edilizia residenziale (37%), seguita da infrastrutture ferroviarie, energia solare e aree pedonali (36%).
L'acqua e il sistema fognario rientrano tra le prime tre priorità in 19 dei 29 Paesi analizzati e, insieme all'edilizia residenziale, rappresentano la priorità assoluta in nove Paesi. Rispetto al 2024, cresce inoltre l'attenzione verso le infrastrutture ferroviarie, mentre diminuisce quella per le difese contro le inondazioni.
L'indagine evidenzia significative differenze tra i Paesi: l'approvvigionamento idrico è considerato prioritario dal 72% dei cittadini in Sudafrica, contro il 19% in Corea del Sud, mentre la nuova edilizia residenziale è indicata come prioritaria dal 53% nei Paesi Bassi e solo dal 5% in Giappone.
In Italia, le principali priorità infrastrutturali individuate dai cittadini sono:
- Rete stradale locale (45%)
- Infrastrutture ferroviarie (41%)
- Infrastrutture per l'energia solare (40%)
- Difese contro le alluvioni (38%)
- Marciapiedi, percorsi pedonali e aree dedicate ai pedoni (37%)
Soddisfazione e atteggiamenti: un quadro generalmente stabile
A livello internazionale, la soddisfazione nei confronti delle infrastrutture rimane sostanzialmente stabile: il 38% dei cittadini si dichiara soddisfatto, mentre il 57% ritiene che il proprio Paese non stia facendo abbastanza per rispondere alle esigenze infrastrutturali.
In Italia, il livello di soddisfazione è significativamente più basso: solo il 22% degli italiani si dichiara soddisfatto delle infrastrutture nazionali. Tra i 29 Paesi analizzati, l'Italia si colloca nelle ultime posizioni della classifica, a pari merito con la Spagna (22%) e davanti soltanto all'Ungheria (16%).
Nonostante una percezione critica sulla capacità di realizzare nuovi progetti, gli investimenti nelle infrastrutture continuano a essere considerati un importante motore di sviluppo: il 72% ritiene che contribuiscano alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro, mentre il 59% ne riconosce il ruolo nella lotta al cambiamento climatico. Tuttavia, il 61% pensa che le infrastrutture non siano ancora sufficientemente preparate ad affrontare gli effetti futuri del cambiamento climatico.
Emerge inoltre un forte consenso sulla necessità di preservare quanto già esiste: il 73% degli intervistati afferma che la manutenzione e la riqualificazione delle infrastrutture esistenti siano importanti quanto la costruzione di nuove opere. Infine, una quota maggiore di cittadini (39%) si dichiara favorevole ad aumentare gli investimenti infrastrutturali anche a fronte di costi o tasse più elevati, rispetto al 27% che si oppone.
Un approccio pragmatico alle fonti di finanziamento
L'indagine evidenzia un atteggiamento pragmatico nei confronti del finanziamento delle infrastrutture: il 70% dei cittadini si dichiara favorevole agli investimenti del settore privato se questi contribuiscono a migliorare le infrastrutture del proprio Paese. Visione condivisa anche dal 71% degli italiani.
Nel complesso, cittadini e stakeholder riconoscono punti di forza sia al settore pubblico sia a quello privato. Il pubblico è percepito come maggiormente orientato all'interesse collettivo, mentre il privato viene considerato più efficace nell'adozione di tecnologie e innovazione.
Tuttavia, la soluzione ritenuta più efficace dalla maggioranza degli intervistati è una combinazione di finanziamenti pubblici e privati, vista come l'approccio migliore per realizzare infrastrutture più efficienti e rispondere alle esigenze future.