I sondaggi politici di Pagnoncelli: Referendum sulla Giustizia, l'analisi dei dati del voto

Le analisi Ipsos Doxa, presentate da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, svelano i dati del voto referendario del 22-23 marzo: affluenza record, generazione Z protagonista e i comportamenti elettorali dei diversi partiti.

Un'affluenza significativa: il 58,9% alle urne

Il referendum sulla riforma della giustizia ha registrato una partecipazione del 58,9%, segnale di un elettorato attento ma probabilmente più sensibile alle implicazioni politiche che ai contenuti tecnici della riforma.

La campagna elettorale, caratterizzata da toni accesi e dichiarazioni polarizzanti, ha prodotto:

  • Maggiore mobilitazione degli elettori di centrodestra, inizialmente meno ingaggiati.
  • Riduzione di quegli elettori dei partiti dell’opposizione che inizialmente si dicevano orientati a votare per il Sì.
  • Partecipazione al voto di una parte degli elettori che si erano astenuti alle Politiche del 2022 e alle Europee del 2024, in larga misura schierati per il No.

Chi ha votato: il profilo socioeconomico

La partecipazione al voto conferma un dato consolidato: votano di più i cittadini con istruzione elevata e condizioni economiche agiate. Al contrario i livelli più bassi di partecipazione si trovano tra i ceti disagiati, con una bassa istruzione e in difficoltà economica. 

Imprenditori, professionisti e ceti medi hanno mostrato la maggiore affluenza, mentre disoccupati, casalinghe e operai hanno partecipato in misura inferiore.

Le età: il boom della Generazione Z

Il dato più rilevante riguarda la fascia 18-28 anni, che ha registrato il 67% di affluenza con il 58,5% per il No. Al contrario, la generazione Y (29-44 anni) segna il record di astensionismo (47,5%, sempre con una prevalenza del No, al 54,8%). 

Un fenomeno indubbiamente preoccupante: i giovani che entrano nel mondo del lavoro, che costituiscono famiglie, sono anche i più disinteressati alla partecipazione politica.

Infine, dal punto di vista dell’età, una partecipazione un po’ più elevata della media caratterizza boomers e silent, gli elettori che hanno dai 61 anni in su.

Come hanno votato gli elettori dei partiti

Le sorprese interne ai partiti:

  • PD: circa il 9% degli elettori ha votato Sì
  • M5S: il 17% ha scelto il Sì, nonostante l'impegno del leader per il No
  • Lega: circa il 12% ha votato No
  • Forza Italia: circa il 10% ha votato No
  • Area centrista (Italia Viva, Azione, +Europa): solo il 31% ha sostenuto il Sì

Il voto per titolo di studio e reddito

Il No ha prevalso nettamente tra:

  • Laureati: oltre i due terzi
  • Condizioni economiche agiate: quasi il 60%
  • Giovanissimi

Il Sì ha prevalso tra: 

  • Cittadini con licenza elementare
  • Casalinghe

Gli operai si sono divisi quasi equamente tra le due opzioni.

Le implicazioni politiche del risultato

La sconfitta dell'esecutivo appare significativa e si inserisce in un contesto complesso caratterizzato da:

  • Scenario internazionale instabile
  • Difficoltà economiche con rischio di permanenza nella procedura di infrazione europea
  • Crisi energetica con impatto sui costi quotidiani delle famiglie

A tutto questo è da aggiungere qualche infortunio, il più recente dei quali riguarda il sottosegretario Delmastro, in relazione con un esponente della malavita organizzata. Questi risultati potrebbero influenzare gli orientamenti di voto nel breve periodo.

Leggi di più

 

Notizie correlate