What Worries the World? Illusione di stabilità

I trend di lungo periodo e la sorprendente evoluzione delle preoccupazioni sociali e politiche dell’opinione pubblica mondiale

What Worries the World cover imageNell’ultima indagine Ipsos What Worries the World, abbiamo chiesto a 1900 cittadini di 28 nazioni quali fossero le maggiori preoccupazioni ad interessare il loro paese. Il risultato è un'istantanea dei diversi sentiment nazionali e, allo stesso tempo, un tracciato dei cambiamenti di breve e lungo periodo dell’opinione pubblica.

Ancora una volta, corruzione, povertà e disparità sociale, disoccupazione, violenza e criminalità e sanità appaiono nella top 5 dei motivi di maggiore allarme dell’opinione pubblica mondiale. Eppure, questa apparente stabilità cela significativi cambiamenti del tessuto economico, sociale e politico di molti paesi.

La disoccupazione non è più la fonte d’inquietudine dominante

Se dal 2010 la preoccupazione dell’opinione pubblica globale era polarizzata sulla disoccupazione, (citata da quasi il 50% del campione), a partire dal 2017, questo tema ha cessato di essere il motivo d’allarme principale.

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Da allora, un crescente grado di allerta è emerso per corruzione, povertà e disparità sociale che, insieme alla disoccupazione, si attestano come le tre questioni predominanti, registrando percentuali quasi uguali, (indicate rispettivamente dal 33%, 34% e 34%). Tra le poche eccezioni, l’Italia, dove la disoccupazione conserva ancora il suo primato (citata dal 64%).

Degno di nota il fatto che povertà e disparità sociale siano i temi di ordine economico a destare maggior apprensione, specie nei paesi più sviluppati.

I pericoli della percezione

Insieme alla criminalità, l’immigrazione è l’esempio per eccellenza di come la percezione della realtà possa essere gravemente distorta. L’indagine rivela la diffusa e persistente tendenza dei paesi a sovrastimare la proporzione di migranti di cui è composta la popolazione nazionale, spesso a causa dell’allarmismo creato dai media.

A questo proposito, l’Italia è tra i paesi in cui il gap tra percezione e realtà è più evidente: gli intervistati stimano infatti che la popolazione sia formata dal 28% di migranti, una stima che è quasi tre volte il dato reale (11%).

Una nuova consapevolezza sullo stato di salute del pianeta

Primi segnali del risveglio della coscienza ambientale collettiva. I timori per le sorti dell'ambiente, seppur assenti dalla top 10 dei motivi di maggior allarme, continuano progressivamente a scalare la classifica internazionale.

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