29 settembre, Giornata contro lo spreco alimentare 2023: il caro-prezzi incide sul carrello della spesa

L'inflazione e l'aumento dei prezzi fa diminuire gli sprechi alimentare. È quanto emerge dall'indagine firmata da Waste Watcher, International Observatory on Food&Sustainability, promossa dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il monitoraggio Ipsos.

Il 29 settembre si celebra la Giornata internazionale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari. In questa occasione i dati del Cross Country Report 2023-Food & Waste around the World hanno rivelato le abitudine di acquisto, la gestione e fruizione del cibo con approfondimenti sullo spreco alimentare domestico, sul ruolo degli imballaggi e delle etichette fronte pacco.

L'indagine firmata da Waste Watcher, International Observatory on Food&Sustainability, promossa dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il monitoraggio Ipsos, è stata condotta in 8 Paesi: Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Olanda, Stati Uniti, Italia con un focus speciale sull’Azerbaijan, Paese ospite. 

Scopriamo insieme i principali risultati. 


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29 settembre: Giornata internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari

Nel 2019 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha ufficialmente introdotto la Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari, che dal 2020 viene celebrata il 29 settembre. Questa giornata intende sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di ridurre le perdite e gli sprechi alimentari, per realizzare un cambiamento trasformativo a vantaggio della salute delle persone e del pianeta.

L'appuntamento lancia un chiaro appello all’azione affinché gli enti pubblici e privati ​​si attivino per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari e per la transizione sostenibile dei sistemi agroalimentari, come richiesto dagli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Ridurre le perdite e gli sprechi alimentari è determinante per contribuire alla trasformazione dei sistemi agroalimentari.

Effetto inflazione: si compra meno e si butta meno cibo 

Il caro prezzi incide sul carrello della spesa e batte il food waste. Infatti, in media, sette consumatori su dieci tagliano drasticamente gli acquisti e lo spreco alimentare crolla in 8 Paesi. 

In particolare, rispetto all'estate del 2002, gli italiani hanno ridotto gli sprechi del 25% con 469,4 grammi a settimana che finiscono nell'immondizia (vale a dire 125,9 grammi in meno, ma anche 54,7 grammi in meno rispetto allo scorso gennaio). Cittadini più virtuosi anche negli Usa, area storicamente meno attenta al fenomeno da sempre ai vertici della classifica, dove lo spreco scende del 35%, arrivando a 859,4 grammi settimanali pro capite (-479 grammi sull'anno).

Spagna e Francia sono i Paesi più virtuosi e migliorano la Germania, che riduce lo spreco del 43%, e il Regno Unito con 632 grammi settimanali a testa (94 grammi in meno rispetto al 2022). Svetta invece l'Azerbaijan con 1116,3 grammi vicini alle stime 2022 degli Stati Uniti; in questo Paese inizia ora la campagna di sensibilizzazione che potrebbe dare i suoi frutti nelle prossime stagioni.

Quali sono gli alimenti più sprecati?

Le persone intervistate negli otto Paesi esaminati identificano lo spreco alimentare come spreco di denaro in famiglia, in particolar modo Italia e Stati Uniti si rivelano i più preoccupati con l'81%.

Ispezionando il carrello della spesa, la frutta fresca si conferma l'alimento più sprecato, dove svettano Italia (33%) e Spagna (40%), seguite da Germania (30%) e Stati Uniti (32%), con l'eccezione del solo Azerbaijan dove si buttano soprattutto cibi pronti.

Al secondo posto ci sono le insalate con l'Italia al 24% e la verdura in Olanda, ma anche cipolle, aglio e tuberi in Francia, Spagna e Azerbaijan. In Germania si gettano per lo più affettati e pane confezionato, in Spagna pane fresco, in Azerbaijan persino la carne rossa.

Le azioni per ridurre lo spreco alimentare

Tra le misure pubbliche utili a ridurre lo spreco, il Rapporto indica l'unanimità di tutti gli intervistati a puntare sull'istruzione nelle scuole, come anche alle etichette fronte pacco letta dal 71% degli italiani, ma anche da spagnoli (70%), francesi (60%) e tedeschi (45%).

A farsi largo sono anche le informazioni nutrizionali determinanti le scelte alimentari per Italia (53%) e Spagna (52%) e le diverse strategie antispreco. Se italiani e spagnoli acquistano con maggiore frequenza i prodotti freschi, la lista della spesa resta invece il punto di riferimento per Germania, Regno Unito e Stati Uniti.

Bene anche lo sprecometro, l'app lanciata in via sperimentale che permette di tenere sotto controllo lo spreco. È stata adottata da più di 10 mila cittadini in otto mesi e a oggi ha 'misurato' 96 mila euro di cibo gettato per un impatto ambientale pari a 44.100 kg di CO2 equivalenti e 3186 metri cubi di acqua.

Per saperne di più, rivedi l'evento di presentazione!

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