Accordo USA-Iran, Ucraina e alleanze: cosa pensano gli italiani?
I primi mesi del 2026 hanno registrato una forte accelerazione delle tensioni internazionali. Dopo la cattura di Maduro, l’amministrazione Trump ha concentrato la propria attenzione sul Medio Oriente, entrando in conflitto aperto con l’Iran e contribuendo a una crisi che ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, con pesanti ripercussioni sulle forniture energetiche globali.
L’accordo preliminare raggiunto tra Stati Uniti e Iran il 17 giugno ha temporaneamente congelato le ostilità, ma non ha dissipato i dubbi sulla stabilità della regione. Nel frattempo, Israele e Libano hanno sottoscritto un accordo quadro, mentre la guerra in Ucraina ha superato il suo quarto anno senza prospettive di una conclusione imminente.
Giunto alla sua dodicesima edizione, il sondaggio ISPI realizzato da Ipsos Doxa nell’ambito dell’Osservatorio “ItaliaInsight – Gli italiani e la politica internazionale” analizza le percezioni degli italiani rispetto al conflitto tra Stati Uniti e Iran, alla guerra in Ucraina e ai possibili nuovi equilibri geopolitici per l’Italia e l’Europa nello scenario internazionale.
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La guerra in Iran e le reazioni all'accordo preliminare
Il 17 giugno Stati Uniti e Iran hanno sottoscritto un accordo preliminare in 14 punti in cui è previsto: il prolungamento del cessate il fuoco per 60 giorni (che include il fronte israelo-libanese), una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz e l’allentamento delle sanzioni americane su Teheran.
L’opinione pubblica italiana si mostra però decisamente scettica:
- Tregua fragile: il 57% degli italiani ritiene che l’accordo possa saltare in qualsiasi momento. Solo un italiano su dieci gli attribuisce una reale funzione stabilizzatrice, mentre il 7% ritiene che gli Stati Uniti abbiano fatto troppe concessioni all’Iran.
- Il bilancio su chi ha "vinto": nonostante l'incertezza, è il momento di fare un primo bilancio su chi abbia “vinto”, almeno sinora, la guerra. Per il 55% non c’è un vero vincitore. Tuttavia, chi ritiene l'Iran vincitore (22%) supera chi indica gli USA (14%).
- La posizione su Israele: il 36% degli intervistati (soprattutto giovani 18-24 e over 65) pensa che UE e USA dovrebbero ostacolare Israele nelle sue politiche nei confronti di Gaza, Libano e Iran. Il 29% ritiene che il ruolo di Europa e Stati Uniti dovrebbe concentrarsi maggiormente sulla mediazione tra le parti, mentre solo il 6% pensa che bisognerebbe sostenere il governo israeliano.
La guerra in Ucraina e il nodo dell'energia per gli italiani
La guerra in Ucraina ha ormai superato il suo quarto anno e, nonostante le promesse elettorali di Donald Trump di risolvere la crisi in tempi record, le prospettive di una conclusione rimangono incerte.
Di fronte a questo scenario, le opinioni degli italiani restano molto eterogenee:
- Il ruolo di UE e USA: il 34% degli intervistati sostiene che Bruxelles e Washington dovrebbero convincere Kiyv ad accettare un accordo di pace con Mosca, anche a costo di rinunciare a parte del proprio territorio. Il 15% (con una prevalenza nell'elettorato di destra) è a favore di un'interruzione totale del sostegno. Al contrario, sale al 23% (rispetto al 15% della rilevazione di dicembre) la quota di chi pensa che EU e USA dovrebbero continuare a sostenere l’Ucraina fino a quando avrà riconquistato i territori perduti.
- L'adesione all'Unione Europea: il 41% si dice favorevole all'ingresso dell'Ucraina nell'UE, ma la grande maggioranza di questo gruppo specifica che l'adesione deve avvenire nel rispetto dei tempi e delle regole standard, senza favoritismi. I contrari sono il 34%, preoccupati soprattutto dai costi economici e dai rischi interni per i Paesi membri.
- Il ritorno al gas russo: nonostante l'impegno dell'UE a eliminare l'import di gas russo, il 52% degli italiani sarebbe favorevole a riprenderlo. Di questi, il 25% sostiene una ripresa delle importazioni immediata in caso di nuovi rincari energetici, mentre il 27% sosterrebbe la ripresa solo dopo la firma di un cessate il fuoco tra Mosca e Kiev. Contrario all'import si dichiara il 28% degli intervistati (l’11% categoricamente contrario, mentre il 17% almeno fino a quando Mosca non si ritirerà dai territori illegittimamente occupati).
Italia e alleanze internazionali: crolla la fiducia negli USA, si conferma la Cina
Gli eventi internazionali e l'andamento della presidenza Trump hanno portato l'opinione pubblica italiana a riconsiderare il rapporto con gli Stati Uniti:
- La fiducia negli Stati Uniti: solo il 26% degli italiani considera ancora gli USA un alleato affidabile per l'Italia e l'Europa, e, tra questi, poco meno di 4 su 5 (20% contro 6%) ritengono che dovremmo comunque dipendere meno da Washington. Invece, oltre la metà (51%) non ritiene più gli Stati Uniti un alleato affidabile: di questi, il 38% auspica una maggiore autonomia per gli europei, mentre il 13% pensa che non vi siano alternative.
- La percezione della Cina: sembra confermarsi il trend positivo registrato a dicembre, dove più di 1 italiano su 2 percepiva Pechino più come un partner che come un avversario. Il 48% degli italiani, infatti, vede Pechino come un partner economico, mentre il 45% la considera un alleato strategico sul piano geopolitico.
Per consultare l'analisi completa, i grafici e tutti i dettagli metodologici della ricerca, visita il sito ufficiale dell'ISPI.