Tasso di inflazione 2022, aumento dei prezzi: il cambiamento delle modalità e abitudini di spesa degli italiani

La terza rilevazione dell'Osservatorio Ipsos sull'inflazione rivela un progressivo cambiamento nelle modalità e abitudini di spesa degli italiani.

Negli ultimi mesi l’inflazione è cresciuta in modo esponenziale diventando una delle principali preoccupazioni avvertita dalla popolazione a livello internazionale, in alcuni casi superando anche i timori legati al Covid-19 e alla guerra Russia-Ucraina.

Gli aumenti dei prezzi sono dovuti a molteplici fattori, ma il conflitto in corso e l’incremento dei costi dell’energia sono ritenute le cause principali e si registra un consenso unanime che sia il consumatore ad essere il soggetto più penalizzato.

Nonostante la maggior parte degli italiani dichiara di non intravedere, nei prossimi 12 mesi, una modifica sostanziale della propria situazione economica, la preoccupazione per l’inflazione in Italia nel 2022 è elevata.

Rispondere all’aumento dei prezzi: Ipsos lancia l'Osservatorio sull'inflazione

Ipsos lancia l'Osservatorio sui comportamenti dei consumatori in risposta all'inflazione. L'obiettivo è quello di verificare con continuità il sentiment dei consumatori rispetto al contesto complessivo, con particolare riferimento alla propria situazione economica, e analizzare l’impatto sui comportamenti di acquisto in riferimento a specifici mercati e categorie. I tre macro-obiettivi dell’Osservatorio sono comprendere:

  • la consapevolezza della portata del fenomeno inflattivo e dei fattori sottostanti;
  • le dinamiche di acquisto innescate dal «caro prezzi» uniti all’instabilità geo politica ed economica del momento;
  • le attese di consumo delle categorie merceologiche e dei brand.

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Situazione economica: oltre un italiano su due è insoddisfatto 

L’Osservatorio inflazione di Ipsos, giunto alla sua terza rilevazione nel corso del 2022, racconta un progressivo cambiamento nelle modalità e abitudini di spesa degli italiani, i quali devono fare letteralmente i conti con una condizione economica personale non soddisfacente, dichiarata da oltre 1 individuo su 2.

Il 67% di coloro che sono insoddisfatti della propria condizione economica è preoccupato di non riuscire a fare quadrare i conti a fine mese (+10 punti rispetto a maggio). Questa amplifica l’attenzione all’oggi e alla quotidianità, distogliendo lo sguardo da un futuro che appare sempre più incerto e imprevedibile.

Inflazione 2022, le strategie di riduzione dei consumi degli italiani 

I consumatori hanno registrato un aumento dei prezzi che, nel corso del tempo, si è esteso ad un numero sempre maggiore di categorie merceologiche, di prodotti e di servizi. Le categorie dove i consumatori hanno riscontrato i maggiori rincari sono soprattutto le utenze energia-gas (87% degli intervistati), l’alimentare (86%), i carburanti (85%), i ristoranti-pizzerie (72%) e bar-pub-locali (62%).

Nonostante gli aumenti dei prezzi, alcune categorie appaiono meno coinvolte di altre nella riduzione dei consumi (alimentari per sé e per i propri animali, la cura della casa, il bucato, la cura e il benessere della persona, la telefonia) mentre per altre i consumatori dichiarano di voler contenere la spesa e quindi ridurre l’utilizzo. In particolarità la socialità fuori casa appare particolarmente in difficoltà con oltre il 70% dei clienti di ristoranti e bar che ridurrà la frequentazione.

Tutte le categorie saranno comunque oggetto di strategie volte al contenimento della spesa. In generale, prima di cercare di ridurre i consumi, si cercano promozioni che possono riguardare sia prodotti abituali sia nuovi acquisti. La ricerca del prezzo più conveniente fa sì che:

  • per l’alimentare si cambino i luoghi di acquisto (maggior frequentazione dei discount e dei mercati rionali), si guardi alle private label e si cerchi di fare scorta quando conviene;
  • per la cura e il benessere della persona ci si rivolge ai canali online o si acquistano marche meno costose e, se proprio non si vuole affrontare la rinuncia del prodotto abituale, lo si cerca in promozione;
  • per i beni durevoli si posticipa la spesa e, qualora possibile, si ipotizza anche la rinuncia all’acquisto.

Il fenomeno della Shrinkflation, cos'è e  cosa ne pensano gli italiani

Il costante aumento dei prezzi porta il consumatore a fare sempre più confronti e ad essere attento a cosa acquista. In particolare, è attento a confrontare il prezzo pagato per la quantità ottenuta. In questo modo si rende conto che il fenomeno della shrinkflation è sempre più diffuso, ossia la pratica di ridurre il packaging e il contenuto dei prodotti, ma senza una relativa diminuzione di prezzo.

I dati della terza rilevazione dell'Osservatorio inflazione di Ipsos rivelano che oltre 2 consumatori su 3 (68%) preferirebbero avere una quantità invariata di prodotto a fronte di un prezzo in crescita; questo gli consentirebbe una miglior possibilità di confronto.


Quali saranno le opinioni, le percezioni e i comportamenti attuati dagli italiani per rispondere agli aumenti di prezzo dei prossimi mesi?

È in partenza la quarta rilevazione dell’Osservatorio Ipsos sull’inflazione, con l’obiettivo di verificare con continuità il sentiment dei consumatori rispetto al contesto complessivo.

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