Sicurezza in Italia: tra percezione, realtà e orientamenti politici
Sicurezza in Italia: tra percezione, realtà e orientamenti politici

Sicurezza in Italia: tra percezione, realtà e orientamenti politici

Dal 2022 la preoccupazione per la sicurezza è più che triplicata. L'analisi Ipsos Doxa, pubblicata sul Corriere della Sera, evidenzia come cambia la percezione degli italiani e quali temi alimentano maggiormente il senso di insicurezza.

Il tema della sicurezza è sempre più rilevante nella percezione dei cittadini. L'idea di essere insicuri, insufficientemente protetti ed esposti a rischi tende a diventare una condizione diffusa, alimentata da un contesto caratterizzato da incertezza, preoccupazione e percezione del pericolo.

In questo scenario, la sicurezza, insieme all'immigrazione e all'insicurezza economica, oggi accentuata dall'aumento dei costi energetici, è destinata a giocare un ruolo centrale nella formazione delle opinioni e delle scelte di voto degli elettori. 

I dati dei nostri sondaggi confermano questa tendenza. 

La preoccupazione per la sicurezza è più che triplicata dal 2022

La preoccupazione per la sicurezza mostra una crescita significativa a partire dall'insediamento del governo Meloni. Nell'ottobre 2022, all'inizio dell'attuale legislatura, il tema era citato dal 10% degli intervistati. Oggi la quota raggiunge il 35%.

Parallelamente cresce anche la rilevanza attribuita al tema: se alla fine del 2022 la sicurezza occupava il decimo posto tra le principali preoccupazioni degli italiani, oggi si colloca al secondo posto.

Percezione e realtà: quanto si sentono sicuri gli italiani?

Occorre distinguere tra percezione e realtà concreta. Se si considera il livello di sicurezza percepito nella propria zona di residenza, la maggioranza assoluta degli italiani (54%) dichiara di sentirsi molto o abbastanza sicura.

Allo stesso tempo, una quota significativa pari al 46% si sente poco o per nulla sicura. Un dato particolarmente rilevante se si considera che nel tempo la percezione di insicurezza nella propria area di residenza è cresciuta in modo apprezzabile.

La questione sembra quindi essere non solo percepita, ma anche in parte sperimentata concretamente da una parte consistente della popolazione.

Chi si sente più insicuro?

La percezione di insicurezza riguarda soprattutto alcune categorie sociali.

I più colpiti appaiono:

  • gli anziani;
  • le persone con un basso titolo di studio;
  • le casalinghe;
  • chi svolge un lavoro esecutivo.

Anche il territorio rappresenta un elemento distintivo. Il senso di insicurezza risulta infatti più diffuso tra i residenti del Nord Italia e dei grandi centri urbani.

Riguardo all’orientamento politico, invece, si registra una maggiore senso di insicurezza tra gli elettori di centrodestra (41% si sentono poco o per nulla sicuri) rispetto a quelli di centrosinistra (37%). 

Quali sono le principali preoccupazioni in materia di sicurezza?

Quando gli italiani parlano di sicurezza, il riferimento principale riguarda i reati di prossimità.

Le preoccupazioni più citate sono:

  • la criminalità comune (38%);
  • le baby gang (28%);
  • il degrado urbano (27%);
  • l'immigrazione (27%);
  • la violenza di genere (23%);
  • la criminalità organizzata (19%).

Sicurezza e orientamento politico: le differenze tra gli elettori

Le preoccupazioni cambiano sensibilmente in base all'orientamento politico.

  • Tra gli elettori di centrodestra, l'immigrazione irregolare rappresenta la principale fonte di preoccupazione ed è citata dal 44% degli intervistati.
  • Tra gli elettori delle forze di opposizione, invece, il tema dell'immigrazione scende al 12%, mentre acquista maggiore centralità la violenza di genere, che si colloca al secondo posto tra le principali preoccupazioni.

Come vengono valutate le politiche sulla sicurezza?

Nonostante i diversi provvedimenti adottati in materia, prevale la convinzione che i risultati ottenuti siano stati limitati.

Il 64% degli intervistati ritiene infatti che le misure introdotte dal Governo siano state poco (28%) o per nulla efficaci (36%).

Le valutazioni cambiano sensibilmente in base all'appartenenza politica.

  • Tra gli elettori delle forze di maggioranza, il 60% considera i provvedimenti almeno in parte efficaci, anche se soltanto il 5% li definisce molto efficaci.
  • Tra gli elettori delle forze di centrosinistra, invece, il 51% ritiene che siano stati per nulla efficaci e il 34% li considera poco efficaci.

Repressione o prevenzione: come affrontare il problema della sicurezza?

Le opinioni degli italiani risultano quasi perfettamente divise sulle modalità più efficaci per affrontare il problema.

Il 43% preferisce un approccio basato sulla repressione dei fenomeni criminali, mentre il 44% ritiene prioritari interventi di prevenzione.

Anche in questo caso emergono differenze politiche significative:

  • tra gli elettori di centrodestra prevale la preferenza per la repressione (59%), pur con una quota del 35% favorevole alla prevenzione;
  • tra gli elettori di centrosinistra prevale la prevenzione (63%), mentre il 30% privilegia strumenti repressivi.

La sicurezza sarà centrale nella prossima campagna elettorale?

Per quasi un italiano su due (48%) la sicurezza sarà uno dei temi centrali del prossimo confronto politico. Il 35% ritiene invece che non avrà un ruolo così importante.

La convinzione della centralità del tema è particolarmente forte tra gli elettori delle forze di maggioranza (65%), ma resta maggioritaria anche tra quelli dell'area progressista (52%).

Quale forza politica viene considerata più credibile sul tema della sicurezza?

Nonostante la crescente attenzione verso la sicurezza, gli italiani faticano a individuare una forza politica capace di caratterizzarsi in modo netto sull'argomento.

Il 46% degli intervistati non indica alcun partito come particolarmente credibile sul tema. Tra le forze politiche citate, le percentuali variano dal 9% del Movimento 5 Stelle al 17% di Fratelli d'Italia.

Sicurezza e immigrazione al centro del confronto politico

Il tema della sicurezza, strettamente intrecciato a quello dell'immigrazione, sarà presumibilmente uno degli assi portanti della campagna elettorale già iniziata.

Si tratta infatti di un terreno sul quale la destra e il centrodestra intendono giocare una parte importante del confronto politico. Tra l'autunno del 2026 e il 2027 saranno chiamati al voto otto Paesi europei, tra cui quattro grandi Stati: Spagna, Francia, Italia e Polonia.

In questo contesto, la campagna elettorale non avrà soltanto una dimensione nazionale, ma potrà assumere un respiro europeo. Il confronto si svilupperà di fronte a un'opinione pubblica che appare sempre più esigente e disincantata, e che dovrà essere convinta dalle proposte avanzate dalle diverse forze politiche.

 

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