Il bene pubblico della salute: la fiducia nei sistemi sanitari nazionali
Ipsos e SDA Bocconi School of Management rivelano che la pandemia da Coronavirus ha aumentato la fiducia dei cittadini nei sistemi sanitari nazionali, che ora sono però chiamati a importanti sfide future.
Ipsos in collaborazione con SDA Bocconi School of Management fornisce interventi su trend e fenomeni sociali, di consumo e di costume. In questo nuovo articolo, abbiamo discusso della fiducia dei cittadini nel mondo nei sistemi sanitari nazionali.
Il Time lo ha definito «il peggiore di sempre»: quasi certamente il 2020 passerà alla storia come l’anno del Covid-19 e dell’emergenza sanitaria globale, con conseguenze catastrofiche sulla società, l’economia, gli equilibri geopolitici. Nonostante le profonde diversità tra Paesi, la capacità dei sistemi sanitari nazionali di adattarsi a uno shock improvviso è risultato un tratto caratteristico che ha accresciuto il livello di fiducia nelle istituzioni pubbliche.
Con lo scoppio della pandemia da Coronavirus, sono molte di più le persone che valutano positivamente la qualità dei sistemi sanitari dei propri Paesi. Secondo il recente report Ipsos Global Health Service Monitor 2020, realizzato su oltre 20mila persone in 27 Paesi del mondo, il 50% degli intervistati a livello globale considera molto buona o buona la qualità dei servizi sanitari ricevuti (che includono trattamenti medici, servizi ospedalieri, test per le diagnosi e trattamenti farmaceutici per vari disturbi); un dato in aumento di 5 punti sulla precedente rilevazione del 2018.
I principali risultati del sondaggio Ipsos
- Per il 72% degli intervistati globali e il 73% degli italiani, il Coronavirus rappresenta il principale problema sanitario a livello mondiale. Seguono il cancro, la salute mentale, lo stress, l’obesità e il diabete.
- In Europa, il 48% dei cittadini considera il cancro uno dei maggiori problemi sanitari (l’Italia è quarta al 53%. Il problema legato alla salute mentale sembra invece preoccupare maggiormente la fascia più giovane della popolazione e le donne. A livello globale l’obesità preoccupa solo il 18% della popolazione e lo stress è considerato un grosso problema in Corea del Sud, Giappone e Svezia, soprattutto tra i più giovani.
- Metà dei partecipanti si dichiara soddisfatto della qualità del proprio sistema sanitario. I più soddisfatti sono gli australiani, gli olandesi e i britannici, mentre lo è il 42% degli italiani, un dato comunque in aumento del 9% rispetto al 2018. Sia le aspettative future (oltre un terzo dei partecipanti è convinta che la qualità del sistema sanitario del proprio Paese migliorerà), sia la fiducia che attualmente vi viene riposta (la metà dei rispondenti dichiara di fidarsi dei trattamenti medici ricevuti) sono dati che testimoniano della grande importanza che i cittadini affidano ai sistemi sanitari nazionali.
- A preoccupare sono tuttavia gli alti costi e le possibili disuguaglianze sociali nell’accesso alle cure. Il 59% dei rispondenti crede infatti che siano in molti a non potersi permettere le spese sanitarie necessarie (il dato italiano si ferma al 53%), mentre soltanto il 37% ritiene che il sistema sanitario del proprio Paese fornisca a tutti lo stesso livello di trattamento contro un 38% che è del parere opposto (il dato italiano, a riguardo, è rispettivamente del 36% e 32%).
- La maggioranza mondiale, il 55%, afferma inoltre che il sistema sanitario del proprio Paese è sovraccaricato. In testa a questa classifica vi sono il Regno Unito, l’Ungheria e la Svezia.
- Nell’immediato futuro, i sistemi sanitari dovranno affrontare tre grandi sfide: la diminuzione dei tempi d’attesa (a crederlo è il 40% dei rispondenti; l’Italia è terza con il 60%), la carenza di staff (39%) e gli elevati costi delle cure mediche (31%).
- Molto significativo il dato sull’obbligatorietà del vaccino contro gravi malattie infettive. A livello globale si dice favorevole all’obbligatorietà il 64% degli intervistati. Colpisce come nessun Paese europeo figuri nei primi 10 posti di questa classifica: l’Italia è ferma al 55% (con un 18% di contrari).
Per maggiori informazioni, leggi l'articolo della rubrica SDA Bocconi Inisght