Covid Natale 2021, sondaggi: l'impennata dei contagi aumenta le preoccupazioni degli italiani

A pochi giorni da Natale e in vista dell'aumento dei casi positivi al Covid-19, il nuovo monitoraggio di Ipsos sulle opinioni degli italiani registra un aumento dei timori e delle preoccupazioni.

Il team Public Affairs di Ipsos continua a monitorare le opinioni degli italiani in merito all'emergenza Covid. La diffusione della Variante Omicron e l'aumento dei contagi preoccupano sempre di più le istituzioni sanitarie, con una crescita che da lineare sta diventando sempre più esponenziale e che spinge il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Governo ad elaborare un nuovo decreto e a riflettere sull’eventualità di tornare a restrizioni maggiori proprio in vista del Natale. Il livello di timore degli italiani per la pandemia non può dunque che continuare progressivamente a dilatarsi: molti dei nostri indicatori tornano oggi sui livelli registrati molti mesi fa, nel periodo di coda dell’ondata precedente.

Covid, Natale 2021: aumentano preoccupazioni e timori 

La minaccia percepita sale ancora nelle ultime due settimane, in tutti gli ambiti testati (individuale, familiare, locale, nazionale e mondiale). Scende al 30% (+4%) la quota di intervistati che ritiene oggi “il peggio passato”, laddove per il 18%il peggio deve arrivare (+2) e per il 27% siamo all’apice dell’emergenza (dato invariato). La previsione che nelle prossime settimane i contagi possano continuare ad aumentare resta al 78%, ma salgono quanti la ritengono ora “molto probabile” (da 32 a 35%). L'orizzonte temporale in cui i nostri intervistati collocano la previsione della fine di ogni preoccupazione per il Covid-19 si allunga ulteriormente e sale a 19,6 mesi, il valore più alto mai raggiunto. Risalgono anche quanti si sentono oggi più minacciati dai rischi sanitari della pandemia al 57% (+2), piuttosto che dai rischi economici ad essa connessi (26%, -3).


Leggi anche il precedente monitoraggio di Ipsos: "Covid oggi, sondaggi: le opinioni su Super Green Pass, obbligo vaccinale e vaccino ai bambini"


Vaccino Covid, sale la quota di quanti dichiarano di aver già fatto la terza dose

I giudizi positivi sulla campagna vaccinale tendono a calare ancora (66%, -1) rispetto al massimo storico rilevato quattro settimane fa, quelli negativi risalgono di un punto (19%). L'’89% dichiara di aver ricevuto almeno una dose di vaccino; tra chi non ha fatto nemmeno una dose, scende la quota di disponibili a farlo (4%, -4), i sicuri di non vaccinarsi restano la metà di questa platea, salgono gli indecisi. Sale la quota di quanti dichiarano di aver già fatto la terza dose, ma non quella di coloro che si dicono pronti a riceverla (il totale di questi due gruppi resta fermo al 76%. Il 16% mantiene delle riserve in proposito (-1), il 3% resta contrario all’idea (-2) mentre salgono al 6% le mancate risposte (+3). In merito al vaccino anti-influenzale: il 21% dichiara di averlo già fatto ed un ulteriore 11% si dice pronto a farlo prossimamente: la proiezione complessiva resta in crescita rispetto al livello di copertura raggiunto lo scorso anno (23,7%).

Covid, Green Pass e Super Green Pass

L'86% degli intervistati dichiara di aver al momento un green pass valido, ottenuto quasi sempre grazie al vaccino; resta al 4% la quota di chi dichiara di disporne grazie all’esito negativo di un tampone. Il Super Green Pass o Green Pass rafforzato raccoglie tuttora opinioni largamente favorevoli (60%), ma in calo nelle ultime due settimane (-3), i contrari salgono al 31% (+4) mentre il 9% non esprime alcuna opinione in proposito (-1).

Obbligo vaccinale e vaccino ai bambini 

Si riduce nelle ultime due settimane, pur restando largamente maggioritaria, la quota di italiani favorevoli ad un eventuale introduzione dell’obbligo vaccinale per tutti (60%, -4), salgono di due punti i contrari (28%). Sul vaccino ai bambini della fascia di età compresa tra 5 e 11 anni l’orientamento degli italiani resta in prevalenza favorevole: 51%, rispetto ad un 33% di contrari (dati invariati, ma con un maggior sbilanciamento sul “molto favorevole o sul “molto contrario”, rispetto alle opinioni intermedie). Salgono però le risposte favorevoli tra i rispondenti che hanno nel proprio nucleo familiare bambini in quella fascia di età: oggi sono il 59% (+5%), rispetto ad un 34% di contrari (-6), segno che i timori iniziali si stanno man mano affievolendo (forse anche a causa dei contagi in rapida crescita anche tra i più piccoli).

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