Sicurezza in Italia: preoccupazione in aumento, quali sono i timori degli italiani?

La preoccupazione per la sicurezza è in costante aumento tra gli italiani. La nostra analisi approfondita, pubblicata sul Corriere della Sera, rivela le principali cause, le responsabilità percepite e le misure ritenute più efficaci.

Il tema della sicurezza in Italia rappresenta un elemento centrale nella formazione delle opinioni dell'elettorato italiano. Negli ultimi mesi, questa tematica è tornata al centro dell'agenda politica nazionale, coinvolgendo sia le forze di maggioranza che quelle di opposizione. 

Da una parte, le forze di governo stanno lavorando all'elaborazione di un nuovo pacchetto sicurezza (non il primo di questa legislatura). Dall'altra, anche le forze di opposizione hanno posto maggiore attenzione su questo fronte, soprattutto verso la fine dello scorso anno, sollecitate dalle richieste dei sindaci di area, alle prese con le criticità che emergono nei contesti urbani e con le istanze dei cittadini.

Ma qual è la percezione degli italiani sul tema della sicurezza? Quali fattori alimentano il senso di insicurezza e a chi spetta il compito di garantire la protezione dei cittadini? Scopriamo di più attraverso l'analisi dettagliata di Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos Doxa, presentata sul Corriere della Sera.

I numeri della preoccupazione: i dati Ipsos Doxa sulla percezione della sicurezza

L'interesse degli italiani per la questione sicurezza mostra una tendenza in costante aumento. Certamente, l'intensità della preoccupazione viene spesso amplificata da specifici eventi di cronaca. Recentemente, alcuni episodi hanno occupato le prime pagine dei giornali, tra cui l'omicidio di "Aba", lo studente ucciso in un istituto scolastico a La Spezia, e l'ennesimo, brutale femminicidio, quello di Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia.

Tuttavia, la preoccupazione dei cittadini sembra indicare un incremento di natura strutturale, legato più a un clima generale di inquietudine che a singoli fatti di cronaca. Le rilevazioni Ipsos Doxa evidenziano infatti una crescita significativa dell'attenzione verso questo problema: nel 2019 veniva menzionato dal 22% degli italiani, mentre attualmente la percentuale raggiunge il 33%.

Che si tratti di un tema particolarmente sensibile è confermato anche dai dati relativi all'esperienza diretta, ovvero a ciò che accade nel proprio territorio di residenza: le citazioni sono passate dal 20% al 29%. Non si tratta quindi soltanto di una percezione generale, ma di un problema concreto.

Percezione di sicurezza personale: il divario economico

La sensazione di sicurezza personale mostra una tendenza al ribasso: se dieci anni fa il 60% degli italiani si sentiva almeno parzialmente sicuro nella propria zona di residenza, oggi questa percentuale scende al 52%.

Emerge una netta divisione legata alla condizione economica: chi gode di una situazione agiata si sente decisamente più protetto rispetto alla media, mentre chi si trova in condizioni economiche basse o medio-basse manifesta livelli di sicurezza percepita sensibilmente inferiori.

È ormai prevalente la convinzione di trovarsi in una situazione di minore tranquillità nella vita quotidiana: rispetto agli ultimi tre anni, il 46% ritiene che le condizioni di sicurezza siano diminuite. Si tratta di una percezione trasversale a tutti gli strati sociali, sebbene con alcune differenze: tra chi vive in condizioni economiche elevate, il 40% si sente meno sicuro, percentuale che sale al 63% tra chi vive situazioni di disagio economico.

Le cause dell'insicurezza secondo gli italiani

La diffusa sensazione di insicurezza viene ricondotta principalmente a tre fattori:

  1. La crescita dei comportamenti violenti tra i giovani (55%), percezione probabilmente acuita proprio dai recenti fatti di cronaca. È interessante notare come tra i più giovani questa percezione risulti decisamente più contenuta (solo il 39%), un dato che fa riflettere su una sorta di frattura (e difficoltà di relazione) generazionale.
  2. L'immigrazione irregolare e non controllata (44%), considerata un fattore che contribuisce all'aumento degli episodi di criminalità. Questo dato presenta una forte polarizzazione politica: raggiunge il 67% tra gli elettori di Fratelli d'Italia, mentre scende al minimo del 20% tra gli elettori del PD.
  3. L'aumento delle sacche di marginalità e povertà (27%), percepite come terreno fertile per fenomeni di devianza. Questa percezione risulta particolarmente diffusa tra gli elettori delle opposizioni, ma anche tra i sostenitori di Forza Italia.

Chi deve garantire la sicurezza dei cittadini?

Le responsabilità vengono attribuite in egual misura al governo (36%), chiamato a coordinare meglio l'operato delle forze dell'ordine, e alla magistratura (36%), alla quale si chiede una migliore applicazione delle leggi per assicurare la certezza della pena. Seguono le forze dell'ordine (28%), da cui ci si aspetta una maggiore presenza sul territorio, e il Parlamento (26%), al quale si richiedono leggi più severe ed efficaci.

Anche su questo fronte emergono differenze significative legate all'orientamento politico: le responsabilità dell'esecutivo vengono sottolineate principalmente dagli elettori dell'opposizione (62% tra i votanti PD), mentre quelle della magistratura sono evidenziate soprattutto dalle forze di governo (57% tra i sostenitori di Fratelli d'Italia).

Il pacchetto sicurezza: quali misure convincono di più gli italiani

Tra le proposte contenute nel pacchetto sicurezza, quelle considerate più efficaci per contrastare il problema sono:

  • Inasprimento delle pene per furti e scippi: 44% la ritiene una misura efficace.
  • Maggiori restrizioni sul porto di armi bianche: 41%.
  • Potenziamento delle strutture di trattenimento per cittadini stranieri irregolari ed espulsioni semplificate dopo il secondo ordine di allontanamento emesso dal questore: 39%.

Tuttavia, emerge una quota significativa di scettici (dal 30% al 41% a seconda delle singole misure) e di cittadini che dichiarano di non essere in grado di formulare un giudizio (dal 25% al 31%).

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