Elezioni 2018 - Caratteristiche dei leader: perché hanno vinto o perso?

Quali sono le caratteristiche personali che hanno aiutato o penalizzato i vari leader in campo?

Elezioni 2018 - Caratteristiche dei leader: perché hanno vinto o perso?

Autore

  • Gabriella Scarcella Ipsos Public Affairs
  • Eva Sacchi Ipsos Public Affairs
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Il 4 marzo è arrivato, gli italiani hanno votato e hanno restituito una nazione trasformata. Siamo di fronte ad un nuovo bipolarismo: centrodestra a trazione leghista e Movimento 5 stelle sono i vincitori indiscussi, mentre la sinistra nel suo complesso sembra essere oramai fuori gioco.  Ma chi sarà il nuovo Presidente del Consiglio?  Ipsos ha voluto indagare ancora di più nelle scelte di voto espresse domenica scorsa andando ad analizzare quali fossero le caratteristiche personali che hanno aiutato o penalizzato i vari leader in campo

Matteo Salvini spicca per le sue posizioni estreme (75%) che, tra l’altro, sono state l’attrattiva principale per consolidare il proprio elettorato (51%). Inevitabilmente segmentante (48%), questa è la seconda caratteristica del leader della Lega nell’immaginario degli elettori italiani, la stessa intravista nella politica di Trump (77%). Ma Salvini, per i suoi elettori, è anche una persona onesta che ispira fiducia, competente e con buone capacità di governo. Il leader leghista ha condotto una campagna elettorale di successo, premiata con una storica vittoria.

Luigi Di Maio, per gli elettori del M5s, si caratterizza principalmente per essere una persona onesta (82%), degna di fiducia (80%), con buone capacità di governo (66%) e competente (65%), nonostante la mancanza di esperienza e l’assenza di professionisti della politica all’interno del movimento. Anche gli altri elettorati ne riconoscono l’onestà (35%) come prima qualità e lo ritengono degno almeno in parte di fiducia (29%). Non stupisce questo dato se confrontato con i top post di Facebook dove Di Maio e i 5stelle dominano la classifica: il primo post in termini assoluti è relativo alla restituzione degli stipendi dei politici collegato poi a quello riguardante il tema della trasparenza del movimento evidenziato nell’incontro con l’inviato delle Iene Filippo Roma.

L’insuccesso di Renzi è riconducibile al fatto che gli italiani non vedono in lui né grandi abilità governative (19%) né molta competenza (20%). Ritengono piuttosto che sia un politico che insegue i propri interessi (45%) e che divide (44%). Non a caso i suoi sostenitori riconoscono come pregi ciò che gli altri elettori definiscono difetti.

Leader internazionali visti dall'Italia: quali caratteristiche sono ad essi associate? 

Entrando nel merito dell’analisi delle descrizioni dei leader internazionali, emergono due soggetti altamente segmentanti: Angela Merkel, da un lato, che raccoglie notazioni positive riguardo la competenza, la disponibilità a lavorare anche con chi ha posizioni diverse, la fiducia che ispira e il fatto di essere un buon alleato per il nostro Paese.

Sul versante opposto, Donald Trump si caratterizza invece principalmente per essere un leader altamente lesivo per gli equilibri internazionali e fortemente divisivo, come pure troppo orientato sugli interessi del proprio paese (coerentemente con il suo slogan elettorale “America first”). Nell’opinione del grande pubblico italiano il Presidente USA è inoltre un leader distante dalla gente.

Seppur non con forti caratterizzazioni, Emmanuel Macron sembra essere il Di Maio francese: disponibile, ispira fiducia, competente e con buone capacità di governo. Vladimir Putin, simile a Trump con toni più sbiaditi.

In questo paragone Italia vs resto del mondo i nostri connazionali attribuiscono giudizi più elevati (sia in positivo che in negativo) ai leader stranieri. Come a dire che i leader nostrani, nel confronto diretto, sembrano più “appiattiti” rispetto ai loro omologhi internazionali. Comunque né Salvini né Di Maio sembrano avere le carte vincenti riconosciute in Angela Merkel, peraltro la sola donna che emerge in un contesto prettamente maschile.

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  • Gabriella Scarcella Ipsos Public Affairs
  • Eva Sacchi Ipsos Public Affairs

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