Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

In occasione delle Giornata mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, IPSOS ha realizzato per WeWorld Onlus ​​​​​​​la ricerca per indagare le opinioni degli italiani sugli stereotipi di genere.

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Dai risultati  della ricerca per WeWorld presentati oggi a Milano emerge la persistenza ancora oggi di stereotipi di genere e, spesso, sono le stesse donne a rafforzarli. Il 33% delle italiane si dichiara d’accordo nell’affermare che tutte le donne sognano di sposarsi, percentuale che non le distanzia molto dagli uomini, d’accordo per quasi il 38%. La maternità viene considerata, inoltre, come l’unica esperienza che consenta a una donna di realizzarsi completamente: la percentuale di uomini e donne che si trovano d’accordo con questa affermazione raggiunge quasi la parità con il 30% dei rispondenti di entrambi i sessi. Il 12% delle intervistate, inoltre, si dichiara molto d’accordo nell’affermare che per l’uomo, più che per la donna, sia molto importante avere successo nel lavoro.

L’indagine è stata l’occasione per individuare quali sono i principali stereotipi cui la donna è soggetta secondo un campione di 1000 italiani, uomini (49%) e donne (51%) tra i 18-65 anni, intervistati nel mese di ottobre 2017. Questo il quadro che emerge dagli italiani (uomini e donne) a cui è stato chiesto di indicare quanto fossero d’accordo con le seguenti affermazioni:

  • La donna è capace di sacrificarsi per la famiglia molto più di un uomo (65%)
  • Per una donna è molto importante essere attraente (62%)
  • Tutte le donne sognano di sposarsi (37%)
  • In presenza di figli piccoli è sempre meglio che il marito lavori e la moglie resti a casa coi bambini (36%)
  • Per l’uomo più che per le donne è molto importante avere successo nel lavoro (35%)
  • La maternità è l’unica esperienza che consente ad una donna di realizzarsi completamente (32%)
  • È soprattutto l’uomo che deve mantenere la famiglia (28%)
  • Avere un’istruzione universitaria è più importante per un ragazzo che per una ragazza (17%)
  • È giusto che in casa sia l’uomo a comandare (13%).

La ricerca ha inoltre individuato  quali comportamenti discriminatori nei confronti della donna sono accettabili sempre o in alcune circostanze per il campione: 

  • Fare battute e prese in giro a sfondo sessuale (19%)
  • Fare avances fisiche esplicite (17%)
  • Obbligare la donna a lasciare il lavoro o a cercarne uno (10%)
  • Impedire ad una donna qualsiasi decisione sulla gestione dell’economia familiare (9%)
  • Controllare o impedire le amicizie di una donna con altre persone (8%)
  • Umiliare verbalmente (8%)
  • Rinchiudere una donna in casa o controllare le sue uscite o le sue telefonate (7%)
  • Minacciare o insultare (6%)
  • Sottrarre alla donna al suo stipendio (5%)

Ancora oggi, nel 2017, fotografiamo un Paese profondamente diviso nell’opinione su ciò che si configura come violenza di genere e ignaro del grave fenomeno della sua declinazione assistita intrafamiliare” osserva Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos. “Un cambiamento radicale di mentalità è ancora piuttosto lontano, ma per fortuna ci sembra che possiamo contare sulle agenzie educative primarie per incidere sulle nuove generazioni a riparazione delle attuali carenze”.

Società