Safer Internet Day 2026: un adolescente su tre usa chatbot di Intelligenza Artificiale
In occasione del Safer Internet Day 2026, Ipsos Doxa ha realizzato, in collaborazione con Telefono Azzurro, un’indagine dedicata all’uso dell’Intelligenza Artificiale generativa e dei chatbot IA tra gli adolescenti italiani.
I risultati sono stati presentati durante l’evento “Crescere con l’Intelligenza Artificiale: scelte consapevoli in un mondo connesso”, con l’obiettivo di approfondire uno dei temi più urgenti del nostro tempo: l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla crescita e sulla salute mentale di bambini e adolescenti.
Cos'è il Safer Internet Day 2026 e quando si celebra?
Il Safer Internet Day, in italiano la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, è una giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi che comporta utilizzare internet istituita nel 2004 dalla Commissione Europea.
Nel 2026 si celebra martedì 10 febbraio poiché ricorre, ogni anno, il secondo giorno della seconda settimana del mese di febbraio.
Il Safer Internet Day prevede molteplici iniziative che mirano a promuovere un uso sicuro e consapevole di Internet, con l'obiettivo di fornire informazioni - soprattutto alla fascia d'età più giovane - sui possibili pericoli della rete e consigli su come imparare a proteggersi dalle insidie digitali.
Salute mentale degli adolescenti: un contesto già fragile
I dati dell’indagine Ipsos Doxa si inseriscono in un quadro già complesso. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa un adolescente su sette (14%) tra i 10 e i 19 anni vive una condizione di disagio psichico, spesso non riconosciuta né trattata. Ansia, depressione, isolamento sociale e solitudine rappresentano le criticità più diffuse.
In particolare, un adolescente su cinque dichiara di sentirsi solo, con incidenze più elevate tra le ragazze. Studi recenti evidenziano inoltre una correlazione tra uso problematico dei social network e sintomi ansiosi e depressivi, alimentati dal confronto sociale e dalla paura di esclusione.
Chatbot IA: diffusione elevata tra i giovani italiani
All’interno di questo contesto, l’uso dei chatbot basati su Intelligenza Artificiale è una pratica sempre più diffusa anche in Italia. Secondo l’indagine Ipsos Doxa per Telefono Azzurro, nel 2025 il 35% dei ragazzi italiani tra i 12 e i 18 anni utilizza chatbot di IA (come ChatGPT) tra le attività online più frequenti.
La conoscenza di questi strumenti è molto elevata:
- 74% dichiara di conoscere i chatbot IA
- 75%, dopo una breve spiegazione, afferma di utilizzarli
L’utilizzo cresce con l’età ed è leggermente più diffuso tra i ragazzi rispetto alle ragazze. Tra i chatbot più utilizzati emergono:
- ChatGPT: 83%
- Gemini: 36%
- Meta AI: 27%
- Microsoft Copilot: 7%
Dallo studio al supporto personale: come vengono usati i chatbot
L’uso principale dei chatbot resta legato allo studio, ai compiti scolastici e alla ricerca di informazioni, ma l’indagine Ipsos Doxa evidenzia anche un crescente utilizzo a fini personali. In particolare:
- 14% degli adolescenti dichiara di rivolgersi spesso a un chatbot per ricevere consigli personali;
- 34% lo ha fatto almeno qualche volta.
Il livello medio di fiducia attribuito ai chatbot è pari a 6,6 su 10, con il 58% dei rispondenti che assegna un punteggio superiore a 7. Un dato che segnala un rapporto di fiducia elevato e potenzialmente critico.
I chatbot vengono inoltre percepiti come parzialmente “umani”: il livello medio di antropomorfismo è 3,2 su 5. Sebbene il 38% dichiari di non aver mai instaurato interazioni personali, tra chi lo ha fatto emergono motivazioni legate alla:
- curiosità (36%);
- qualità dei consigli ricevuti (23%);
- sentirsi non giudicati (15%);
- sentirsi meno soli (10%).
Un dato particolarmente sensibile riguarda il 7% degli adolescenti che dichiara di non avere altre persone di riferimento.
Emozioni, benefici percepiti e rischi dell’Intelligenza Artificiale
Dal punto di vista emotivo, l’interazione con i chatbot suscita soprattutto curiosità e divertimento. Tuttavia:
- 23% afferma di essersi sentito non giudicato;
- 16% dichiara di essersi sentito meno solo;
- solo 9% riporta un’esperienza negativa
Accanto ai benefici percepiti, l’indagine Ipsos Doxa mette in luce anche rischi rilevanti associati all’uso dei chatbot IA:
- 40%: possibile riduzione del pensiero critico;
- 35%: diminuzione delle relazioni sociali reali;
- 33%: rischio di confusione tra realtà e finzione;
- 25%: possibilità di sviluppare dipendenza;
- 20%: diffusione di informazioni errate;
- 19%: rischi per la privacy.
Solo il 10% degli intervistati ritiene che non vi siano effetti negativi.
Intelligenza Artificiale tra opportunità e rischi: la percezione ambivalente dei giovani
Due ragazzi su tre considerano l'Intelligenza Artificiale, allo stesso tempo, un'opportunità e un rischio. Una consapevolezza che riflette un approccio tutt'altro che superficiale alle nuove tecnologie, ma che mette in luce anche preoccupazioni diffuse e concrete. Tra i principali rischi percepiti:
- riduzione della creatività (41%),
- diffusione di deepfake e immagini false (40%),
- circolazione di notizie false (39%),
- possibilità di sviluppare forme di dipendenza (28%),
- esposizione a contenuti non adeguati all'età (24%),
- perdita di privacy (22%).
- preoccupazione per l'utilizzo dei dati personali a fini commerciali (17%).
Particolarmente allarmante è il dato secondo cui un ragazzo su quattro teme che qualcuno possa creare contenuti falsi su di lui. Di fronte a questa eventualità, quasi la metà degli intervistati (49%) dichiara che si sentirebbe molto preoccupato, mentre il 39% si dice profondamente infastidito.
Solo una minoranza reagirebbe minimizzando l'accaduto: il 5% lo considererebbe uno scherzo, mentre il 7% ammette di non sapere come reagire.