L’approccio al lavoro pre e post pandemia Covid-19

Il nuovo sondaggio Ipsos, condotto in collaborazione con il World Economic Forum in 29 Paesi, ha indagato come la pandemia da Covid-19 abbia influenzato le modalità di lavoro, qual è la situazione attuale dei lavoratori e quali le prospettive future. 

A seguito del Covid-19 è indubbio come le vite delle persone siano state stravolte, basti pensare al nuovo modo di concepire e vivere gli ambienti di lavoro. Un’accelerazione improvvisa ma necessaria dello smart-working che ha costretto milioni di persone a lavorare lontano dagli uffici e ha avuto impatti sostanziali nella vita quotidiana. Settembre è ormai alle porte, ma lo sarà anche un ritorno alla tanto attesa normalità? E soprattutto, i lavoratori continueranno a lavorare in modalità smart-working o ci sarà un ritorno in sede? 

Il nuovo sondaggio Ipsos, condotto in collaborazione con il World Economic Forum in 29 Paesi, ha indagato come la pandemia da Covid-19 abbia influenzato le modalità di lavoro, qual è la situazione attuale dei lavoratori e quali le prospettive future. 


Leggi anche l'ultimo sondaggio Ipsos condotto in collaborazione con il World Economic Forum: "L'uso della Mascherina:lo scenario dopo le vaccinazioni e il ritorno alla normalità".


Smart-Working e l'influenza del Covid-19

In media, a livello internazionale, il 23% degli intervistati dichiara di lavorare da casa in misura maggiore rispetto a prima della pandemia. Percentuale leggermente più bassa in Italia, in cui il 18% dei lavoratori  dichiara di lavorare più da casa, il 73% non ha notato nessun cambiamento e il 9% continua a lavorare meno da casa rispetto al periodo precedente alla pandemia.

Prima che la pandemia scoppiasse, il 53% degli intervistati a livello internazionale ha dichiarato di aver sempre lavorato in ufficio lontano da casa; percentuale che si attualmente si è ridotta al 39%. 

  • In Italia, prima dello scoppio del Covid-19, il 56% dei lavoratori ha dichiarato di aver sempre lavorato in ufficio lontano da casa, il 15% ha sempre operato lontano da casa ma non in ufficio, il 14% ha sempre svolto le proprie mansioni da casa, infine, il restante 14% ha sempre lavorato da casa e qualche volta lontano dalla propria abitazione. 
  • E ora come stanno lavorando gli italiani? Il 48% è ritornato in ufficio, il 16% lavora lontano da casa ma non in ufficio, il 21% svolge i suoi compiti da casa, mentre il 15% lavora qualche volta a casa e qualche volta lontano da casa.

Il lavoro da casa è da considerare una conseguenza dell’impatto della pandemia o una situazione normale?

Tra coloro che riferiscono di usufruire dello smart-working almeno qualche volta, il 76% a livello internazionale afferma di farlo a causa del Covid-19. Anche in Italia, il 26% dei lavoratori ha espresso di aver sempre lavorato da casa come ora, mentre, il 74% ha incominciato a svolgere le diverse mansioni da casa come conseguenza del Covid-19. La pandemia seppure non più al suo apice come alle origini ha creato e continua a diffondere paura tra le persone, il ritorno a una vita normale è quasi un concetto utopistico e per questo motivo il sondaggio Ipsos ha anche esplorato le prospettive future dei lavoratori: quando si aspettano di ritornare a lavorare lontano da casa?

  • Il 31% dei lavoratori italiani ha dichiarato in meno di 6 mesi, il 21% dai 6 mesi a 1 anno, il 9% tra oltre un anno, il 21% non pensa ritornerà alle solite modalità di lavoro e il 18% non ha un’opinione in merito.

Inoltre, quando la pandemia sarà davvero finita, gli italiani in che modalità preferiranno ritornare a lavorare?

  • Il 33% vorrebbe lavorare completamente da casa, il 12% lavorerebbe da casa come sta facendo tutt’ora, il 28% preferirebbe svolgere le proprie mansioni, completamente, lontano da casa meno di come stia già facendo, il 9% non sa esprimersi in merito e infine il 17% ha dichiarato che il lavoro che svolge non gli consente la possibilità di scegliere la modalità che preferisce.

E come sarebbe tornare a lavorare lontano da casa? 

Quando la pandemia si concluderà e tutte le restrizioni saranno ritirate, il sondaggio Ipsos ha anche esplorato le preferenze sull'organizzazione del lavoro: lavorando cinque giorni alla settimana, quanti di questi vorrebbero trascorrerli in modalità smart? In media, il 25% degli intervistati a livello internazionale vorrebbe lavorare in smart 5 giorni su 5.

  • In Italia, il 17% dei lavoratori ha risposto tutti i giorni, l’8% ha espresso quattro giorni su 5, il 19% ha dichiarato 3 su 5, il 17% vorrebbe svolgere il proprio lavoro fuori casa 2 giorni su 5, il 12% un giorno su 5, infine, il 27% nessun giorno.

Gli italiani considererebbero l’ipotesi di cercare un altro lavoro se il datore di lavoro chiedesse di svolgere i propri doveri fuori casa e a tempo pieno?

Su tale richiesta in quanti, probabilmente, ricercherebbero un nuovo impiego con lo stesso salario e le stesse responsabilità? Il 15% è fortemente d’accordo, il 18% un po’ d’accordo, il 37% non lo è, il 12% un po’ in disaccordo, infine, il 19% è totalmente in disaccordo.

Post Covid-19, i lavoratori vogliono una maggior flessibilità 

Una delle note positive dello smart-working è sicuramente la flessibilità e il guadagno di tempo. Per questo, il sondaggio Ipsos ha indagato anche cosa ne pensassero i lavoratori riguardo questo tema. In media, il 28% degli intervistati a livello internazionale è fortemente d'accordo con una maggior flessibilità da parte dei propri datori di lavoro, condiviso anche dal 34% degli italiani. 

  • Ne consegue che, con più tempo e maggiore comfort, le persone possano essere più produttive con un orario di lavoro flessibile: il 29% degli intervistati a livello internazionale e il 27% degli italiani sono pienamente d'accordo. 
  • Certo è, che non tutte le proprie abitazioni sono posti adatti al lavoro e su questa riflessione è fortemente d'accordo il 13% degli intervistati a livello internazionale e degli italiani.
  • Potrebbe anche darsi che lavorare da casa sia più stancante rispetto a svolgere le proprie mansioni in ufficio, ma soltanto il 12% degli intervistati a livello internazionale e degli italiani è pienamente d'accordo. 
  • Anche le relazioni sociali sono importanti e il sondaggio ha indagato il grado di accordo con la seguente affermazione: "Mi manca stare con i miei colleghi". Il 20% degli intervistati a livello internazionale e il 17% degli italiani sono fortemente d’accordo. 
  • In un periodo difficile è complicato come questo della pandemia, anche i datori di lavoro dovrebbero essere più flessibili nel richiedere ai dipendenti di dirigersi verso gli uffici. A tal proposito, il 28% degli intervistati a livello internazionale e il 34% degli italiani è pienamente d’accordo.
  • Un’ultima indagine riflette sulla sensazione di disimpegno e demotivazione che si potrebbe percepire, lavorando lontano dagli uffici: il 13% degli intervistati a livello internazionale e l’11% degli italiani è completamente d’accordo. 

Società