Covid, sondaggi: l'opinione degli italiani - 12° Aggiornamento 2020

Gli esperti Ipsos continuano il consueto monitoraggio sul clima d'opinioni nel nostro in Paese in merito al Coronavirus.

Gli esperti Ipsos continuano il monitoraggio del clima di opinioni degli italiani in merito all'emergenza Coronavirus, giungendo al 12° aggiornamento. 

Le ultime analisi evidenziano: 

  • In seguito all’ampliamento delle aperture decretato il 18 maggio, le opinioni degli italiani sull’evoluzione della crisi Covid–19 si presentano sostanzialmente immutate rispetto alla settimana precedente.
  • Impercettibile il calo del senso di minaccia avvertita per sé, per la comunità e per il Paese. Lieve inversione del valore per la minaccia globale che torna a crescere. Gli andamenti non mutano significativamente se comparati con le prime settimane di lockdown, a segnalare una sorta di adattamento ad una situazione di sostanziale allerta.
  • Si rinforza la compagine – un terzo circa – di coloro che sono convinti che il picco della crisi sia superato, ma la maggioranza condivide ancora il dubbio, dividendosi tra pessimisti (21% che pensa che non si sia visto ancora il peggio) e allarmati (25% che ritiene che siamo ancora nel picco dell’emergenza). Sembra dunque che una fetta consistente di cittadini tema che il rallentamento dei contagi non sia stabilizzato.
  • Sebbene rispetto a un mese fa, le preoccupazioni per la salute abbiano perso 8 punti a favore dei timori per occupazioni e redditi, la paura del contagio resta prevalente nel confronto.
  • Restano in equilibrio, rispetto alla scorsa settimana, le proporzioni tra ottimisti e pessimisti rispetto alle ipotesi di una ripartenza dell’infezione e conseguente necessità di tornare in lockdown.
  • L’analisi della serie storica dei dati di approvazione sull’operato del Governo – in merito alla gestione del lockdown fino a inizio maggio e poi delle riaperture dal 04/05 in avanti – mostra un picco di consenso successivo alla decisione di chiudere il Paese. I giudizi restano stabili fino a Pasqua (quindi a circa un mese dalla chiusura), data oltre la quale inizia un lieve calo. La gestione della riapertura raccoglie giudizi meno positivi, legati alla scarsa chiarezza con cui le indicazioni di riapertura sono state accolte, e di cui abbiamo dato conto due settimane fa.
  • La valutazione dell’azione delle Regioni va di pari passo con quella del Governo centrale, senza differenze significative.
  • Le iniziative dei sindaci, valutate nella fase di riapertura, sono allineate a quelle di Governo e Regioni.

Questa settimana il nostro focus è dedicato al senso civico e alla coesione nazionale:

  • Sull’adesione alle nuove regole di convivenza, si registrano andamenti altalenanti, ma permane maggioritaria la sfiducia sul senso civico degli italiani.
  • Quanto ai segnali di coesione registrati (dai balconi, alle raccolte fondi), le opinioni si dividono equamente tra chi è convinto che il fenomeno sia passeggero e chi più ottimisticamente ritiene che sia destinato a durare.
  • Di fatto, in prospettiva, ci si immagina un ritorno alle divisioni, che agiranno da barriera ad una «ricostruzione» post-Covid e amplieranno le disuguaglianze. 

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