Covid, sondaggi: l'opinione degli italiani - 22° Aggiornamento 2020

Continua il monitoraggio Ipsos del clima d'opinioni degli italiani in merito al Coronavirus.

Le principali evidenze del nuovo aggiornamento de "L'italia ai tempi del Coronavirus": 

  • La fase di “convivenza con il Covid-19” permane densa di preoccupazioni per buona parte degli italiani. Sale anche la quota di chi la ritiene una minaccia per l’Italia in generale (+4%) e una minaccia per il mondo (+4%). Ne consegue una ripresa di opinioni tra coloro che ritengono che l’emergenza sia ancora in fase calda: «siamo ora all’apice dell’emergenza» / «il peggio deve ancora arrivare» fanno segnare una crescita complessiva di 5 punti rispetto all’inizio del mese.
  • Cresce anche l’opinione di coloro che ritengono una seconda ondata di contagi in Italia molto probabile (+4%) e anche per quello che riguarda la minaccia sanitaria, si registra una leggera crescita (+3%) tra coloro che lo ritengono la preoccupazione principale, mentre resta invariata la quota di opinione pubblica (3 su 10 cittadini) che ritiene preponderante il rischio per redditi e lavoro.
  • Quanto al vaccino anti Covid-19, una risicata minoranza (7%) ritiene che possa essere disponibile entro qualche mese. La maggioranza relativa (4 cittadini su 10) è convinta che ci vorranno da 6 mesi a un anno. Per un italiano su 10 il vaccino non sarà disponibile nemmeno tra più un anno.
  • Cala la disponibilità dichiarata a vaccinarsi qualora fosse possibile farlo (gratuitamente) entro i prossimi mesi: pur restando stabile la proporzione di coloro che hanno già preso la decisione positiva, si riduce sensibilmente (13%) la disponibilità “condizionata “ (in caso di virus ancora presente / casi attivi).
  • Occhi puntati anche sul vaccino anti influenzale, indicato come soluzione che facilità la diagnosi differenziale in caso di sintomi: lo scorso inverno, secondo i dati diffusi dal ministero della salute, il 19,5% della popolazione maggiorenne si era sottoposta al trattamento. Oggi, rileviamo una sostanziale stabilità di intenzioni tra i vaccinati dello scorso anno (17% sicuri + 3% incerti), mentre solo il 7% degli italiani sta prendendo in considerazione di farlo per la prima volta quest’anno, che porterebbe dunque ad un aumento minimo di adesioni. La grande maggioranza di coloro che non si erano vaccinati nel 2019, propende per continuare a fare a meno di questo tipo di profilassi. 

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