Etichette alimentari, il sistema italiano Nutrinform vince per gradimento e completezza delle informazioni

L'indagine "Le etichette fronte pacco in 7 Paesi: Nutriscore VS Nutrinform" ha approfondito il dibattito in corso sulle etichette alimentari e su come queste possano influenzare il giudizio e le abitudini dei consumatori.

Il sistema di etichettaa batteria” dei prodotti alimentari, proposto dall’Italia e denominato Nutrinform, vince su quello "a semaforo", in particolar modo per gradimento dei consumatori e completezza delle informazioni. A rivelarlo è l'indagine: “Le etichette fronte pacco in 7 Paesi: Nutriscore VS Nutrinform”, curata dell’Osservatorio Waste Watcher International diretto dal professor Andrea Segrè, monitorata con Ipsos, Università di Bologna e campagna Spreco Zero e in sinergia con Agrinsieme, Federalimentare, Federdistribuzione e Unioncamere, presentata a Roma lo scorso 15 dicembre. 

L'indagine ha approfondito il dibattito in corso sulle etichette alimentari e su come queste possano influenzare il giudizio e le abitudini dei consumatori. L'analisi ha preso in esame tre tipologie di etichette fronte pacco, ovvero: quella attualmente in uso, basata sull’indicazione delle quantità dei valori nutrizionali, il sistema Nutrinform proposto dall’Italia, che indica l’apporto percentuale di grassi, zuccheri e sali rispetto all’assunzione quotidiana raccomandata, e l’etichetta Nutriscore in uso in Francia, che associa ad ogni alimento un colore che ne indica il grado di salubrità; coinvolgendo un campione di 7mila cittadini in 7 Paesi: Stati Uniti, Russia, Canada, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia. 

Nutrinform vs. Nutriscore: i consumatori preferiscono il sistema di etichetta italiano 

Nutrinform, il sistema di etichetta “a batteria” dei prodotti alimentari proposto dall’Italia, riscuote un consenso più ampio e trasversale rispetto al Nutriscore, il sistema di etichetta “a semaforo”, andando in particolar modo a rispondere in maniera più puntuale alle richieste dei cittadini in materia di chiarezza, semplicità, utilità, consapevolezza d’acquisto e completezza d’informazione

  • In Italia, il Nutrinform ottiene ben 23 punti in più del Nutriscore dal punto di vista dell’utilità, 15 in termini di informatività, 13 per completezza e chiarezza, 12 per consapevolezza.
  • La cosiddetta etichetta “a batteria” riscuote un successo maggiore anche in Spagna, Germania, Regno Unito, Stati Uniti ed è particolarmente apprezzato dai canadesi, con un indice di gradimento di 102, e dai russi (71). 

Il Nutriscore, ovvero il sistema di etichetta “a semaforo”, è al contrario il sistema meno gradito, con indici negativi in tantissimi Paesi (con picchi di -109 in Italia e -94 in Canada), ad esclusione della Germania e della Spagna, che mostrano un indice di gradimento, seppur basso, di 35 e 6.

Etichette alimentari e informazioni nutrizionali, a cosa prestano più attenzione i consumatori?

La maggior parte dei consumatori di tutti i Paesi oggetto dell’indagine ha dichiarato di apprezzare le informazioni presenti nelle etichette fronte pacco. In media, il 36% delle persone gradirebbe maggiori informazioni relative alla qualità dei singoli ingredienti, mentre il 49% vorrebbe più informazioni sulla loro provenienza (il 58% in Italia e Germania). Un’altra informazione a cui i consumatori sembrano prestare particolare attenzione è quella relativa alle informazioni nutrizionali (53%) e alle informazioni sugli ingredienti che possono causare allergie (51%). Emerge in modo chiaro come il consumatore dichiari di voler ricevere più informazioni sul cibo che acquista. Al tempo stesso, è interessante notare quanto minore risulti essere l’attenzione alla sostenibilità e all’impatto che il cibo può avere sull’ambiente negli intervistati del Nord America e della Russia, che considerano in maniera più bassa il legame esistente tra gli alimenti e la propria salute, in netto contrasto con i trend dei Paesi UE.

Inoltre, i valori e le informazioni delle etichette nutrizionali influenzano significativamente le scelte del consumatore. In media, il 75% dei rispondenti dichiara di utilizzare l’etichetta nel processo decisionale e di acquisto; questa percentuale cresce in Italia, arrivando fino al 78%, e in Spagna (77%), mentre è più contenuta negli Stati Uniti e in Russia, dove comunque non scende sotto il 70%.

Nutriscore, i rischi del sistema di etichetta "a semaforo

Anche se la maggioranza dei rispondenti ha dichiarato espressamente di non farsi influenzare particolarmente dai colori usati nell’etichetta Nutriscore, rimane comunque una buona percentuale, pari al 40% circa della media, che cambierebbe le proprie abitudini alimentari in ragione dei colori apposti sulle etichette. Da ciò deriva una conseguenza preoccupante e rischiosa, che palesa il legame esistente fra il Nutriscore e l’educazione alimentare. In altre parole, se il sistema di etichetta "a semaforo" venisse adottata su larga scala, gran parte degli acquisti alimentari - e in particolar modo di quelli dei consumatori meno educati dal punto di vista alimentare - si sposterebbe seguendo i suggerimenti dei colori riportati nelle etichette, con il concreto rischio che negli acquisti ci si faccia guidare solo dalle etichette più che da una vera e propria conoscenza ed educazione alimentare.

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