Giornata Mondiale del Rifugiato 2019: nel mondo crescono paura e scetticismo

Il nuovo report Ipsos mostra il crescente livello di diffidenza ed inquietudine della popolazione mondiale verso coloro che sono costretti a fuggire da guerre e persecuzioni per cercare salvezza in altri paesi.

Autore

  • Francesca Petrella
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Lo studio di Ipsos condotto in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato su un campione di 26 Stati, rileva che la maggioranza degli intervistati (61%) riconosce il diritto delle persone a fuggire da condizioni di guerra e calamità per cercare protezione in altri paesi. Vi sono tuttavia segnali che mostrano atteggiamenti di diffidenza e preoccupazione da parte dell’opinione pubblica, più critica rispetto al 2017.

Più della metà delle persone (54%), infatti, crede che i richiedenti asilo nel proprio paese vogliano in realtà approfittare dei vantaggi economici e dei servizi di welfare pubblico, mentre solo il 31% riconosce la loro reale condizione di necessità.

Rispetto a due anni fa, diminuisce la percentuale di cittadini favorevoli a mantenere aperti i confini nazionali (dal 51% del 2017 al 46% del 2019) e continua a prendere piede l’opinione di coloro che ritengono insostenibile lo sforzo di accogliere i rifugiati.

In calo inoltre la fiducia circa la capacità dei richiedenti asilo di integrarsi con successo nella nuova società del paese d’accoglienza. Se nel 2017 il 43% dell’opinione pubblica internazionale si esprimeva favorevolmente in tal senso, oggi solo il 38% si dichiara ottimista.

Il focus sul nostro paese rivela che, nonostante esistano lievi segnali di apertura rispetto al 2017, per molti italiani quello dell’accoglienza ai rifugiati resta ancora un tema spinoso.

Più di un cittadino su due (58%) è infatti convinto che i richiedenti asilo siano più motivati dalla prospettiva di trarre vantaggio dagli incentivi economici e dai servizi del welfare pubblico che da una reale condizione di bisogno. Se si confronta questo dato con il trend globale (54%), si comprende come l’atteggiamento degli italiani sia tra i più critici nella classifica internazionale.

Quanto alla capacità dei rifugiati di integrarsi nella nostra società, ancora una volta l'opinione pubblica si dimostra molto scettica. Solo il 33% dichiara di guardare a questa prospettiva con fiducia: una proiezione più pessimistica rispetto a quella della media dei paesi campione (38%), e addirittura di 4 punti in calo rispetto alla stessa stima italiana del 2017 (37%).

Autore

  • Francesca Petrella

Società