Il paziente nell'era della Connected Health

In occasione della Milano Digital Week, Ipsos è stata partner della Wired Health, l’evento di Wired Italia dedicato alle tecnologie per la salute*

Il paziente nell'era della Connected Health

Lo scorso 15 marzo  presso il Base:Milano si è tenuto il Wired Health - Innovazione per la salute: una giornata di lavoro in cui si sono  alterneranno sul palco medici, scienziati ed esperti del settore nazionali e internazionali. Ipsos, è stato partner dell'evento, è intervenuta con una relazione a cura di Nicola Neri (CEO Ipsos) e Claudia Ballerini  (head of IMQ) dal titolo "Il paziente nell'era delle Connected Health". 

"Stiamo assistendo alla ricerca di una nuova relazione tra medico e paziente. Quest’ultimo cerca una relazione di fiducia, ma vuole allo stesso tempo essere compartecipe della gestione della propria salute. Tanto che quattro italiani su dieci cercano informazioni in maniera autonoma”. Il risultato è che “il paziente si trova in una posizione di maggior forza. Oggi si sente legittimato a mettere in discussione le scelte del medico. Una consapevolezza che porta con sé anche il rovescio della medaglia. Per Ballerini, “in un contesto di sovrabbondanza delle informazioni il paziente può non essere in grado di metterle in connessione, costruire una visione globale e comprenderne la veridicità”. Per questo il medico “deve instaurare una relazione forte con il paziente”. E, insieme ad istituzioni e aziende, “usare tutti i canali di comunicazione in maniera sinergica, veicolando messaggi in maniera chiara, semplice e coerente”.

Sta tutta qui la sfida dell’era della connected health. Una sfida anche economica. “Oggi gli strumenti come le app dedicate alla salute sono usate solo dal 12% della popolazione italiana. Inoltre c’è un ulteriore 12% che le ha usate in passato ma ha smesso. E questo è ovviamente un punto di attenzione”. A snocciolare le cifre è stato Nicola Neri, Ceo di Ipsos. Non è tutto. “Il 68% degli italiani utilizzerebbe la connected health se lo consigliasse il medico. Cosa che ha fatto il 60% dei medici“.

E allora perché queste app sono usate solo da un italiano su otto? “Per i più giovani il problema è il prezzo, per i più anziani la scarsa digitalizzazione. Mentre per la fascia tra i 25 ed i 44 anni il timore riguarda la sicurezza dei dati”. Sono queste le sfide da vincere per conquistare un mercato che si annuncia promettente.

Articolo scritto da  Riccardo Saporiti per Wired.it

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