Le opinioni degli italiani dopo lo scandalo Cambridge Analytica

Il 57% degli utilizzatori di Facebook non si fida del social. Dopo la vicenda Cambridge Analytica, il 31% dichiara di aver preso provvedimenti per tutelare i propri dati personali inseriti su Facebook.

Secondo un sondaggio Ipsos realizzato ad una settimana dallo scandalo Cambridge Analytica, la società accusata di aver impiegato un’app collegata a Facebook per ricavare, senza consenso, i dati di cinquanta milioni di profili per fini propagandistici, più della metà degli utilizzatori di Facebook (il 57%) non si fida del colosso di Menlo Park. Il livello di fiducia scende quanto più si riduce il tempo speso sul social: ne diffida il 70% di coloro che utilizza Facebook raramente a fronte del 49% di chi accede svariate volte nell’arco della giornata. 

Sebbene proteggere il proprio profilo personale sui social sia troppo complicato poiché le società interessate ai dati troveranno sempre un modo per riuscire a raccoglierli (l’83% degli italiani è d’accordo su questo), in seguito allo scandalo Cambridge Analytica, il 31% degli utilizzatori di Facebook ha deciso di addentrarsi nei meandri delle impostazioni per prendere provvedimenti al fine di tutelare la propria privacy sul social, fosse anche solo controllare le impostazioni del profilo, piuttosto che verificare quali informazioni personali siano visibili. A questi va aggiunto un ulteriore 23% che prenderà provvedimenti a breve: più di un utilizzatore di Facebook su due, a fronte di un evento straordinario, mette in atto delle contromosse difensive. 

Il trattamento, non sempre chiaro, dei propri dati personali inizia a preoccupare l’opinione pubblica, che chiede un intervento concreto da parte delle istituzioni: la stragrande maggioranza degli italiani (89%) concorda nel dichiarare che è necessario imporre delle leggi più severe alle società che utilizzano i dati dei social network per tutelare correttamente la privacy degli utenti. Qualora questo non venga garantito, circa 3 intervistati su 4 (72%) opterebbero per la soluzione estrema di rinunciare all’utilizzo del social incriminato.  

Condividere con le aziende dati personali, seppur pubblici, in cambio di benefici non pare essere granché allettante per gli italiani se a rischiare è la privacy. Piuttosto meglio tornare al mondo di prima, senza smartphone e senza social network? D’istinto il 63% degli italiani risponde di sì pur sapendo che questa è una strada senza ritorno. 

Nota metodologica
Sondaggio realizzato da Ipsos presso un campione casuale nazionale rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne secondo genere, età, livello di scolarità, area geografica di residenza, dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate 800 interviste (su 6.364 contatti), mediante sistema CATI/CAWI, tra il 27 e il 28 marzo 2018. Il documento informativo completo riguardante il sondaggio sarà inviato ai sensi di legge al sito www.agcom.it.

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