Marca del Distributore, il punto di vista dei consumatori italiani
In occasione del convegno “Marca del Distributore e consumatore nella società che cambia” è stata presentata l'indagine Ipsos che ha indagato la Marca del Distributore dal punto di vista del consumatore.
Si consolida e cresce l’importanza dei prodotti a Marca del Distributore, anche a fronte dell’aumento dell'inflazione che si è generato nel post pandemia, ulteriormente influenzato dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Nel 2021 il 43% degli italiani ha dichiarato di aver acquistato in prevalenza prodotti a marca del distributore (MDD) e ciò è dimostrato anche dal consolidamento di un percorso di crescita significativo della MDD in atto da quasi 20 anni: 11,7 miliardi di euro di fatturato (più che triplicato dal 2003) e una quota di mercato pari al 19,8%. È quanto emerso durante il convegno di apertura di MarcabyBolognaFiere, la manifestazione organizzata da ADM - Associazione Distribuzione Moderna e da BolognaFiere Group, in collaborazione con The European House – Ambrosetti e Ipsos.
Marca del Distributore, il punto di vista dei consumatori italiani
Il convegno di apertura "Marca del Distributore e consumatore nella società che cambia" dello scorso 12 aprile ha visto un intervento a due voci, risultato del position paper di The European House – Ambrosetti e della ricerca Ipsos, che ha indagato la Marca del Distributore dal punto di vista del consumatore alla luce dei cambiamenti in atto nella società. La MDD mostra un elevato livello di riconoscibilità tra i consumatori italiani:
- 1 intervistato su 4 dichiara di scegliere il proprio punto vendita abituale proprio per l’offerta dei prodotti MDD.
- Il 95% dei consumatori italiani conosce almeno una Marca del Distributore e il 78% conosce anche le MDD con nome di fantasia.
- I prodotti più acquistati sono gli alimentari confezionati, i surgelati, seguiti da prodotti per la cura della casa, la cura della persona, le bevande non alcoliche, gli alimentari freschi, i prodotti per animali, e altro.
I dati evidenziano la capacità della Marca del Distributore di rispondere ai nuovi bisogni della società italiana, caratterizzata da tre driver: polarizzazione della condizione economica delle famiglie (“accessibilità” della MDD), da cambiamenti socio-demografici quali denatalità, invecchiamento, famiglie monocomponenti (scelta di prodotti “ready to eat”) e la crescente attenzione alla sostenibilità e al benessere.
La MDD si è evoluta nel tempo, con un’offerta ad alto contenuto qualitativo, di innovazione, sostenibilità, salute e benessere, riconosciuta anche dal consumatore che ne apprezza la capacità di rendere accessibile la qualità: l'81% degli italiani ritiene che ci sia stato un progressivo miglioramento nell’offerta della MDD negli ultimi 10 anni. In particolare:
- il 55% ritiene che la MDD sia attenta ai temi legati all’ambiente e alla sostenibilità e il 50% pensa che la MDD sia attenta ai temi etici e sociali.
- Emergono infatti nell’apprezzamento della Marca del Distributore, valori quali la capacità di presidiare ricette ed eccellenze dei territori italiani (rispettivamente 66% e 63%), la valorizzazione dei produttori locali (59%), una risposta adeguata ai bisogni crescenti di salubrità (59%).
- Il 95% dei consumatori dichiara di conoscere almeno una Marca Insegna, il 90% dei consumatori che acquista prodotti MDD risulta inoltre interessato ad avere informazioni rispetto al produttore, mentre il numero medio di marche conosciute è più alto nel Nord-Ovest che nel resto d’Italia.
Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos, ha illustrato la ricerca sottolineando come: “I consumatori hanno percepito un progressivo miglioramento della MDD negli ultimi 10 anni e le riconoscono oggi di aver ‘democratizzato la qualità’, rendendo accessibili a molti – per prezzo e facile reperibilità – prodotti precedentemente confinati in un ambito di ‘specialità’ elitario od occasionale. La MDD, grazie ad una offerta percepita come più ampia, più qualificata e specializzata, ha aumentato la propria vicinanza, anche emotiva, ad un consumatore sempre più ‘laico’, più autonomo nella valutazione della qualità dei prodotti, più oculato nella ricerca della migliore qualità al miglior prezzo.”