Pride 2021: l’opinione delle persone sulla comunità LGBT+ e sulle discriminazioni di genere

In occasione del Pride 2021, il nuovo sondaggio internazionale di Ipsos ha analizzato: il grado di coinvolgimento e supporto alla comunità LGBT+, le opinioni relative al diritto di sposarsi e di adozione per le coppie gay e le opinioni sull'uguaglianza e visibilità delle persone LGBT+. 

Giugno è il mese del Pride 2021, un momento focale per la comunità LGBT+, movimento costituito da una serie di gruppi, organizzazioni e associazioni accomunati dall’intenzione di sensibilizzare sulla condizione sociale, culturale, umana, giuridica e politica delle persone omosessuali, bisessuali, transgender e queer. Contrastare le discriminazioni di genere è un argomento sempre più centrale e, soprattutto negli ultimi mesi, si è sentito parlare spesso del Ddl Zan: il disegno di legge che propone un inasprimento delle pene contro i crimini e le discriminazioni contro omosessuali, transessuali, donne e disabili. 


Leggi anche il nostro recente articolo: "Cos’è il DDL Zan e cosa ne pensa la gente delle discriminazioni di genere?"


Il nuovo sondaggio Ipsos, condotto in 27 Paesi tra oltre 19.000 persone, ha analizzato diversi aspetti come il grado di coinvolgimento e supporto alla comunità LGBT+, le opinioni relative al diritto di sposarsi e di adozione per le coppie gay e, infine, le opinioni sull'uguaglianza e visibilità delle persone LGBT+

Grado di coinvolgimento e supporto alla comunità LGBT+

A livello internazionale, il 30% degli intervistati afferma di aver preso una posizione contro qualcuno che ha pregiudizi nei confronti delle persone LGBT+ e il 19% di aver visitato un bar o un night club che si rivolge principalmente a persone LGBT+. Il 13% afferma di aver partecipato a un evento pubblico a sostegno delle persone LGBT+, ad esempio la parata del Pride, e l'11% di aver partecipato a un matrimonio o unione civile di una coppia dello stesso sesso.

In Italia, alla domanda: chi sostiene o è coinvolto in manifestazioni pro LGBT+, le opinioni sono parecchio divergenti:

  • Il 13% degli italiani, ha partecipato a manifestazioni o eventi pubblici come ad esempio il Pride; il 7% ha presenziato a un matrimonio o unione civile di una coppia dello stesso sesso; il 19% ha visitato un bar o un night-club rivolto principalmente alla community LGBT+ e il 26% ha preso una posizione contro chi ha pregiudizi nei confronti delle persone omosessuali.

Matrimonio dello stesso sesso e legami familiari 

Le leggi contro la discriminazione e a favore dell'uguaglianza dei diritti di matrimonio e adozione per le persone LGBT+ sono sostenute dalla maggior parte degli intervistati. 

  • A livello internazionale, i 27 Paesi coinvolti dichiarano per il 54% di supportare il diritto al matrimonio legale mentre il 16% di essere a favore delle unioni civili.
  • Più della metà, circa il 61%, è d’accordo che le coppie dello stesso sesso abbiano diritto ad adottare un bambino così come le coppie eterosessuali. Le stesse percentuali riguardano le probabilità di successo di crescere bambini all’interno di una coppia omosessuale.

Alla domanda: quando pensi ai diritti delle coppie dello stesso sesso, quale di queste si avvicina più all’opinione personale?

  • In Italia, il 63% dei cittadini ritiene che alle coppie dello stesso sesso dovrebbe essere concesso il matrimonio legalmente, in aumento di ben 15 punti rispetto al 2013
  • Inoltre, il 20% degli italiani si è dichiarato a favore delle unioni civili e di riconoscimenti legali ma contro la possibilità di potersi sposare, mentre il 10% ha dichiarato che le coppie dello stesso sesso non dovrebbero avere il diritto né di sposarsi né di ottenere alcun tipo di riconoscimento legale. Il restante 10% non è sicuro riguardo le possibilità di unione.

Un’altra domanda rivolta ha toccato il tema dell’adozione.

  • In particolare, per quanto riguarda i diritti all’adozione dei bambini, il 59% degli italiani è fortemente d’accordo, in aumento di ben 17 punti rispetto al 2013
  • Il 5% non è sicuro e il 36% si dichiara in totale disaccordo. Sul successo di crescita del bambino il 63% ha dichiarato di essere d’accordo, il 4% non è sicuro e il 33% è totalmente in disaccordo.

LGBT+: una questione di visibilità e uguaglianza 

Inoltre, il sondaggio rivela un maggior sostegno - che opposizione - alle persone LGBT+, appoggiando anche l'attivismo aziendale che promuove l'uguaglianza.

  • A livello internazionale, il 51% sostiene che le persone del movimento LGBT+ dovrebbero esporsi liberamente sul loro orientamento sessuale o sull’identità sessuale con tutti, mentre, il 16% si oppone.
  • L’opinione cambia quando la comunità LGBT+ mostra affetto in pubblico, riscontrando il favore del 37% e l’opposizione del 27%. Inoltre, il 35% supporta le dimostrazioni di affetto di personaggi in tv, nei film o nel mondo pubblicitario mentre il 25% è a sfavore.
  • Sempre a livello internazionale, il 55% supporta le leggi che vietano la discriminazione contro le persone appartenenti alla comunità LGBT+ per quanto riguarda l’occupazione, l’accesso all’istruzione, agli alloggi e ai servizi sociali. Il 19% si mostra in completo disaccordo.
  • Da non sottovalutare anche il dato che il 47% degli intervistati supporta le aziende e i marchi che promuovono attivamente uguaglianza tra le persone LGBT+ mentre il 19% si dichiara a sfavore. Anche nel mondo dello sport le opinioni sugli atleti gay, lesbiche e bisessuali trovano d’accordo il 50% della persone coinvolte e in disaccordo il 16%.

E gli italiani, cosa ne pensano?

  • In Italia, il 57% è a favore delle persone che vogliono esprimersi liberamente sul loro orientamento sessuale, il 52% è d’accordo sulle dimostrazioni d’affetto in pubblico, il 65% è a favore degli atleti gay, lesbiche o bisessuali. Infine, il 37% è a favore di personaggi della community LGBT+ che appaiono in tv, nei film o nella pubblicità.
  • Il 66% degli italiani, è a favore delle leggi antidiscriminatorie contro la community LGBT+ per quanto riguarda l’accesso al lavoro, all’istruzione, agli alloggi e ai servizi sociali; il 61% supporta le aziende e i marchi che promuovono attivamente l’uguaglianza per la comunità LGBT+ e, infine, il 34% è d’accordo sul far competere atleti transgender che gareggiano in base al genere con cui si identificano piuttosto che al sesso che gli è stato assegnato alla nascita.

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