I sondaggi politici di Pagnoncelli: le opinioni degli italiani sull'esito del Referendum

Referendum sulla Giustizia, come hanno reagito gli italiani alla vittoria del No? Un'analisi delle percezioni dell'elettorato: dall'affluenza inattesa alle aspettative sulle conseguenze per l'esecutivo.

Il referendum appena concluso, caratterizzato da una partecipazione inaspettata e da una vittoria netta dei No, sta provocando importanti ripercussioni, con una catena di dimissioni nell'esecutivo. 

I contraccolpi stanno coinvolgendo Fratelli d'Italia, con il sottosegretario alla giustizia Delmastro, la ministra Santanché e la capo di gabinetto del ministro Nordio, ma anche Forza Italia, con l'elezione di Stefania Craxi al posto di Maurizio Gasparri come capogruppo al Senato.

Ma come hanno reagito gli italiani ai risultati della consultazione referendaria? A svelarlo è l'ultima indagine Ipsos Doxa, presentata da Nando Pagnoncelli sulle pagine del Corriere della Sera.

La sorpresa per l'affluenza

Il 45% degli italiani pensava che l'affluenza sarebbe stata minore, mentre qualcuno (14%) l’aveva prevista e altri (13%) addirittura si sarebbero aspettati un maggior numero di votanti. A essere più sorpresi sono stati gli elettori del No (57%), mentre tra chi ha votato Sì il 46% si aspettava una partecipazione più bassa.

Anche il risultato finale non era previsto: il 42% avrebbe scommesso sulla vittoria del Sì. Tra gli elettori del Sì, il 66% era convinto di vincere, mentre chi ha votato No per oltre il 60% si aspettava la vittoria del proprio schieramento (35%, prevedeva una vittoria netta, 26% una vittoria con percentuali inferiori). 

Chi ha vinto e chi ha perso

Secondo gli elettori, a perdere è stato principalmente il governo (lo pensa il 22% del totale elettori; il 39% tra chi ha votato No) o personalmente Giorgia Meloni (13%). I vincitori appaiono soprattutto i magistrati (20%, 34% tra chi ha votato sì) più che i partiti di opposizione (9%). 

Gli errori della campagna

I toni sopra le righe sono l'errore più citato (22%), soprattutto da chi ha votato No. Solo l'11% critica l'eccesso di politicizzazione della maggioranza e il 5% l'esposizione diretta di Meloni. La maggioranza relativa (29%) non rileva particolari errori.

Le ricadute sul governo

Il 18% prevede un evidente indebolimento dell'esecutivo, il 29% un indebolimento non rilevante, il 30% nessuna ricaduta. Il 23% non sa esprimersi al proposito. Tra chi ha votato Sì, il 54% pensa che tutto continuerà come prima. Tra chi ha votato No, oltre due terzi prevedono un indebolimento, netto e duraturo (34%) o più sfumato e di breve durata (33%).

I rapporti tra magistratura e governo

Quello che sembra certo, agli occhi degli elettori, è che i rapporti tra magistratura e governo non miglioreranno: solo il 12% infatti prevede un ridursi delle tensioni, mentre il 38% ritiene che non cambierà nulla e ben il 23% si aspetta un acuirsi degli scontri. Un po’ più convinti che nulla cambierà sono gli elettori del No.

In sintesi

Nonostante le sorprese su affluenza e risultato, le ricadute non appaiono drammatiche nella percezione degli elettori. Il paese si è mobilitato per negare cambiamenti costituzionali che sono sembrati forse partigiani e sopra le righe, ma dopo aver mandato un messaggio chiaro, non si aspettano (e forse non si auspicano) terremoti.

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