Trump e l'Italia: cosa pensano gli italiani del Presidente americano
Il secondo mandato del Presidente Trump si è rivelato un ciclone, capace di scuotere equilibri consolidati, assetti internazionali e rapporti tra nazioni.
Quello scenario che appariva, se non immutabile, quantomeno solido e prevedibile, sta subendo trasformazioni profonde e rapide. Principi cardine come il diritto internazionale, il multilateralismo, l’alleanza atlantica e le relazioni bilaterali tra Italia e Stati Uniti vengono oggi rimessi radicalmente in discussione.
Ma come reagiscono i cittadini italiani a questo nuovo corso? Lo scopriamo attraverso l’ultima analisi di Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Doxa, pubblicata sulle pagine del Corriere della Sera.
Il gradimento di Trump in Italia
Solo il 15% degli italiani esprime un giudizio favorevole sul Presidente Trump, mentre una netta maggioranza del 77% manifesta valutazioni negative.
Si tratta di una valutazione trasversale, seppur con sfumature rilevanti: tra i sostenitori di Fratelli d'Italia e Lega i consensi raddoppiano, superando il 30%, ma anche in questi segmenti i giudizi negativi restano superiori ai due terzi, dato che sale al 76% tra gli elettori di Forza Italia. Negli schieramenti di opposizione, invece, la disapprovazione supera l'80%, toccando il 97% nell'elettorato del PD.
Particolarmente significativa è l'evoluzione temporale: poco più di un anno fa i critici rappresentavano il 58% degli elettori, oggi sono aumentati di quasi 20 punti percentuali.
Il conflitto in Iran: preoccupazione diffusa e gestione bocciata
La guerra con l’Iran è giudicata un rischio. Il 69% degli intervistati pensa sia una cattiva notizia, destinata a provocare numerose vittime e conseguenze pesanti a livello globale. Soltanto l'11% condivide la scelta, ritenendo l’Iran una minaccia da contrastare.
La disapprovazione attraversa tutti gli elettorati, con alcune differenziazioni: la condivisione della scelta di attaccare raddoppia tra i votanti di FDI e Lega (mentre chi vota Forza Italia si esprime come la media degli intervistati), e si azzera o quasi tra gli elettori del PD.
Oltre che sbagliata, la guerra in Iran è anche mal gestita da Trump: lo pensa il 74% degli italiani, con solo il 9% che invece condivide la conduzione del conflitto e il 17% che non si esprime al riguardo. Anche in questo caso, le forze di opposizione risultano decisamente critiche, in particolare gli elettori PD, critici ma con qualche gradazione di maggiore approvazione gli elettori della compagine di governo.
Il futuro delle alleanze: l'Italia guarda all'Europa
Il rapporto privilegiato con gli Stati Uniti, elemento centrale nella prima parte del mandato di Giorgia Meloni, appare oggi profondamente ridimensionato. Il 63% degli italiani ritiene che l’Italia debba impegnarsi ad essere vicina all’Unione Europea, mentre solo il 9% privilegerebbe l'alleanza statunitense.
Questo orientamento, largamente condiviso da tutti seppur con le solite sfumature, sembra indicare una presa di distanza evidente anche negli elettorati più vicini al presidente Trump. I sostenitori della Lega, infatti, pur essendo i più favorevoli alla vicinanza con gli USA (20%), per la maggioranza assoluta (56%) privilegiano il rapporto con l’Unione Europea.
Con tutte le cautele del caso, sembra evidente che la presidenza Trump stia producendo un importante riassestamento delle opinioni.
Inoltre, il 53% degli italiani ritiene che Trump consideri il nostro Paese una realtà secondaria rispetto ad altri stati europei, mentre il 22% pensa che l'Italia sia valutata come nazione strategica.
Solo nell’elettorato leghista, sia pur di stretta misura, prevale quest’ultima idea: lo pensa il 43%, mentre il 41% ritiene che siamo percepiti come un paese secondario. Anche tra gli elettori di Fratelli d’Italia, dove albergava il sentimento di “special relationship” dei primi anni di governo, oggi solo il 36% pensa che per Trump l’Italia sia strategica, contro il 45% che invece ritiene che siamo valutati un paese secondario.