28 giugno, Giornata Mondiale Orgoglio LGBTQIA+: a che punto siamo in Italia con i diritti civili?

In occasione della Giornata Mondiale dell’Orgoglio LGBTQIA+, il team di Ipsos Public Affairs ha indagato le principali opinioni degli italiani in merito ai diritti civili nel nostro Paese e alle discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali, bisessuali e transgender.

L'Italia viene percepito come un Paese all'avanguardia rispetto ai diritti civili? Quanto sono ancora forti le discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali, bisessuali e transgender?

Dall’ultimo sondaggio Ipsos, condotto dal team di Public Affairs in occasione della Giornata Mondiale Orgoglio LGBTQIA+, emerge come l’Italia stia diventando un Paese più moderno sul versante dei diritti civili o almeno questa è l’opinione che, seppur di poco, prevale tra gli italiani.

La maggioranza delle persone intervistate, infatti, ritiene che negli ultimi 20 anni il nostro Paese abbia fatto dei passi avanti, diventando più aperto e accogliente, o che avesse già un livello soddisfacente di apertura su questi temi. Invece, circa un terzo dei rispondenti a percepire un regresso o una staticità.

Scopriamo insieme tutti i risultati dell’ultimo sondaggio Ipsos, condotto in occasione della Giornata Mondiale Orgoglio LGBTQIA+.

Giornata Mondiale Orgoglio LGBTQIA+: perché si celebra il 28 giugno?

Giugno è il Pride Month, ovvero il mese dedicato all'orgoglio LGBT+, per celebrare e incentivare la parità dei diritti di genere e l'amore in ogni sua forma, senza discriminazioni. Ma perché è stato scelto proprio giugno come mese del Pride? E perché la Giornata Mondiale dell’Orgoglio LGBTQIA+ si celebra il 28 giugno?

Negli Stati Uniti, dal dopoguerra in poi, gli omosessuali erano oggetto di ripetute persecuzioni e le irruzioni della polizia nei locali erano sempre più violente e frequenti. La notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969 gli agenti entrarono allo Stonewall Inn, un locale nel Greenwich Village di New York, con l'obiettivo di arrestare chi non aveva documenti o era vestito con abiti del genere opposto. Tuttavia, le cose non andarono come previsto: molte persone si opposero alla polizia dando origine a numerose proteste, che si protrassero per più giorni, passate alla storia come i Moti di Stonewall. 

Moti di Stonewall hanno segnato un punto di svolta nel movimento per i diritti LGBT+ e sono considerati un momento cruciale nella lotta per l'uguaglianza. Per onorare e celebrare questi eventi storici, il 28 giugno è stato scelto come giorno di celebrazione della Giornata Mondiale dell'Orgoglio LGBTQIA+ e come data simbolica per i Pride in tutto il mondo.


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I diritti civili in Italia

L’Italia sta diventando un Paese più moderno sul versante dei diritti civili o almeno questa è l’opinione che prevale tra gli italiani, ma cosa rappresentano davvero i diritti civili per la società italiana?

L’ultimo sondaggio Ipsos, condotto in occasione della Giornata Mondiale dell'Orgoglio LGBTQIA+, rivela che quasi la metà delle persone intervistate (47%) ritiene i diritti civili un patrimonio di tutti che rende la società più giusta”. Un’opinione che prevale su quella che li considera solamente “un diritto che la società riconosce” ai diretti interessati.

Rimane un 10% che, al contrario, sostiene che i diritti civili siano “un privilegio di cui essere grati”, ma è importante sottolineare che la maggioranza relativa ha compreso il valore che i diritti civili hanno per la nostra società.

Discriminazioni verso le persone omosessuali, bisessuali, transgender

Quella italiana è considerata, da un punto di vista generale, ancora una società che discrimina. Al contempo, il sondaggio d’opinione Ipsos registra anche dei segnali positivi come, ad esempio, il graduale superamento di stereotipi e pregiudizi attribuiti alle persone omosessuali.

L’80% degli intervistati è molto o abbastanza d’accordo con il fatto che le persone omosessuali dovrebbero essere libere di vivere la propria vita come desiderano e il 78% si dichiara a favore di una completa parità di diritti tra omosessuali, bisessuali ed eterosessuali. Superiore al 60% anche il consenso sul tema delle adozioni gay, un dato in forte crescita negli ultimi anni.

Stereotipi e pregiudizi sono rigettati da maggioranze sempre più vaste, la società italiana sta cambiando su questi temi e a dircelo è anche la trasversalità dei dati. Le opinioni di apertura, ormai maggioritarie, sono condivise un po’ da tutti i segmenti sociali anche indipendentemente dagli orientamenti politici.

Per alcuni aspetti le visioni sul tema appaiono piuttosto mature, quantomeno se ci riferiamo all’omosessualità o alla bisessualità. Molta strada c’è da fare se, invece, parliamo di transgender e di gender fluidity in generale; dove si registrano visioni ancora troppo chiuse, caratterizzate dal pregiudizio, e le discriminazioni sono decisamente più diffuse in Italia e nel resto del mondo.

Una recente indagine Ipsos, condotta in 30 Paesi, mostra come gli italiani siano più aperti rispetto a rispondenti di altre Nazioni, con percentuali di accordo superiori alla media su temi quali la necessità di contrastare le discriminazioni verso i transgender, il diritto a ricevere assistenza (anche di natura medica) nella transizione di genere o la possibilità (ad esempio nei documenti ufficiali) di non dichiararsi necessariamente “uomo” o “donna”

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