Covid, passaporto vaccinale: approvato dalla maggioranza degli italiani

L'ultimo sondaggio condotto da Ipsos per il World Economic Forum ha indagato le opinioni dei cittadini in 28 Paesi del mondo in merito all'adozione e richiesta del passaporto vaccinale.

Il Covid-19 si è diffuso in ogni angolo del mondo e, dal primo momento, la scoperta di un vaccino efficace a contrastare la malattia da Coronavirus è sembrata l’unica alternativa per ritornare alla tanto attesa normalità. La campagna vaccinale è iniziata già da qualche mese e con il suo proseguimento senza interruzioni, alcuni Paesi hanno già introdotto un certificato che attesta l'avvenuta immunizzazione: il passaporto vaccinale. Quali sono le opinioni dei cittadini in merito? 

Il nuovo sondaggio di Ipsos condotto per il World Economic Forum rileva che tre adulti su quattro in 28 Paesi del mondo concordano sul fatto che il passaporto vaccinale dovrebbe essere richiesto a tutti i viaggiatori e che sarebbe una misura efficace per rendere più sicuri i viaggi e i grandi eventi. D'altra parte, circa la metà degli intervistati ritiene che il passaporto vaccinale debba essere richiesto da negozi, ristoranti e uffici e soltanto un altro 50% si sente a proprio agio nel consentire al proprio Governo di accedere alle informazioni sanitarie personali. 


Leggi anche i risultati del precedente sondaggio di Ipsos condotto per il World Economic Forum: Covid, un anno dopo: il ritorno alla normalità e gli effetti sulla salute mentale. 


Covid, passaporto vaccinale: le opinioni dei cittadini 

Nella conduzione di quest'ultimo sondaggio per il World Economic Forum, Ipsos ha definito il passaporto vaccinale come un certificato sanitario che proverebbe se un individuo è stato vaccinato contro il Covid-19 o ha testato la propria negatività al virus e che sarebbe accessibile sia in formato elettronico (ad esempio su App per mobile) sia in formato cartaceo. 

Covid, passaporto vaccinale

I principali risultati del sondaggio: 

  • A livello internazionale, il 78% degli intervistati ritiene sia giusto richiedere il passaporto vaccinale ai viaggiatori che arrivano nel proprio Paese. Questa percentuale cresce significativamente in Malesia, arrivando al 92% e si abbassa in Ungheria (52%). In Italia, il 79% dei cittadini è d'accordo. 
  • Per il 73% degli intervistati il passaporto vaccinale rappresenta una misura efficace per rendere più sicuri i viaggi e i grandi eventi. La Cina si colloca al primo posto con una percentuale dell'84% e, anche in questo caso, l'Ungheria all'ultimo con il 53%. In Italia, il 76% dei cittadini è d'accordo, leggermente superiore alla media internazionale. 
  • Il 67% degli intervistati concorda sul fatto che i grandi luoghi pubblici (quali ad esempio stadi e spazi utilizzati per concerti) dovrebbero richiedere un passaporto vaccinale. I livelli di accordo più elevati si registrano in India, Cile e Malesia (82%), invece, in Russia e in Ungheria si registrano i livelli di accordo più bassi (rispettivamente 31% e 47%). In Italia, il 72% dei cittadini è d'accordo.
  • Il 66% degli intervistati concorda sul fatto che il passaporto vaccinale sarà uno strumento ampiamente utilizzato nel proprio Paese entro la fine dell'anno. In India e Perù 8 cittadini su 10 sono d'accordo, invece, in Russia soltanto il 32%, in Giappone il 43% e in Polonia il 45%. Anche in questo caso, in Italia il 72% dei cittadini è d'accordo.
  • Il 55% degli intervistati ritiene che il passaporto vaccinale debba essere richiesto per negozi, ristoranti e uffici. Si registrano livelli di accordo/disaccordo diversi nei Paesi partecipanti al sondaggio: dal forte sostegno in India (78% d'accordo), Cile (75%) e Perù (70%) all'opposizione diffusa in Russia (72% in disaccordo), Ungheria (59%), Polonia (55%), Stati Uniti (52%) e Belgio (52%). In Italia il 60% dei cittadini è d'accordo.

In generale, la preferenza verso la richiesta di un passaporto vaccinale varia di poco a seconda del genere, ma tende ad essere più alta tra gli adulti più anziani e quelli con un livello di istruzione superiore.

Covid, passaporto vaccinale: consentire l'accesso ai dati sanitari e ai registri delle vaccinazioni

Dal sondaggio condotto da Ipsos per il World Economic Forum, emerge che in media più di 8 persone su 10 affermano di consentire senza problemi al proprio medico l'accesso ai dati sanitari e registri delle vaccinazioni. Tuttavia, poco più della metà degli intervistati afferma lo stesso rispetto al proprio datore di lavoro, il 50% dei rispondenti rispetto al proprio Governo e soltanto 4 persone su 10 rispetto alle società private. 

Covid, passaporto vaccinale

I principali risultati del sondaggio: 

  • L'84% degli intervistati afferma di consentire senza problemi al proprio medico l'accesso ai dati sanitari e registri delle vaccinazioni, incluso il 50% che dichiara di sentirsi molto a suo agio. Questa percentuale è più alta in Cina Continentale (93%) e più bassa in Corea del Sud (66%). In Italia, la percentuale è pari all'85%, in linea con la media internazionale. 
  • Il 56% degli intervistati afferma di sentirsi a proprio agio se dovesse condividere informazioni sanitarie personali con il proprio datore di lavoro, incluso il 21% che dichiara di sentirsi molto a suo agio. Questa percentuale è più alta in India (78%) e più bassa in Francia (27%). In Italia, la percentuale è pari al 62%, superiore alla media internazionale e degli altri Paesi Europei. 
  • Il 50% degli intervistati afferma di sentirsi a proprio agio se dovesse condividere dati sanitari e registri delle vaccinazioni con il proprio Governo, incluso il 18% che dichiara di sentirsi molto a suo agio. Questa percentuale è più alta in Cina Continentale (86%) e più bassa in Russia (28%). In Italia, la percentuale è pari al 54%. 
  • Infine, soltanto il 40% degli intervistati afferma di sentirsi a proprio agio nel consentire alle società private di accedere alle proprie informazioni sanitarie. Questa percentuale è più alta in India (68%) e più bassa nei Paesi Bassi (19%). In Italia, la percentuale è pari al 47%, superiore alla media internazionale e degli altri Paesi Europei. 

In generale, le persone più anziane tendono a condividere informazioni sanitarie personali con il proprio medico in misura maggiore rispetto alle persone più giovani. Al contrario, i giovani tendono a sentirsi più a proprio agio nel consentire al proprio datore di lavoro, al Governo e società private l'accesso a dati sanitari e registri delle vaccinazioni. Inoltre, le persone con livelli di istruzione più elevati sono leggermente più propense a condividere informazioni sanitarie personali con il proprio medico, Governo e società private rispetto a quelle con livelli di istruzione inferiori.

Covid, limitare alcune attività alle sole persone vaccinate?

In un altro sondaggio di Ipsos, condotto in 12 Paesi, un terzo (32%) degli intervistati afferma che il passaporto vaccinale dovrebbe essere richiesto solo per pochi mesi, invece, un altro terzo almeno fino alla fine dell'anno, un quarto (23%) per i prossimi anni e il 13% a tempo indeterminato.

  • L'opinione secondo cui il passaporto vaccinale dovrebbe essere richiesto per pochi mesi è maggiore in Spagna (54%) e Messico (48%). Il Giappone è l'unico Paese in cui la maggioranza ritiene che il passaporto vaccinale dovrebbe essere richiesto per i prossimi anni o indefinitamente.
  • In Italia, la percentuale più alta (30%) si registra tra chi ritiene che il passaporto vaccinale dovrebbe essere richiesto almeno fino alla fine dell'anno. 

L'opinione secondo cui i requisiti del passaporto per i vaccini dovrebbero essere limitati a pochi mesi è prevalente in Spagna (54%) e Messico (48%). Il Giappone è l'unico paese in cui la maggioranza afferma che i passaporti per i vaccini dovrebbero essere richiesti per i prossimi anni o indefinitamente.

Il 54% degli intervistati ritiene che soltanto le persone vaccinate contro il Covid-19 dovrebbero svolgere attività che coinvolgono grandi gruppi di persone - come ad esempio prendere i mezzi pubblici e partecipare a eventi culturali e sportivi. Invece, per il 46% degli intervistati limitare queste attività ai soli vaccinati è ingiusto per coloro che ancora non hanno avuto la possibilità di fare il vaccino. 

  • Più di 6 adulti su 10 in Brasile (63%), Stati Uniti (62%), Canada (61%), Messico (59%) e Italia (57%) ritengono che le attività che coinvolgono grandi gruppi dovrebbero essere limitate ai soli vaccinati. Al contrario, la maggioranza in Francia (57%), Spagna (55%), Giappone (53%) e Germania (53%) ritiene che sia ingiusto.

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