Elezioni politiche 25 settembre 2022, le comunità politiche in Italia
Le analisi post-voto di Ipsos, effettuate dopo le elezioni politiche dello scorso 25 settembre, presentano una sezione dedicata alle comunità politiche italiane. Si tratta di un raggruppamento dei cittadini italiani in «comunità» o «sfere» di orientamento politico valoriale, costruite a partire da alcuni elementi di base che attengono alla sfera valoriale, profonda e personale.
La definizione dello scenario politico italiano non può limitarsi alla misurazione degli orientamenti di voto o della fiducia nei leader e nel Governo. La comprensione profonda del modo in cui l’opinione pubblica nel nostro Paese si segmenta e si articola deve passare anche attraverso gli elementi di base, che attengono alla sfera valoriale, profonda e personale, su cui successivamente si fonda lo sviluppo di opinioni, degli orientamenti e infine delle intenzioni di voto.
Per questo motivo, i cittadini italiani sono stati raggruppati in «comunità» o «sfere» di orientamento politico valoriale, costruite proprio su questi elementi di base. Percorrendo un asse virtuale, che si sposta dall’astratto al concreto e dall’ideale all’attuale, le variabili prese in considerazione sono proprio le ideologie, le attitudini, i valori e le proposte concrete, presenti nel dibattito politico italiano in maniera più caratterizzante.
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Le comunità politiche italiane
Le otto comunità politiche italiane individuate dalle analisi post-voto di Ipsos, effettuate dal team di Public Affairs dopo le elezioni politiche dello scorso 25 settembre, si distribuiscono su due dimensioni principali.
- In quella orizzontale riscontriamo il tradizionale asse «sinistra destra» a riprova della sua persistente validità come categoria analitica nel contesto politico italiano, benché la posizione delle «bolle» non sia sempre esattamente lineare rispetto a questo.
- La dimensione verticale considera, invece, l’intensità della componente ideologica che pone in basso le community a minor caratterizzazione ideale e in alto quelle più convintamente schierate su ideologie maggiormente polarizzanti.

Nelle schede descrittive delle singole community sono evidenziati gli elementi caratterizzanti di ciascuna su molteplici aspetti: profilo socio-demografico, opinioni sulla qualità della vita, la situazione economica, il giudizio sull’operato del governo ai diversi livelli, la fiducia nelle istituzioni e nei leader politici, il comportamento di voto passato e le intenzioni di voto attuali. Vediamole insieme nel dettaglio.
1. Socialdemocratici Inclusivi (19,2%)
È la community più «idealista» e la più a sinistra di tutte. È anche la più giovane, la più digitale, la più istruita, la meno credente. Vede la maggior rappresentanza di studenti, donne ed è particolarmente diffusa nel Centro Nord. È più benestante e a minor rischio di marginalità sociale.
Mostrano una fiducia maggiore verso le istituzioni onlus, la magistratura, l'Unione Europea e le organizzazioni internazionali. Tra i leader politici spopolano Emma Bonino ed Enrico Letta. Il partito più votato è il PD, ma anche SI/Verdi hanno una buona sovra rappresentazione. Il centrodestra è complessivamente sotto il 10% e l'astensione è in linea con i valori medi.
2. Difensori della democrazia (30%)
Sono fortemente connotati per la loro affezione verso la democrazia. Il profilo socio-demografico è molto simile ai socialdemocratici inclusivi, però a distinguerli da quest'ultimi è un afflato ideologico meno forte: diventa maggioritario il rifiuto dell’ideologia e tra le più menzionate vi sono riformismo democratico, ambientalismo e socialdemocrazia.
È una delle due bolle (insieme ai pragmatici per lo sviluppo) più «positive» e «ottimiste», offre i giudizi migliori sulla qualità della vita, la più alta fiducia nelle istituzioni ed è meno pessimista sulla direzione del Paese. Il profilo politico è fortemente orientato al centrosinistra, Bonino e Letta i leader più amati e il PD ampiamente sovrarappresentato.
3. Sinistra Sociale (14,3%)
Rappresenta la «sinistra tradizionale» che ancora resiste tra le persone più in difficoltà, i disoccupati e le professioni meno qualificate. Tra i valori assumono centralità i temi economici e sociali, le diseguaglianze economiche e la tutela dei più deboli.
Tendono ad avere un outlook più negativo sulla situazione economica e sul Paese in generale, la fiducia nelle istituzioni vacilla e anche sull’Europa avanzano qualche scetticismo. Su leader e partiti hanno posizioni abbastanza polarizzate: Matteo Renzi raccoglie minor fiducia dei leader del centrodestra, mentre FdI mantiene un consenso più elevato di SI/Verdi. Nel 2018 hanno abbracciato in massa il M5S ma negli anni sembrano tornare verso il PD o rifugiarsi (più di altri) nell’astensione.
4. Ambientalisti Legalitari (33,7%)
Posizionati prevalentemente nel centrosinistra e nella sinistra, si caratterizzano per una fortissima attenzione al tema dell'ambiente e per il contrasto a tutte le forme di illegalità: dalla corruzione all’evasione fiscale alla criminalità organizzata, auspicando l’inasprimento delle pene e l’annullamento della prescrizione.
Sono principalmente Boomers e pensionati, istruiti e collocati nel ceto medio alto, interessati alla politica. Il mood rispetto allo scenario italiano è preoccupato: i timori per l’economia sono più evidenti, ma la fiducia nell’Europa e nelle istituzioni nazionali regge. È, insieme alla sinistra sociale, la community che ha spinto maggiormente il successo del M5S nel 2018. Dalle Europee 2019 in poi, però, il flusso è tornato verso il PD (e sulla sinistra).
5. Pragmatici per lo sviluppo (18,2%)
La prima delle community ascrivibile alla tradizionale area del centrodestra e si caratterizza per una componente “ideale” limitata: la quota che rifiuta etichette ideologiche supera il 60% ed emerge una maggiore attenzione a temi e concetti legati allo sviluppo economico, alla riduzione delle tasse, all’efficienza e al sostegno alle imprese.
Anche l’interesse per la politica in sé è limitato. Prevale un segmento sociale medio benestante, composto principalmente da pensionati ma anche di dirigenti e imprenditori. Il mood sulle condizioni del Paese è negativo, ma la fiducia nel governo Draghi stimola l’ottimismo sul futuro. Sul versante politico prevale la preferenza verso le forze e i leader del centrodestra, con un grande flusso di elettori dalla Lega verso FdI negli ultimi tempi.
6. Centrodestra Antistatalista (12,5%)
Politicamente sono orientati sul centrodestra, hanno a cuore i temi economici ma sono molto sensibili all'assistenzialismo, i privilegi dei parlamentari, la magistratura. Temi a cui saldano alcuni elementi tradizionali della destra conservatrice (contrasto all’immigrazione, valori tradizionali) e liberista (tutela delle PMI, riduzione delle tasse, sviluppo e crescita economica),
A prevalenza maschile e tra la fascia intermedia di età, si concentrano nel Nord del Paese e sono tendenzialmente meno istruiti. Si informano principalmente per via analogica, ma la politica non rientra tra i loro interessi principali. Sono fortemente critici verso l’UE e le istituzioni nazionali, ma apprezzano il governo locale. La vicinanza a Berlusconi è evidente nel gradimento dei leader, dove il presidente di FI supera Matteo Salvini (ma non Giorgia Meloni).
7. Nazionalisti Antisistema (30,2%)
È la community più «arrabbiata», più delusa dal sistema e più in difficoltà economica (insieme alla Sinistra Sociale). Sono le fasce meno integrate della popolazione che trovano nella destra il loro riferimento politico. L’insoddisfazione alimenta anche la disponibilità a soluzioni non democratiche e la rabbia antisistema travolge l’intero panorama istituzionale: anche il Papa e le onlus ne sono travolti, oltre alle istituzioni europee e internazionali.
Il governo e il premier Draghi toccano i livelli più bassi di gradimento e politicamente, anche grazie alla sua dimensione, è probabilmente la community che ha segnato le ascese e i declini della destra italiana negli ultimi anni: nel 2018 aveva iniziato a preferire la Lega a Forza Italia, nel 2019 ha regalato un autentico plebiscito a Salvini e oggi trascina il successo di FdI.
8. Estremisti Ecoscettici (14,9%)
Si contendono con i Nazionalisti Antisistema la palma della bolla più a destra nello scettro politico italiano: 1 su 10 non rinnega (anzi abbraccia) il fascismo. Mixano la chiusura nazionalistica sul versante identitario (stop all’immigrazione, difesa della patria, uscita dall’UE) con la difesa dei valori tradizionali (a partire dalla famiglia) e con posizioni simil-autarchiche in campo economico: sì alla libertà d’impresa, ma contrasto alla finanza globalizzata e alle multinazionali. Sull’allarme ambientale, è pressoché unanime il loro scetticismo, lo ritengono un’esagerazione mediatica.
Gli indicatori di fiducia, soddisfazione e percezione sono generalmente più elevati della media (in particolare sulla direzione del Paese). Apprezzano Confindustria e le banche italiane, ma danno un giudizio meno negativo (rispetto alla media) anche su partiti e sindacati. In generale votano i partiti del centrodestra (in particolare la Lega di Salvini), ma circa un terzo si orienta anche su M5S e PD.