Inflazione e politica, manovra 2023 contro il caro energia: il giudizio degli italiani sul Governo Meloni
Il tema dell'aumento dei prezzi, a partire da quelli per le bollette di luce e gas, è da mesi al centro del dibattito pubblico in Italia. Dai dati provenienti dall'ultima rilevazione del nostro Osservatorio Inflazione emerge un elevato timore da parte della quasi totalità degli italiani, i quali si dichiarano preoccupati per l'impatto dell'aumento dei prezzi sul proprio bilancio familiare. In particolare, le categorie merceologiche dove i consumatori attualmente riscontrano i maggiori rincari sono soprattutto le utenze energia-gas (87%), l’alimentare (86%), i carburanti (85%).
Con il Governo al lavoro sulla manovra economica 2023, le preoccupazioni degli italiani per l’inflazione hanno raggiunto il massimo della salienza dal punto di vista politico. Il Governo Meloni ha così deciso di impiegare ben 21 dei 35 miliardi complessivamente impegnati con la manovra 2023 in interventi a sostegno di famiglie e imprese per contrastare il caro energia e l’aumento dell'inflazione.
A tal proposito, il team di Ipsos Public Affairs ha testato la prospettiva strettamente politica del tema inflazione: le opinioni degli italiani mostrano elementi di incertezza quando non di insoddisfazione, confermando le tesi secondo cui questo dell’inflazione può essere il primo banco di prova davvero impegnativo per il neo-insediato Governo di Giorgia Meloni. Scopriamo insieme i principali risultati.
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Aumento dei prezzi e caro energia, le preoccupazioni degli italiani
Le prime misure (in realtà precedenti all’approvazione della manovra in Consiglio dei Ministri) non vedono l’esecutivo raggiungere la sufficienza: nella rilevazione condotta tra il 15 e il 16 di novembre il voto medio su una scala da 1 a 10 si attestava a 4,9 ed erano più della metà (il 53%) gli intervistati che assegnavano un voto negativo (compreso tra 1 e 5) alle prime mosse del Governo. Piuttosto ampia era però anche la porzione di chi non si esprime: i “non sa” ammontavano al 21%, probabilmente in attesa di capire quali provvedimenti sarebbero stati inseriti in manovra.
Che l’emergenza inflazione sia una questione scottante sul piano politico sembrano riconoscerlo gli stessi italiani: interrogati sul destino della maggioranza di centrodestra di fronte a questo tema i nostri intervistati si dividono in tre blocchi di dimensioni pressoché analoghe: un terzo prevede che la grana dell’inflazione farà esplodere presto le contraddizioni interne alla coalizione che ha vinto le elezioni politiche del 25 settembre, il 29% ritiene al contrario che il centrodestra rimarrà coeso nel contrasto all’inflazione e il 38% non si esprime, in attesa di ulteriori sviluppi.
Ancora, gli italiani sembrano abbastanza rassegnati all’idea che sul versante energetico si possa arrivare addirittura ad un razionamento entro la fine dell’inverno: il 56% giudica “molto” o “abbastanza” probabile questa eventualità, mentre è solo il 6% ad escluderla in maniera categorica.
Alla luce dei dati riportati, sarà importante monitorare nelle prossime settimane le reazioni degli italiani alle misure economiche che verranno licenziate definitivamente con l’approvazione parlamentare della manovra e il sentiment rispetto all’andamento dei prezzi, in particolare nel comparto energetico.
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