Sondaggi politici oggi: le ultime intenzioni di voto e clima d'opinione in Italia
Ultimo aggiornamento: 1 maggio 2026
Intenzioni di voto | Gradimento per Governo e Giorgia Meloni | Gradimento per i leader di partito | Questioni politiche e sociali: direzione giusta o sbagliata? | Le preoccupazioni degli italiani | Ottimismo sull’economia in Italia | Sondaggi sull'America di Trump | Ultimi sondaggi di opinione di Nando Pagnoncelli
Ipsos Doxa conta il più grande team di esperti di sondaggi politici riconosciuti al mondo. Con oltre 30 anni di esperienza nella ricerca sugli atteggiamenti politici e una vasta esperienza metodologica, forniamo ai clienti risultati approfonditi e di alta qualità.
Progettiamo, conduciamo e pubblichiamo i sondaggi e ricerche per i nostri clienti e i media partner per aiutare cittadini e altri portatori di interesse a comprendere l'opinione pubblica e il suo impatto su questioni emergenti e di attualità politica.

01/05/2026
Condividiamo le ultime intenzioni di voto pubblicate sulle pagine del Corriere della Sera, insieme ai dati sul gradimento del governo, della Presidente del Consiglio e dei principali leader politici.
Intenzioni di voto
La variazione più evidente riguarda la progressiva crescita di Futuro Nazionale, il partito guidato da Vannacci, che attualmente viene valutato al 4,1%, registrando un incremento superiore a un punto rispetto alla rilevazione precedente. Questa formazione sottrae consensi soprattutto alla Lega e, in misura minore, a Fratelli d'Italia; inoltre, secondo l’analisi dei flussi di voto rispetto alle ultime elezioni europee, riesce ad attrarre anche una piccola quota di elettori che in quella occasione non si erano recati alle urne.
Il dato della Lega è oggi ai minimi storici: 5,8%, con una perdita di un ulteriore 0,5%. Anche Fratelli d'Italia subisce una flessione dello 0,5% rispetto a marzo, attestandosi al 26,2%, il risultato più basso dalle elezioni europee.
Forza Italia registra un calo dello 0,5% ma si mantiene al 9%, uno dei livelli più alti degli ultimi due anni. Questa lieve diminuzione non pare riconducibile all'effetto Vannacci, bensì alle difficoltà interne relative alla definizione dell’assetto e delle prospettive politiche.
Sul fronte dell'opposizione si osserva una sostanziale stabilità: il PD è infatti stimato al 22,3%, leggermente al di sopra del dato di marzo; il M5S resta pressoché invariato al 14,3%; AVS recupera la modesta perdita precedente tornando al 6,7%, identico al risultato europeo. Pressoché stabili, con variazioni minime, le altre forze del "campo largo": +Europa all'1,3% e Italia Viva al 2%. Azione, fuori dalle alleanze, si ferma al 3,1%, anch'essa stazionaria.
I risultati delle possibili coalizioni risultano estremamente ravvicinati: il centrodestra complessivo (FDI, FI, Lega, Noi Moderati e Futuro Nazionale) raggiungerebbe il 46,1%, mentre il campo largo o progressista (PD, M5S, AVS, +Europa e Italia Viva) arriverebbe al 46,6%. Di fatto, una situazione di sostanziale equilibrio.
Gradimento per il Governo e Giorgia Meloni
Le valutazioni dell’esecutivo e della Presidente del Consiglio mostrano un lieve miglioramento. L'esecutivo presenta un indice di gradimento (percentuale di opinioni favorevoli tra chi si esprime, escludendo gli indecisi) pari a 41, evidenziando una minima ripresa rispetto a marzo, quando si era verificato un calo apprezzabile. Analogamente Giorgia Meloni raggiunge un indice di 42, guadagnando due punti sul mese precedente.
Tale risultato è presumibilmente influenzato dalla forte polemica innescata dal Presidente Trump nei confronti del Papa Leone XIV e dalla difesa del Pontefice da parte della Presidente Meloni, che ha preso una netta distanza dalle posizioni del tycoon e dalle dichiarazioni critiche di Trump nei confronti dell’Italia e della Premier per il mancato sostegno alle proprie azioni.
Gradimento per i leader di partito
Per quanto riguarda i leader politici, non emergono differenze degne di nota nell'ultimo mese. Le oscillazioni nell'indice di gradimento si limitano al massimo a un punto, con l'unica eccezione di Vannacci che guadagna due punti, raggiungendo attualmente una valutazione di 20.

30/04/2026
L'indagine "What Worries the World" è il nostro sondaggio internazionale mensile che traccia l’opinione pubblica sulle più importanti questioni politiche e sociali in 30 Paesi. Condividiamo i risultati di aprile.
Questioni politiche e sociali: direzione giusta o sbagliata?
Il 75% degli italiani, in aumento di 2 punti rispetto alla precedente rilevazione, ritiene che le cose in Italia stiano andando nella direzione sbagliata e soltanto il 25% nella direzione giusta.
E a livello internazionale? Il 38% delle persone, in media, crede che le cose nel proprio Paese stiano andando nella direzione giusta rispetto a oltre la metà (62%) che al contrario ritiene che stiano andando nella direzione sbagliata.
Le preoccupazioni degli italiani
L'indagine "What Worries the World" rivela anche quali sono le principali preoccupazioni a livello internazionale, tra oltre 20.000 persone in 30 Paesi del mondo.
In Italia, crimine e violenza (35%), in diminuzione di 3 punti percentuali rispetto alla rilevazione del mese scorso, rappresenta la principale preoccupazione in Italia. Al secondo posto, si posiziona l'inflazione (32%) che, rispetto al mese precedente, aumenta di 9 punti percentuali. Seguono i timori relativi a: disoccupazione (31%, -1 punto), healthcare (31%, -5 punti) e tasse (28%, +1 punto).
Anche a livello internazionale aumentano le preoccupazioni per l'inflazione (+4 punti rispetto al mese precedentemente), posizionandosi al primo posto in classifica. Seguono i timori relativi a crime e violenza, menzionanti dal 31% degli intervistati (in diminuzione di 2 punti rispetto a marzo).
Focus: conflitti militari tra nazioni
Da aprile 2022 abbiamo iniziato a monitorare la preoccupazione per i conflitti militari tra nazioni. Da allora, abbiamo costantemente registrato picchi di preoccupazione in seguito a episodi di violenza nel mondo. Gli attacchi a Israele nell'ottobre 2023 portarono il dato al 10%, mentre l'offensiva statunitense contro l'Iran a giugno 2025 lo spinse al 15%.
La rilevazione di questo mese segna tuttavia un punto di svolta: a livello internazionale, il 19% degli intervistati cita i conflitti militari tra le principali fonti di preoccupazione, il livello più alto mai registrato, con incrementi in 26 dei 30 paesi analizzati.
In Italia il dato è ancora più marcato: ad aprile 2026, il 27% degli italiani menziona i conflitti militari, 8 punti sopra la media internazionale. L'incremento rispetto al mese precedente è di 15 punti percentuali, uno degli aumenti più consistenti tra tutti i paesi monitorati.
Ottimismo sull'economia in Italia
Parallelamente alla nostra indagine "What Worries the World", lo studio mensile Ipsos "Global Consumer Confidence" raccoglie le opinioni dei cittadini di 30 paesi su economia e finanza, sia a livello nazionale che personale, rilevando come viene percepito l'attuale clima economico.
In Italia, solo il 26% degli intervistati giudica positivamente la situazione economica del Paese, un dato inferiore alla media internazionale, dove il 36% descrive come "buona" la condizione economica della propria nazione.
Sondaggi sull'America di Trump
28/04/2026
Secondo l'ultima rilevazione Ipsos, condotta in 31 Paesi tra cui l'Italia, emerge un chiaro rifiuto del coinvolgimento militare nel conflitto:
Per scoprire cosa sta succedendo negli Stati Uniti e come stanno reagendo le persone in tutto il mondo, non perdere Know The New America & Beyond: il nostro nuovo aggiornamento mensile sulle azioni dell'amministrazione Trump, le reazioni dell'opinione pubblica e dell'economia americana.
Know the New America & Beyond: scopri l'edizione di aprile

Ultimi sondaggi di opinione di Nando Pagnoncelli
03/02/2026
Gli ultimi sondaggi politici Ipsos Doxa, presentati da Nando Pagnoncelli -Presidente, Ipsos Doxa- durante la trasmissione DiMartedì hanno esplorato l'opinione degli italiani su temi di grande attualità, dalle intenzioni di voto per il referendum costituzionale sulla giustizia alla soddisfazione per la politica economica del Governo, fino al giudizio sulla gestione della manifestazione di Torino.
L'analisi rivela una netta insoddisfazione per la politica economica dell'esecutivo, con oltre 6 italiani su 10 che esprimono un giudizio negativo. Sul referendum della giustizia, il fronte del Sì è in leggero vantaggio; tuttavia, se il voto assumesse il significato di un giudizio complessivo sull'operato del Governo, la maggioranza si esprimerebbe per il No. La gestione della manifestazione di Torino viene bocciata da quasi la metà degli intervistati.
26/01/2026
L'analisi di Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos Doxa, pubblicata sul Corriere della Sera, evidenzia come la preoccupazione per la sicurezza sia in costante aumento tra gli italiani.
Le rilevazioni mostrano una crescita significativa dell'attenzione verso questo problema: nel 2019 veniva menzionato dal 22% degli italiani, mentre attualmente la percentuale raggiunge il 33%. La sensazione di sicurezza personale mostra una tendenza al ribasso: se dieci anni fa il 60% degli italiani si sentiva almeno parzialmente sicuro nella propria zona di residenza, oggi questa percentuale scende al 52%.
La diffusa sensazione di insicurezza viene ricondotta principalmente a tre fattori: la crescita dei comportamenti violenti tra i giovani (55%), l'immigrazione irregolare e non controllata (44%) e l'aumento delle sacche di marginalità e povertà (27%). Le responsabilità vengono attribuite in egual misura al governo (36%), chiamato a coordinare meglio l'operato delle forze dell'ordine, e alla magistratura (36%), alla quale si chiede una migliore applicazione delle leggi per assicurare la certezza della pena.
Tra le proposte contenute nel pacchetto sicurezza, quelle considerate più efficaci sono l'inasprimento delle pene per furti e scippi (44%), maggiori restrizioni sul porto di armi bianche (41%) e il potenziamento delle strutture di trattenimento per cittadini stranieri irregolari (39%).
