Wired Trends 2018, serve un’evoluzione sostenibile per dare all’ambiente un futuro

Nel quarto Wired Trends il tema era l’ambiente e la sostenibilità. Dalle fonti energetiche alle risorse naturali fino alla mobilità sostenibile, ecco di cosa si è parlato.

Wired Trends 2018, serve un’evoluzione sostenibile per dare all’ambiente un futuro

Fino a qualche anno fa l’ecologismo era una nicchia circoscritta, mentre ora le evidenze scientifiche dei cambiamenti climatici e gli effetti tangibili sull’ambiente hanno fatto crescere la consapevolezza che occorre cambiare passo, a partire dalle abitudini di consumo individuale e dalle politiche aziendali. Da qui si è partiti questa mattina nell’ultimo dei quattro eventi organizzati da Wired e da Ipsos per il lancio del numero invernale del magazine dedicato al mondo nel 2018.

Giovedì 14 dicembre, nella sala della Microsoft House di viale Pasubio a Milano, si è parlato di attenzione alla tutela del patrimonio di risorse naturali, di gestione delle fonti energetiche rinnovabili e non, così come di nuove forme di mobilità sostenibile. Oggi a una nicchia del 10-15% di consumatori che si comporta in modo davvero ecologico si aggiunge un 50% della popolazione che si dichiara aperto e interessato ai temi della sostenibilità. Abbiamo dunque una maggioranza di persone che concepiscono un prodotto sostenibile anzitutto come migliore, oltre che realizzato da un’azienda eticamente meritevole.

“Almeno a livello di dichiarazioni” , ha raccontato Andrea Alemanno (Direttore ricerche reputazionali Ipsos Public Affairs) , “una volta superata la crisi economica le persone pensano a consumare sempre meglio e sono mediamente disposte a pagare di più per un prodotto che sia sostenibile e dunque responsabile. Tuttavia esistono dei punti oscuri, come la convinzione diffusa che solo una minoranza delle aziende abbia un comportamento effettivamente sostenibile e la difficoltà per un consumatore di comprendere attraverso indicatori certi e semplici quali aziende abbiano il comportamento più virtuoso”.

Un esempio emblematico di questo nuovo paradigma di attenzione alla sostenibilità è il caso della mobilità. Come ha raccontato Enrico Billi (Head of Ipsos Loyalty), “si è innescato un circolo virtuoso in cui le aziende hanno deciso di cavalcare la trasformazione odierna, spinta dall’attenzione all’ambiente. Possiamo individuare 4 linee di sviluppo ben definite: la connettività, la guida autonoma, il car sharing e l’elettrificazione. Ciascuna di queste vie d’azione può portare grandi benefici, tanto ambientali quanto sociali, in quanto il motore a scoppio e il traffico urbano sono percepiti (giustamente) come le cause principali dell’inquinamento, sia atmosferico sia acustico”.

“Un dato emblematico”, ha continuato Billi, “è che solo il 2% degli adulti è soddisfatto dell’automobile così com’è, mentre la quasi totalità della popolazione per qualche motivo ha delle preoccupazioni. E questo, come ha concluso Alemanno, porta con sé una serie di note di ottimismo: “oggi registriamo una innegabile tendenza a raggiungere una maggior efficienza, tanto nella mobilità quanto nei consumi in generale, e inoltre c’è una propensione verso alla personalizzazione, intesa non tanto come individualismo ma come una tendenza ad agire in prima persona per la riduzione degli sprechi.

Il tema della mobilità è incluso, dal punto di vista energetico, in un discorso più ampio che riguarda l’impiego del petrolio e in generale dei combustibili fossili. Ugo Bardi dell’università di Firenze ha raccontato che “quando si parla di risorse minerarie spesso si usa il cosiddetto modello della torta:‘quando hai mangiato la torta, la torta non c’è più’. Tuttavia questo modello, che applicato al petrolio significherebbe che oggi abbiamo ancora una tortada 40mila miliardi di barili, può essere ingannevole perché è troppo semplice. Ma che cosa si dimentica? “In un modello più realistico bisogna tenere conto di tutti i flussi economici, che comprendono ad esempio i costi di estrazione. I quali dipendono a loro volta dalla geologia, che è il frutto di processi durati intere ere geologiche e che non possono essere modificabili in base alla volontà politica“.

“Di conseguenza”, ha continuato Bardi, “anche se per il petrolio la torta è ancora molto grande, abbiamo già mangiato le ciliegine e tra un po’ dovremo attaccarci alla crosta. Sulle risorse minerarie poi grava la questione ambientale: un diamante è per sempre non solo nel senso che è durevole, ma anche che una volta estratto non si riformerà. Questo ci insegna che se oggi siamo in una situazione di enorme produzione, non è detto che in futuro potremo continuare con i ritmi attuali. Potremmo sintetizzare queste dinamiche nella frase, attribuita a Seneca, che ‘l’incremento è graduale, ma la rovina è precipitosa’, poiché quando una risorsa termina il declino è così rapido che somiglia a un collasso”.

Sempre parlando di risorse, un caso con caratteristiche differenti è quello della carta. Intervenendo sul palco intervistato dal direttore di WiredFederico Ferrazza, Carlo Montalbetti del consorzio Comieco ha spiegato che “una foresta è come una miniera, ma con la differenza che si può rigenerare in tempi molto più rapidi. Al di là dei problemi di danneggiamento degli habitat naturale, indubbiamente collegati all’abbattimento delle foreste, la carta rappresenta anche un esempio concreto di reincarnazione. Un foglio di carta di giornale, ad esempio, una volta riciclato può trasformarsi in un sacchetto, in un tubo, in una scatola o addirittura può essere usato in combinazione con le bioplastiche per realizzare contenitori per le consegne a domicilio del cibo, tornando dunque a nuova vita”.

Anche se meno chiacchierato, esiste un altro tema legato alla carta e al suo rapporto con il digitale, che va al di là delle questioni di tutela dell’ambiente e riciclo. “Il problema della permanenza della carta si lega a questioni che coinvolgono la democrazia, come il passaggio dalle schede elettorali tradizionali al voto elettronico, e ad aspetti culturali profondi, come l’accesso all’informazione”. E Montalbetti ha continuato: “I giornali di carta stanno a quelli online come un ristorante sta un fast food, ossia cambia la modalità con cui ci rapportiamo al prodotto e il tipo di consumo e fruizione. Per questo mi piace parlare di un movimento slow book, che non vale solo nell’editoria giornalistica ma soprattutto nelle scuole, dove i dati dicono che nella prima fase dell’apprendimento è fondamentale incentivare la lettura su carta.

L’ultimo relatore della mattinata è stato Guido Saracco, direttore del centro per le tecnologie future sostenibili dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Il punto di partenza sono state le conseguenze socio-economiche del cambiamento climatico: “l’uragano Katrina è costato 60 miliardi di dollari, e le compagnie assicurative per prime si sono accorte che eventi naturali come siccità, desertificazione ed eventi atmosferici estremi constano tantissimo, molto più dei terremoti. Basta pensare che in Siria la siccità ha provocato lo spostamento delle persone verso le città, che ha determinato con un effetto a catena una guerra civile, l’emigrazione verso l’Europa e dunque alcuni dei problemi che la nostra politica oggi si trova ad affrontare”.

Se oggi le energie rinnovabili sono in crescita soprattutto in Cina, e si trovano in una situazione di stallo nei Paesi occidentali, per rispettare gli accordi di Parigi sul clima occorre trovare nuove soluzioni. “Dobbiamo arrivare all’abbattimento del 90% dell’anidride carbonica atmosfericaentro il 2050″, ha spiegato Saracco, “e nel nostro centro di ricerca stiamo cercando di capire come sfruttare questa sostanza di scarto come materia prima. Ad esempio, stiamo studiando come impiegare l’anidride carbonica dei cementifici (che da soli contribuiscono per il 5% alle emissioni totali) per creare additivi da aggiungere agli stessi cementi. L’aggressione dei consumi di anidride carbonica prevede poi ovviamente una serie di altre strategie più ampie, come gli incentivi all’elettrificazione e la creazione di piccoli sistemi produttivi in grado di riciclare l’anidride carbonica generata”.

L’evento di oggi, organizzato da Wired e Ipsos, è stato anche l’occasione per parlare di ingegneria metabolica, gioielli, mercato dell’auto elettrica e certificazioni ambientali. Nel video qui di seguito trovate l’evento completo, mentre a questi link invece ci sono i racconti del primo, del secondo  e del terzo evento, dedicati rispettivamente al futuro dei media, ai trend tecnologici e alle novità nel mondo del lavoro e del business.

L'intervista agli ospiti

Articolo di Gianluca Dotti pubblicato su Wired.it il 14 dicembre 2017

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