Media e piattaforme digitali durante il Coronavirus: il nuovo ruolo di servizio pubblico

Com'è cambiato il ruolo svolto dai media e dalle piattaforme digitale durante l'emergenza Coronavirus?

In questo 5° approfondimento dedicato agli atteggiamenti e comportamenti degli italiani durante l'emergenza, Claudia D'Ippolito (Senior Researcher Ipsos Audience Measurement) esplora la nuova funzione dei media e delle piattaforme digitali che si sono trovati a svolgere un ruolo a tutti gli effetti di servizio pubblico durante il Coronavirus.

I consumi media hanno registrato per settimane nuovi record, in risposta al crescente bisogno di informarsi, intrattenersi e socializzare. Aumentano gli spettatori della tv e il tempo trascorso guardandola, anche tra i più giovani. Aumenta il consumo di servizi di streaming video, cresce l’ascolto di radio via internet. C’è un maggior consumo di news: 2 persone su 3 dichiarano di informarsi più spesso rispetto a prima del Coronavirus.

Negli ultimi anni si è molto discusso il tema di come l’informazione, nell’epoca dei social media governati da algoritmi, sia diventata una commodity. La pandemia ne ha invece ricordato il ruolo di servizio pubblico e ha reso evidente che essere informati è fondamentale per l’esercizio della cittadinanza. La crescita del consumo di media durante la pandemia rischia tuttavia di non essere monetizzabile. Molti investitori hanno infatti congelato gli investimenti pubblicitari, sia per motivi economici e di disruption della filiera, sia per una esigenza di ‘brand safety’. Per il futuro, i brand media più forti saranno quelli in grado di mantenere la propria rilevanza e capacità di soddisfare i bisogni del pubblico e di garantire un contesto di qualità e sicuro per la comunicazione dei brand.

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