Sondaggi politici, elezioni amministrative 2021: le analisi Ipsos post-voto

Elezioni amministrative 2021, Ipsos pubblica una serie di analisi post-voto guardando soprattutto alle quattro principali città italiane: Torino, Napoli, Milano e Roma.

In occasione delle elezioni amministrative 2021, dopo i ballottaggi, pubblichiamo una serie di analisi post-voto, guardando soprattutto alle quattro principali città dove si sono tenute le sfide più rilevanti anche da una prospettiva nazionale. I risultati delle analisi vanno guardati con opportuna cautela, tenendo in conto tutta una serie di caveat:

  • I limiti nella comparabilità dei dati. Nella politica di oggi 5 anni sono un’era geologica, e un confronto diretto con i risultati delle amministrative 2016 rischia di indurre delle interpretazioni dei risultati del voto fuorvianti. L’andamento dei singoli partiti nelle diverse consultazioni degli ultimi anni risente tanto della natura dell’elezione (amministrativa o politica) quanto delle vicende contingenti. Vale quindi la pena di tener sempre presente entrambi gli aspetti, analizzando i risultati di oggi in prospettiva, tenendo quindi conto degli andamenti e delle aspettative delle singole forze politiche e delle coalizioni, anche sulla base dei sondaggi degli ultimi tempi, a livello nazionale e locale.
  • La variabilità nella geometria delle coalizioni. Soprattutto nel campo del centrosinistra, questa si è principalmente tradotta nella presenza/assenza del Movimento 5 Stelle nelle coalizioni a sostegno dei candidati sostenuti dal Partito Democratico e dalle altre forze del centrosinistra e nella divisione tra le stesse forze del centrosinistra (nel caso di Roma innanzitutto).
  • Le caratteristiche peculiari del voto amministrativo, su tutte la presenza di numerose liste civiche (che alterano irrimediabilmente il «peso» dei singoli partiti rispetto al quadro nazionale o alle elezioni europee) e il ruolo di «traino» del candidato sindaco rispetto al partito o alla lista che lo esprime (evidente nel caso di Calenda) e alle liste civiche a suo sostegno.

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Elezioni amministrative 2021, le analisi post-voto di Ipsos 

Dall’analisi dei risultati è possibile trarre alcune principali conclusioni: 

  • Anche in considerazione di quanto specificato, il vincitore delle elezioni è senz’altro il centrosinistra e in particolare il Partito Democratico. Le amministrative arrivavano in un momento in cui le dinamiche politiche nazionali vedevano il PD e la coalizione di centrosinistra, se non proprio in difficoltà, incalzati dal perdurante consenso del centrodestra e in particolare dalla crescita di Fratelli d’Italia, che sembrava avvantaggiarsi del ruolo di principale partito di opposizione al governo Draghi. I risultati hanno visto invece, quasi ovunque e con dinamiche abbastanza omogenee sul territorio, l’affermazione dei candidati sostenuti dal PD: la vittoria nelle grandi città è arrivata in alcuni casi (Milano, Napoli) con proporzioni ancora maggiori rispetto a quanto atteso, in altri in maniera quasi sorprendente (Torino). Vero è che allargando lo sguardo anche alle realtà comunali di piccole e medie dimensioni il risultato complessivo risulta essere più equilibrato tra le due coalizioni, ma resta il fatto che i risultati delle urne non possono che deludere una coalizione, quella del centrodestra, che a livello nazionale da tempo ormai veniva considerata – sulla base dei sondaggi – maggioritaria e favorita nel caso di elezioni anticipate.
  • Al contempo, nel campo opposto, gli equilibri nazionali tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle vengono rimessi in discussione dopo i risultati di queste amministrative, fortemente favorevoli al PD ma molto deludenti per il M5S. Con alcune eccezioni (di assoluta rilevanza, tra cui proprio Roma e Torino nel 2016), il Movimento 5 Stelle è sempre stato poco performante nelle competizioni amministrative, ma in questa tornata i dati mostrano addirittura la sua sostanziale non rilevanza, sia quando si è presentato in coalizione con il centrosinistra, sia quando ha corso in autonomia. Se comunque, a livello politico, le vittorie di Napoli e Bologna hanno visto anche il Movimento partecipe, i risultati in termini numerici non possono che porre la necessità di una riflessione al Movimento e al suo nuovo leader Giuseppe Conte.

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  • Il dato che però risalta più di ogni altro in questa tornata elettorale non può che essere quello relativo all’astensione. In tutte e quattro le principali città al voto si è toccato il minimo storico di affluenza alle urne, rafforzando un trend di disaffezione al voto (ma, più in generale, potremmo dire alla partecipazione politica) di lungo periodo.
  • Un’astensione che non ha colpito indistintamente, tuttavia. Una possibile chiave di lettura del voto si può ridurre alla seguente semplificazione: il centrosinistra ha vinto perché il centrodestra si è astenuto. Semplificazione che, tuttavia, sarebbe corretta solo in parte. Intanto perché ancor più del centrodestra è stato il Movimento 5 Stelle ad essere letteralmente falcidiato da questo fenomeno: a Roma e a Torino, le due città dove nel 2016 il Movimento aveva eletto le due sindache Raggi e Appendino, quasi un elettore del M5S su due è rimasto a casa rispetto a 5 anni prima. Poi perché il centrosinistra ha vinto anche laddove l’astensione ha pesato su entrambi gli schieramenti in misura simile (Napoli) o ha colpito di più il centrosinistra, sia rispetto alle amministrative del 2016 sia rispetto alle Europee del 2019 (Torino).
  • Restando nell’ambito del confronto centrodestra Vs. centrosinistra, quindi, ci sono altri fattori che hanno inciso spingendo la vittoria del PD e dei suoi candidati, su tutti la scarsa presa dei candidati del centrodestra e la capacità dei candidati e delle liste di centrosinistra di intercettare il consenso di un elettorato più diversificato. Elementi specifici delle singole competizioni locali ma che assumono una rilevanza nazionale grazie alla omogeneità della loro portata.
  • Rimane tuttavia il fatto che l’astensione è stata un fenomeno di intensità inaudita, che ha riguardato soprattutto i segmenti sociali solitamente più vicini ad un voto di protesta: in difficoltà economica, meno istruiti, a più elevato rischio di marginalità sociale. In questo senso è corretto affermare che il centrosinistra è stato avvantaggiato dal fenomeno dell’astensione: è riuscito a «portare alle urne i suoi» mentre centrodestra e, in buona misura, Movimento 5 Stelle non sono stati abbastanza attrattivi verso quell’elettorato che li ha premiati in passato (il M5S) o li sta spingendo in alto nei sondaggi a livello nazionale (Lega e soprattutto Fratelli d’Italia).

Queste sono alcune delle principali conclusioni emerse dalle analisi post-voto di Ipsos, all'interno del documento completo, puoi trovare un'analisi dettagliata riguardante: 

  • La comparazione del voto rispetto alle Europee 2019 analizzato per capoluoghi di regione, per il totale dei comuni superiori e per i comuni superiori dove erano presenti, in maniera chiaramente distinguibile, le due coalizioni (centrodestra e centrosinistra) e il Movimento 5 Stelle.
  • I flussi di voto: per Roma e Torino sia nel passaggio dalle amministrative 2016 e dalle Europee 2019 al primo turno delle amministrative 2021, sia nel passaggio dal primo turno al ballottaggio. Per Milano e Napoli nel passaggio dalle amministrative 2016 e dalle Europee 2019 alle amministrative 2021. Tutte le elaborazioni sono basate su dati di sondaggio rilevati prima del primo turno. 
  • I profili degli elettori dei principali candidati per Roma, Milano, Napoli e Torino, basati su dati di sondaggi rilevati prima del primo turno.
  • L’effetto candidato: un piccolo gioco che ci aiuta a capire quali sono stati, al primo turno, i candidati forti e capaci di portare un consistente consenso personale e quali invece non sono stati particolarmente apprezzati dagli elettori.

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