11 febbraio, Giornata Internazionale delle Donne e Ragazze nella Scienza: gli stereotipi di genere nel mondo scientifico

C’è ancora molta strada da fare per raggiungere un equilibrio nella presenza di donne e uomini nel mondo scientifico, ma quali sono le opinioni più diffuse tra gli italiani su questo tema?

La Giornata Internazionale delle Donne e Ragazze nella Scienza, celebrata ogni anno l'11 febbraio, è un evento promosso dall'ONU con l'obiettivo di sottolineare l'importanza cruciale del ruolo delle donne nel campo scientifico. 

Questa giornata è dedicata a riconoscere e promuovere la partecipazione femminile nelle comunità scientifiche e tecnologiche, sfidando gli stereotipi di genere e promuovendo l'uguaglianza di genere

Nonostante i significativi progressi fatti negli ultimi anni, le donne sono ancora sottorappresentate in molte discipline scientifiche, in particolare nel settore STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). La Giornata Internazionale delle Donne e Ragazze nella Scienza è un'occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica su questa disparità e incoraggiare le future generazioni di donne a perseguire carriere nel campo scientifico.

In questa occasione, il team di Ipsos Public Affairs, ha indagato le opinioni delle persone in Italia, rivelando le loro percezioni sulla presenza femminile nelle discipline scientifiche e le possibili soluzioni maggiormente sostenute per eliminare la disuguaglianza di genere nel mondo scientifico. Scopriamo insieme i principali risultati.


Vuoi rimanere aggiornato con tutte le ultime novità e pubblicazioni provenienti dal team Ipsos in Italia e dal mondo? Iscriviti ora alla nostra Newsletter!


Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze nella Scienza: il punto di vista degli italiani

L'opinione pubblica sostiene ampiamente che non esistono differenze in termini di predisposizione e attitudine tra ragazzi e ragazze: più di due italiani su tre degli italiani non credono che i ragazzi siano più adatti alle discipline scientifiche e, viceversa, che le ragazze siano più predisposte per le discipline umanistiche, formative o relative alla cura. 

Nonostante ciò, una "divisione delle competenze e capacità" persiste in una minoranza ristretta, circa il 16%. Osserviamo che questo antico stereotipo tende a prevalere non tanto tra gli uomini (20% contro il 13% delle donne), ma sorprendentemente tra i più giovani: il 25% dei Millennials e addirittura il 29% degli Zoomers considerano valida questa distinzione.

Presenza femminile nelle discipline scientifiche: la percezione degli italiani 

Esiste effettivamente un divario: secondo i dati ISTAT del 2022, più di un uomo laureato su tre ha scelto il campo STEM, mentre solo una donna laureata su sei ha fatto la stessa scelta. Questa è una differenza significativa, che viene ignorata o spesso riconosciuta ma sottostimata da una parte considerevole della popolazione. Questa tendenza è più evidente tra gli uomini e i giovani rispetto alle donne e alle persone di età più avanzata. 

Nonostante il fenomeno possa essere in parte sottostimato, le sue cause sono ben chiare: tre italiani su cinque ritengono che siano gli stereotipi di genere a scoraggiare le donne dal perseguire una carriera nel campo scientifico. Questa visione è particolarmente diffusa tra le donne (due su tre) e i Boomers (il 72%).

Eliminare la disuguaglianza di genere nel mondo scientifico: quali sono le soluzioni?

Le cosiddette "quote rosa", ovvero riservare una certa percentuale di posti alle donne nelle istituzioni scientifiche e di ricerca, sono una soluzione molto sostenuta dal 70% dei rispondenti. Tuttavia, il supporto diminuisce tra i laureati, gli studenti e il "ceto dirigente", dove meno di un terzo è d'accordo con questa misura. 

Molte altre proposte sembrano essere più apprezzate, come: il miglioramento dell'equilibrio tra vita privata e lavoro, l'investimento in educazione di base attraverso programmi scolastici e campagne educative sui media tradizionali e social, l'aumento della visibilità delle donne già presenti in posizioni di leadership nella comunità scientifica.

Società