19 maggio 2024, Giornata Mondiale del Medico di Famiglia: il punto di riferimento per la salute degli italiani

Giornata Mondiale del Medico di Famiglia: gli italiani vedono nel medico di base il punto di riferimento principale per la gestione della propria salute, non solo un intermediario amministrativo o un prescrittore di farmaci.

Il 19 maggio si celebra la Giornata Mondiale del Medico di Famiglia. In un momento storico in cui il Sistema Sanitario Nazionale si trova ad affrontare numerose sfide, il medico di base si conferma un punto di riferimento fondamentale per la salute degli italiani.

Secondo un recente sondaggio Ipsos, curato dal team di Public Affairs, il 70% degli italiani si dichiara soddisfatto del proprio medico di base, con un 38% che esprime addirittura un giudizio ottimo. Questa fiducia è diffusa in tutto il territorio nazionale e trasversale alle diverse fasce di età e livelli di reddito.

Molteplici le iniziative che si svolgeranno sul territorio italiano in occasione della Giornata Mondiale del Medico di Famiglia. In particolare, la FIMMG (Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale) ha organizzato nelle piazze cittadine una campagna di informazione rivolta ai cittadini e alle cittadine presentando alcuni dei principali dati emersi dall’ultimo sondaggio Ipsos. 


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Il ruolo del medico di base: fiducia e desiderio di un ruolo rafforzato

Le persone in Italia non promuovono a pieni voti il Servizio Sanitario Nazionale, soltanto il 45% giudica positivamente le prestazioni offerte e solo il 19% ne dà una valutazione buona o ottima. 

Nonostante ciò, due persone su tre credono ancora in un modello di assistenza sanitaria completamente pubblico (64%). Il valore della sanità pubblica è riconosciuto e difeso dagli italiani, molti dei quali accetterebbero anche un aumento delle tasse se finalizzato a sostenere il SSN.

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In questo contesto emerge un aspetto positivo: il ruolo fondamentale dei medici di base, valutato positivamente nel 70% dei casi. 

Oggi, circa metà degli italiani (48%) sceglie di affidarsi al proprio medico e di considerarlo il punto di riferimento essenziale per la gestione della propria salute. Quote minori, invece, la percepiscono come una figura amministrativa che svolge prevalentemente una funzione burocratica (26%); oppure un consulente utile soprattutto a individuare esami di approfondimento e specialisti (25%).

I dati Ipsos mostrano una chiara visione dei cittadini, che si rafforza ulteriormente quando si passa dalle valutazioni sulla realtà attuale alla situazione considerata ottimale. Infatti, in un’ipotetica situazione ideale sono oltre tre su quattro (77%) le persone che vorrebbero instaurare un rapporto di fiducia con il proprio medico: una tendenza espressa soprattutto dagli over 60, meno dai Millennials. 

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Gli italiani vedono quindi nel medico di base il punto di riferimento principale per la gestione della propria salute, non solo un intermediario amministrativo o un prescrittore di farmaci. C'è un desiderio diffuso che questo ruolo si rafforzi ulteriormente, permettendo ai medici di base di operare nelle migliori condizioni possibili.


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