Educazione finanziaria: le differenze di genere nel rapporto con i soldi

Dall'indagine Ipsos, condotta in collaborazione con UniCredit, emerge l’opportunità e la sfida di avvicinare la finanza al mondo delle donne e le donne ai temi economico finanziari.

Curiose ma caute, più orientate a una visione di insieme dei benefici che includa effetti positivi per l’intera famiglia, alle prese con un gap di conoscenza e pratica determinato anche da un diverso background culturale e dal contesto sociale. Così le donne italiane vivono il rapporto con i temi economico finanziari.

Una fotografia che emerge dai risultati della ricerca “L’approccio degli italiani alla finanza: educazione e alfabetizzazione tra donne e uomini”, condotta da Ipsos in collaborazione con UniCredit e presentata in occasione dell’evento “Donne e denaro: obiettivo indipendenza finanziaria” a cura del Corriere della Sera.

La ricerca Ipsos si è contrata su tre aspetti fondamentali:

  • Comportamenti e scelte in ambito finanziario guardando al breve e al lungo periodo.
  • Attitudini verso il risparmio e l’investimento.
  • Conoscenza e competenze in ambito bancario e assicurativo.

Quali sono state le principali evidenze? Scopriamolo insieme. 


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Gli strumenti finanziari 

Dall’indagine emerge che gli uomini tendono a farsi carico delle scelte finanziarie di tutto il nucleo familiare, mentre tra le donne prevalgono le decisioni condivise. Maggiore propensione all’autonomia si registra tra le più giovani.

Per l’apertura di un conto corrente, il principale driver di scelta del campione intervistato, soprattutto per le banche online, è la convenienza. Secondo la ricerca, le donne prediligono l’hub fisico, guardando molto alla prossimità della filiale, meglio se di un istituto di credito già utilizzato dalla famiglia di cui tiene molto in conto il consiglio.

Per quanto riguarda le coperture assicurative, le donne più degli uomini ne possiedono di cointestate, soprattutto quelle non obbligatorie. Tra chi non ha le coperture specifiche, l’esposizione a peculiari situazioni di rischio è sentita in modo analogo tra uomini e donne, ad eccezione del bisogno di cure in caso di malattia grave o perdita di autosufficienza, più avvertita dai primi. Per le donne, specie quelle che lavorano e guadagnano di più all’interno del nucleo familiare, è più sentito il rischio di perdita del posto di lavoro.

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La propensione agli investimenti

A fronte della disponibilità di 10.000 euro, meno della metà delle donne ne investirebbe almeno una parte, contro il 58% degli uomini. Una donna su quattro non saprebbe che cosa fare.

Avere liquidità sul c/c è un porto sicuro in vista di spese impreviste indipendentemente dal genere. Tra le donne emergono altre motivazioni, quali le necessità familiari e l’idea che in questo momento non ci sia una scelta migliore.

Importante, per l’intero campione, il confronto con un consulente/referente di fiducia per la scelta dell’investimento. Solo una donna su quattro farebbe queste scelte in autonomia, soprattutto tra le più giovani (33%). Inoltre, data una maggiore avversione al rischio, la scelta d’investimento ricadrebbe soprattutto su strumenti meno rischiosi, come titoli di Stato o conti deposito. Le donne più giovani si stanno affacciando a fondi d’investimento o fondi pensione.

La gestione del denaro

Uomini e donne sono accomunati da una gestione parsimoniosa e cauta del denaro pensando al domani, ma i primi mostrano più evidenti segnali di curiosità e apertura verso le novità in ambito economico finanziario e maggiore interesse verso temi inerenti gestione del denaro, risparmio e investimenti.

Gli italiani in generale si dichiarano avversi al rischio. Un atteggiamento più marcato tra le donne, rispetto agli uomini, quando si tratta di investimenti.

La rischiosità dell’investimento è il primo driver di scelta trasversalmente a tutti i target considerati dalla ricerca. La solidità del proponente è il secondo driver per importanza tra le donne, mentre le attività con un impatto positivo su ambiente e società sono al secondo posto tra gli uomini o i più giovani propensi ad investire.

Tra le donne emerge forte il tema della delega, soprattutto tra le più mature, mentre quelle più giovani, che non partecipano alle decisioni finanziarie, dichiarano anche una certa mancanza di interesse.

La formazione in ambito finanziario e livello di autonomia

In Italia la formazione in ambito finanziario è anche determinata da un diverso background culturale tra uomini e donne e dal contesto sociale. Il 40% delle intervistate ritiene appagante la situazione economica personale, dato inferiore a quello degli uomini (55%) e che comunque cala tra le più mature.

In generale, il campione intervistato concorda sulla crucialità della formazione in ambito economico finanziario che vorrebbe avvenisse anche nelle scuole, riconoscendone i numerosi i vantaggi.

Primo tra tutti l’avere a disposizione strumenti adeguati per migliorare la propria condizione economica e pianificare il futuro per sé e per la propria famiglia. A pensarla così sono soprattutto le donne che, però, si dicono consapevoli di non avere tutti gli strumenti per valutare gli investimenti, tanto che solo il 53% ha risposto a sentirsi all'altezza sul tema, contro il 65% degli uomini.

Le intervistate d’età compresa tra i 35 e i 44 anni, in particolare, manifestano maggiore richiesta di formazione su contenuti specifici: non solo la scelta di prodotti di risparmio e investimento, ma anche criteri per valutare la solidità del proponente, strumenti per tutelarsi dal rischio di frodi o in caso di infortuni o gravi malattie, o per gestire l’ambito previdenziale.

Per il campione della ricerca la banca resta il canale preferito da cui ricevere informazioni attraverso un mix di fisico e on line. Canali come i social network sono accolti con apertura dai più giovani.

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Il vocabolario dell’investimento

Se si pensa ai temi economico-finanziari le parole maggiormente associate sono il più delle volte negative in entrambi i target, specialmente tra gli over45. Tra i giovani si registrano percentuali più alte nel collegare parole positive.

La parola “risparmio” è la più citata per entrambi i target insieme a “investimento”; tra gli uomini spiccano parole come “futuro, crescita, soldi”; tra le donneacquisti, accumulo, soldi e autonomia”. Per entrambi i target “preoccupazione” è la parola più citata con “rischio” e “difficoltà”; tra le donne vengono più citate parole come “ansia” e “sacrificio”, tra gli uomini “crisi” e “ansia”.

Sulla base delle evidenze della ricerca Ipsos, emergono l’opportunità e la sfida di avvicinare la finanza al mondo delle donne e le donne ai temi economico finanziari. Più degli uomini, infatti, avvertono il bisogno di maggiore semplicità e chiarezza nella narrazione dei benefici, per sé e per la famiglia, che possono derivare da scelte finanziarie consapevoli, non dettate solo dal consiglio dei pari ma anche da referenti in filiale.

Ci sono poi dei prodotti d’investimento che toccano maggiormente le loro corde, quali i fondi, anche previdenziali, o titoli di Stato e conti deposito con i quali più facilmente si trova un punto di equilibrio, improntato alla cautela, tra rendimento e rischio.


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