Lo studio globale rileva alti livelli di preoccupazione per l'invecchiamento

Uno studio globale ha portato alla luce un alto livello di preoccupazione riguardo la prospettiva di invecchiare e delinea un quadro negativo per il futuro.

Lo studio globale rileva alti livelli di preoccupazione per l'invecchiamento

Lo studio condotto da Ipsos in partnership con il Centre for Ageing Better, un ente di beneficienza finanziato da una dotazione del National Lottery Community Fund, mostra un certo sentimento negativo registrato in 30 Paesi riguardo l’invecchiamento e come ci si sta preparando per affrontare l’età avanzata.

L’invecchiamento della popolazione è un delle più grandi conquiste. Tuttavia esso pone sfide significative a società, aziende e brand. La ricerca mostra che, a livello globale, esiste una grande apprensione riguardo l’età avanzata, con prevalenti preoccupazioni per salute e denaro. Ad alimentare questa negatività è la sensazione che i media non facciano abbastanza per ritrarre la vecchiaia come una fase di grande potenziale. Non sorprende forse che per descrivere gli anziani, le persone di solito facciano riferimento a termini come “fragile, “solo” e “trattato ingiustamente”, oltre che “saggio”. Ci sono spiragli di ottimismo, comunque.  Globalmente, le persone confidano nel potere della tecnologia per migliorare le vite degli anziani. Inoltre, si è inclini a pensare che sia possibile fare qualcosa per assicurarsi d’arrivare preparati all’età avanzata, nonostante il divario tra quello che sappiamo che dovremmo fare e cosa stiamo facendo concretamente. L’età avanzata dovrebbe rappresentare i nostri anni migliori, ma c’è chiaramente molto lavoro da fare al momento affinché essa appaia in questo modo nella nostra vita.

Anna Dixon, Direttore Esecutivo del Centre for Ageing Better, osserva: "Ci sono enormi opportunità che derivano dall’allungamento delle prospettive di vita, ma solo una persona su tre a livello globale dice di non vedere l'ora che di raggiungere la vecchiaia. Questo forse non sorprende, dato che la narrativa prevalente in tutto il mondo enfatizza gli aspetti di declino, fragilità, cattiva salute e solitudine. Queste esperienze spiacevoli non sono inevitabili. Dobbiamo migliorare i nostri luoghi di lavoro, le nostre abitazioni la nostra salute e le nostre comunità per consentire a più di noi di invecchiare bene. Cambiare il nostro atteggiamento e quello della società nei confronti dell’età avanzata è un primo passo essenziale".

Lo studio è strutturato in argomenti chiave elencati come sotto:

Ottimismo rispetto al futuro

Prendendo in considerazione i 30 Paesi oggetto della ricerca, solo una persona su tre (33%) considera positivamente la prospettiva d’invecchiare. Tra i più pessimisti il nostro Paese dove, in sintonia con Giappone e Ungheria, solo 1 persona su dieci si esprime positivamente al riguardo. In controtendenza India e Turchia in cui più della metà degli intervistati (rispettivamente 73% e 67%) ritiene la vecchiaia come una fase della vita ricca di potenzialità.
Per quanto concerne gli aspetti positivi legati alla vecchiaia, la tendenza generale è quella di indicare il fatto di smettere di lavorare (26%) avere più tempo libero da dedicare ad amici e familiari (36%), hobby e tempo libero (32%), viaggi (26%) quali vantaggi principali. Di contro, le preoccupazioni prevalenti riguardano salute e denaro (30%). Nonostante ciò, la maggior parte di noi si aspetta di essere in forma e in buona salute da vecchio (57%).

Cos'è la vecchiaia e quando inizia

A livello globale, è opinione condivisa che si cominci ad invecchiare a 66 anni. A influenzare in maniera decisiva ciò che si ritiene il momento di passaggio alla fase della vecchiaia è l’età degli intervistati. Gli appartenenti alla fascia 16-24 anni credono che la vecchiaia inizi a 61 anni. Questo dato sale a 72 anni per quelli di età compresa tra 55 e 64 anni. Anche la collocazione geografica è un fattore determinante in tal senso; in Italia, si è considerati vecchi solo all'età di 70 anni, in Spagna a 74, mentre in Arabia Saudita e Malesia, la vecchiaia inizia decenni prima (55 e 56 rispettivamente). Quando è stato chiesto di selezionare le parole per descrivere la vecchiaia, il temine più comunemente citato è saggio (35%). Il successivo è fragile (32%), seguito da solitario (30%) e solo un quarto delle persone ha detto rispettato (25%).
A livello globale, tre intervistati su cinque (60%) concordano sul fatto che le persone non rispettino gli anziani quanto dovrebbero.

Rappresentazione nei media

Per quanto concerne la rappresentazione degli anziani nei media, l’impressione generale è quella di una prevalente enfatizzazione degli aspetti negativi legati alla vecchiaia, con picchi in America Latina, Cina e Malesia, dove più di 8 persone su dieci condividono tale visione.
Solo il 31% degli intervistati pensa che la TV, i film e la pubblicità facciano sembrare la vecchiaia eccitante e piena di potenziale. In controtendenza troviamo Italia, dove il 40% dei nostri connazionali si esprime in maniera positiva riguardo alla rappresentazione degli anziani nei media

Potere politico

Globalmente, solo tre persone su dieci (29%) concordano sul fatto che gli anziani abbiano troppa influenza politica. Ancora una volta, l’età degli intervistati determina la loro opinione al riguardo. Infatti, Il 38% di coloro di età compresa tra i 16 e i 24 anni ritiene eccessivo il peso degli anziani a livello politico.In linea con la tendenza generale,  gli Italiani sono poco inclini ad essere critici sull’argomento (solo il 26%).


Il potenziale per la tecnologia

In piena sintonia con il trend globale, l’Italia è un Paese di tecno-ottimisti; oltre la metà (59%) concorda sul fatto che gli sviluppi tecnologici miglioreranno la vecchiaia per molte persone. Più ottimisti di noi solo Cina, (81%) Brasile, Turchia e Argentina (rispettivamente 81%, 66% e 65%). Più cauti circa la prospettiva invecchiare meglio grazie ai progressi scientifici, sono Paesi come Giappone, Belgio e Francia, dove la percentuale dei tecno-ottimisti è minore (41% e 44% rispettivamente).

Prepararsi per la vita futura

In tutto il mondo, i due terzi degli intervistati (64%) pensano che sia possibile prepararsi per la vecchiaia in modo da essere più sani e pronti a farvi fronte. Ancora più fiduciosi circa le proprie capacità di gestire gli aspetti negativi dell’età avanzata ancora una volta sono Messico, Colombia Brasile e Cina dove quattro persone su cinque si esprimono positivamente al riguardo. Una posizione di maggiore prudenza è invece comune a Russia, Repubblica Ceca e Corea del Sud dove poco più della metà degli intervistati mostra sicurezza rispetto la propria capacità di affrontare i problemi legati alla vecchiaia. La tendenza globale indica che c’è una chiara idea su quello dovremmo fare per essere pronti al futuro. Le risposte più ricorrenti sono mantenersi in buona salute esercitandosi regolarmente e seguendo una dieta sana (60% e 59% rispettivamente). Risparmiare abbastanza denaro per una pensione adeguata è la risposta comune alla metà (51%) degli intervistati. Evitare di fumare, avere una buona cerchia di amici, e praticare uno sport sono citati da oltre due persone su cinque (rispettivamente 45%, 44% e 44%).Tuttavia, c'è un divario tra la conoscenza delle abitudini da assumere per invecchiare bene e la loro effettiva attuazione. Alla domanda su cosa stiano facendo concretamente per prepararsi alla vecchiaia, la risposta più popolare è evitare il fumo, citato da oltre due persone su cinque (45%). Una percentuale simile dichiara anche di seguire dieta sana ed evitare troppo alcool (43% e 40% rispettivamente). Meno di tre su dieci (28%) affermano di risparmiare abbastanza soldi per una pensione adeguata.

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