Mobilità, Fashion, Food, Sostenibilità e Digital Transformation: le tendenze del futuro presentate a Wired Trends 2023
Ipsos e Wired hanno presentato le nuove tendenze che saranno protagoniste nei prossimi 12 mesi durante la sesta edizione di Wired Trends. Quali sono le principali sfide e opportunità nei campi della mobilità, del food, del fashion, della sostenibilità e della digital transformation?
Dal 29 novembre al 1 dicembre, al Milano LUISS Hub e in diretta streaming, si è tenuta la sesta edizione di Wired Trends: il ciclo di incontri nati dalla collaborazione tra Ipsos e Wired Italia e dedicato alla presentazione delle nuove tendenze che saranno protagoniste nei prossimi 12 mesi. Tre giorni, cinque appuntamenti e la presenza di tantissimi esperti del settore per dibattere delle sfide del futuro nei campi della mobilità, del food, del fashion, della sostenibilità e della digital transformation. Vediamole in dettaglio.
Wired Trends 2023 - Ipsos Global Trends
Nicola Neri -Ceo, Ipsos- apre gli incontri di Wired Trends 2023 con alcuni dati degli Ipsos Global Trends, lo studio globale che, dal 2013, misura e monitora i cambiamenti nei valori e atteggiamenti e che quest'anno è stato condotto su 40mila persone in 50 Paesi del mondo, che rappresentano l'87% del Pil globale.
“I trends sono come una fotografia: ci aiutano a capire cosa succede nella nostra società civile, quali sono le trasformazioni, come cambiano i mercati, gli atteggiamenti, le paure. Dai Global Trends emerge una chiara complessità: come individui abbiamo atteggiamenti diversi riguardo a singoli temi: tendiamo ad avere diverse opinioni".
Ad esempio, il 78% degli intervistati sostiene che per non andare incontro a un disastro ambientale è necessario cambiare il proprio modo di vivere, eppure il 55% è convinto che gli scienziati non sappiano di cosa parlano quando si occupano di ambiente. Questi dati portano a riflettere sul ruolo delle aziende nel mondo: il 53% delle persone è disposto a spendere di più per un brand con un'immagine che gli piace, mentre il 63% preferisce acquistare prodotti da brand che hanno a cuore la sostenibilità ed è disposto a spendere di più.
Wired Trends 2023 - Il futuro della mobilità
Sulle nuove tendenze della mobilità e del trasporto pubblico e privato è intervenuta Chiara Ferrari -Lead, Ipsos Public Affairs- che ha presentato alcuni dati raccolti grazie all'Osservatorio sulla mobilità in collaborazione con Legambiente.
“La mobilità è un diritto elementare: questi dati dovrebbero servire ai policy maker per ragionare sugli interventi che devono essere messi in atto. Le grandi aree metropolitane sono un laboratorio su cui possiamo sperimentare e da cui possiamo imparare".
Il report mette a confronto le maggiori città italiane, quali Milano, Torino, Roma e Napoli, con quelle europee. Quello che emerge è che, per esempio, mentre l'aria pulita di Helsinki raggiunge la percentuale del 72%, a Torino non supera il 33%. La percentuale di piste ciclabili sul totale della rete stradale a Napoli è del'1,5%, a Torino e Milano raggiunge il 6-7%, mentre a Roma è del 2,3%, contro il 26% di Amsterdam. In Italia la percentuale di suolo occupato dal traffico raggiunge il 35%, il 58% di Milano contro il 42% di Roma. La percentuale di suolo occupato dai parcheggi in doppia fila raggiunge il 34% a Torino, il 32% a Milano, il 25% a Roma e il 28% a Napoli.
Wired Trends 2023 - Il futuro della moda e i fashion trends
Silvia Andreani -Client Officer Luxury Fashion & Beauty, Ipsos- ha dato il via agli incontri del secondo giorno dedicati al fashion con una presentazione di alcuni dati relativi ai nuovi trends del futuro. “Si stima che nel 2023 questo settore raggiungerà in Italia il valore di gli 83 miliardi, con oltre 500mila addetti. Che cosa ci aspettiamo nel 2023? L'evoluzione e la messa in discussione di tutte le aree della moda".
I principali fashion trends per il 2023 riguarderanno la sostenibilità, il business model, la tecnologia con l'affermarsi del Metaverso, i diversi canali e la Diversity&Inclusion. In particolar modo, sulla sostenibilità nella moda, Andreani ribadisce che “non si tratta di un trend, ma di un imperativo categorico. Il consumatore percepisce la moda come al quinto posto delle industrie inquinanti, ma in realtà è al secondo posto. Il 49% degli intervistati pagherebbe di più per comprare i prodotti i brand con un impegno etico e ecosostenibile”.
Molti brand di moda però sono soggetti al fenomeno del greenwashing: "Dai nostri dati è emerso che il consumatore non si fida dei messaggi sulla sostenibilità che arrivano dalle aziende, questo perché spesso sono generici e sembrano lontani dal brand stesso". Non solo greenwashing, si sta diffondendo tra i brand di moda anche il fenomeno del greenushing, ovvero quando “le aziende per paura di essere accusate di greenwashing si chiudono. Le soluzioni sono offrire casi di trasparenza tangibile e affidarsi a partner ingaggianti”. Il 92% dei consumatori dichiara che smetterebbe di acquistare da brand che non sono portatori di valori etici, però tra i fattori che condizionano l'acquisto di un prodotto il prezzo, la qualità, il fitting sono al primo posto. “Il consumatore è incerto e va accompagnato”.
Wired Trends 2023 - Le tendenze del futuro del food
Durante il terzo appuntamento si è discusso del futuro del food, iniziando dai dati che guideranno il settore nel 2023, suddivisi in alcuni ‘territori’ -quali il climate change, la globalizzazione, la salute, il lifestyle- presentati da Enrica Tiozzo -Senior Client Officer, Ipsos-
“Una delle conseguenze della pandemia è il desiderio di un ritorno al locale per sostenere i prodotti italiani. L'82% degli intervistati è d'accordo, ma la globalizzazione ci ha dato la possibilità di mangiare nuove cose provenienti dall'estero e il 73% ritiene di voler continuare ad assaggiare prodotti che non sono italiani", spiega Tiozzo evidenziando le contraddizioni che sono emerse dai dati.
Il 94% degli intervistati pone più attenzione allo spreco del cibo, il 63% vuole uno stile di vita - e quindi anche un regime alimentare - più sano, ma solo il 6% segue una dieta vegana o vegetariana e il 25% una dieta flexitariana. Il 41% vorrebbe che un prodotto non sostenibile venisse sintetizzato in laboratorio, ma il 77% si fida solo dei prodotti naturali.
Wired Trends 2023 - Il futuro della sostenibilità
Il quarto ciclo di incontri è stato aperto da Andrea Alemanno -Partner, Ipsos Strategy3- con l'analisi dei dati sul futuro della sostenibilità. “Oltre al Covid, negli ultimi mesi si sono aggiunte la guerra in Europa e l'inflazione, che sembrava già alta all'8% e che ora è al 12%. Tutte le riflessioni sul tema della sostenibilità, sul climate change e sullo sviluppo sostenibile sono state messe in secondo piano, ma se abbiamo uno sguardo un po' più lungo ci rendiamo conto che se le persone vogliono rilanciare il Paese, devono pensano allo sviluppo sostenibile. Il 90% delle persone pensa che si andrà incontro a un disastro ambientale se non si cambia, quindi c'è questa preoccupazione tra le persone”.
Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a un cambiamento in positivo per quanto riguarda la consapevolezza che si è generata intorno al tema della sostenibilità, anche grazie allo spostamento dei soldi sugli investimenti Esg. “Da uno studio di Ipsos per cui sono stati intervistati più di 100 top manager nel mondo, è emerso che metà delle aziende Esg hanno cambiato il loro modo di fare e produrre, mentre l'81 % si sta preoccupando di cambiare. La finanza ha trovato un modo di riscattare se stessa. Sono aumentate le persone interessate, ma anche gli scettici. Quest'anno hanno infatti raggiunto il 22%, contro il 19% del 2021”.
Al tempo stesso ciò che rimane sotto traccia è l'economia circolare: il 48% degli intervistati pensa che i cosiddetti green jobs aumenteranno in futuro, mentre l'economia circolare è ancora poco conosciuta (poco più del 40% degli intervistati). "Dentro di loro le persone hanno un'idea dell'economia circolare, ma non sembra così attrattiva a loro. Perché? Perché di solito viene raccontata in termini di risparmio, sicurezza di produzione, diffusione delle fonti rinnovabili, ma è un modo di raccontarla molto economico. Il 61% lo riconosce anche in termini di sviluppo, il 70% di tecnologia e il 77% collaborazione, ed è così che dovrebbe essere raccontato."
Wired Trends 2023 - Le tendenze del futuro della digital transformation
Durante l'ultimo appuntamento si è parlato del futuro della trasformazione digitale e ad aprire gli interventi è stata Ilaria Ugenti -Corporate Reputation Leader, Ipsos- “Sono evidenti i vantaggi che possono derivare dalla transizione digitale, primo fra tutti, il 68% delle aziende sostiene di aver riscontrato un miglioramento dei processi di gestione interna. Ciò significa che più di due aziende su tre riconoscono che la transizione digitale ha permesso di liberare i propri dipendenti da una serie di mansioni di routine. Un terzo di loro riconosce di aver avuto anche vantaggi in termini di efficienza e flessibilità”.
Il 23% delle aziende sostiene di aver riscontrato un miglioramento della gestione dei dati, il 14% nell'interazione con partner e fornitori e il 32% sostiene che il principale ostacolo alla transizione digitale è rappresentato dai costi. I dati mostrano come nel 2018 solo il 40% delle aziende aveva iniziato un percorso di transizione digitale, mentre adesso la percentuale ha raggiunto il 66%. “I driver per la scelta del fornitore di servizi digitali sono per il 66% delle aziende la fiducia e la reputazione del provider di servizi, per il 46% la modalità di assistenza offerta, per il 31% i costi e per il 18% facilità di utilizzo dei servizi”.
I dati relativi ai cittadini mostrano che il 63% di loro si fida del web, percentuale che ha subito un calo di 11% negli ultimi tre anni. Secondo il 75% degli intervistati è inevitabile perdere un po' di privacy in nome del progresso tecnologico, mentre il 74% pensa che oggi i social media abbiano troppo potere. Il 45% è d'accordo sul fatto che il progresso tecnologico stia distruggendo le nostre vite, mentre il 48% è in disaccordo con questa affermazione.