[WEBINAR] Le imprese alla riscossa - Secondo Osservatorio Imprese e Covid

L’Osservatorio Imprese e Covid nasce con l’obiettivo di raccogliere il punto di vista delle imprese e raccontare quali sono le aspettative, i timori, le opportunità e i rischi che oggi avvertono le Aziende nel nostro Paese.

A sei mesi di distanza dalla prima rilevazione, come si preparano le aziende a ripartire? Quali cambiamenti saranno definitivi? Cosa è cambiato rispetto all’estate scorsa? Queste domande guideranno i lavori del Secondo Osservatorio Imprese e Covid, realizzato da Ipsos in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Adecco, CRIET- Univ.Bicocca, AdMirabilia e Comitato Leonardo.

Agenda dell'appuntamento:

Introduzione ai lavori: Nicola Neri, CEO Ipsos.

Imprese alla riscossa - sentiment e prospettive: Andrea Alemanno, Senior Client Officer Ipsos.

Coopetition: competere meglio, collaborare tutti. Ne dibatteranno:

  • Michele Bauli, Presidente di Confindustria Verona.
  • Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos.

Engagement e Personal Branding nel 2021: quali prospettive?

  • Mariangela Lupi, Head of Humanity Development & Education, The Adecco Group.
  • Lorenza Bassetti, Founder e CEO Ad Mirabilia.
  • Ilaria Ugenti, Service Line Leader – Reputation & ERM

I brand tra attivismo e resistenza, un dialogo tra:

  • Adelaide Raia, General Manager, Bolton Group.
  • Debora Tortora, docente di Marketing presso l’Univ. Bicocca.
  • Enrica Tiozzo, Senior Client Officer Ipsos.

Alcuni punti principali 

C’è un certo clima di fiducia nelle aziende intervistate, che sono quelle più improntate ad un certo ottimismo e governate da un forte spirito imprenditoriale che le induce a guardare avanti con una discreta positività: 

  • È un periodo rischioso, ma con grandi opportunità: il 61% degli intervistati vede delle opportunità per la propria azienda. Esse risiedono soprattutto nella digitalizzazione, nella possibilità di innovare il mercato e di lanciare nuovi prodotti e servizi.
  • È il momento giusto per innovare l’offerta, è il momento di lanciare nuove idee. È un periodo di spinta verso il digitale e forte innovazione di prodotto. La sostenibilità sarà la grande protagonista di questa “nuova stagione”.

Lo stato di salute delle aziende

La crisi si allunga e, rispetto alla rilevazione dello scorso maggio, le aziende comprendono che le difficoltà (o le opportunità) che viviamo oggi hanno un orizzonte temporale più lungo: la maggioranza (56%) afferma che ci verranno dai 18 mesi ai due e più per ritornare alla normalità. Tuttavia, la gestione della cassa appare più gestibile rispetto al 2020. Per il 22% non ci sarà più un periodo difficile. Calano di 20 punti le aziende che dicono che avranno problemi nei prossimi 6 mesi. 

Lo stato di salute delle aziende è buono, ma non di ferro. Le aziende danno un giudizio vicino al 7,2 alla propria condizione economica, leggermente in salita rispetto alla rilevazione del 2020. Pensando in prospettiva dei prossimi 6-12 mesi, per la maggior parte delle aziende rimane forte l’attenzione ai costi, ma cresce la tensione ad investire in tecnologia e digitale. Infatti, calano di 10% coloro che dicono di fare grande attenzione al controllo sui costi, mentre sale di 21% quelli che dicono che investiranno in tecnologia/digitalizzazione dei servizi-sistemi di produzione.

C’è una quota di aziende che vede nella crisi la possibilità di ricavarne importanti opportunità per chi saprà coglierle, mentre scende di 12 punti la quota di chi intravede nei prossimi mesi una grande crisi diffusa. Questa positività è confermata anche dai punto di vista finanziario: molte aziende (61%), sono soddisfatte o abbastanza soddisfatte delle risorse finanziarie che ha a disposizione.

L'innovazione di prodotto/servizio 

È il momento in cui le aziende vogliono riprendere il lancio di nuovi prodotti, sospeso a causa dall’emergenza, ma anche svilupparne dei nuovi per rispondere allo mutamento di scenario. L'innovazione interessa anche la comunicazione: il 66% delle imprese intervistate sta sviluppando nuove comunicazioni e il 30% afferma di riprenderne il lancio, sospeso a causa dall'emergenza. Inoltre: 

  • Si registra una crescita dell’e-commerce rispetto al 2020, ma allo stesso tempo anche un blocco, con oltre il 40% che non usa questo canale.
  • La spinta verso la sostenibilità è ancora più forte, le aziende che stanno investendo in maniera sostenibile sale del 7% rispetto alla rilevazione del 2020 e si attesta al 68%.
  • La strategia di comunicazione si concentrerà su valori, ma cresce la comunicazione più incentrata sull’offerta. L'aspetto valoriale è sempre al primo posto, ma a questo si affiancano le caratteristiche e gli elementi dei prodotti. 

Le aziende continuano a vedere maggiori opportunità soprattutto in alcuni ambiti: la digitalizzazione dell'azienda, il lancio nuovi prodotti e servizi, le nuove opportunità sul mercato italiano e le nuove opportunità sui mercati internazionali. Innovare è la parola d’ordine, che comporta tre livelli di strategia: le competenze interne, le ricerche di mercato e la collaborazione rappresentano il mix giusto per innovare.

  • La prima strategia, la più adottata, è quella della conoscenza ed è legata al rinforzo delle competenze e delle risorse interne, aumento dell’utilizzo di studi e ricerche di mercato e a collaborazioni con enti e soggetti esterni all'impresa. 
  • La seconda è quella dell'espansione, quindi ampliamento in Paesi esteri ad oggi marginali o assenti oppure un ampliamento in altri settori.
  • Infine ci sono anche alcune aziende, quelle più pionieristiche, che vedono nella sperimentazione la strategia di innovazione, strategia che comporta co-creazione con i clienti, acquisizione di aziende innovative/startup, acquisto di licenze e brevetti.

Il personal branding

Una nuova sfida per le aziende sarà quella di generare engagement in un modello che cambia sia a livello di leadership sia a livello organizzativo. In questo contesto l’attivismo dei manager è utile, spesso fondamentale. La maggior parte degli addetti al reparto marketing afferma che l’attivismo comunicativo dei vertici aziendali/top manager sui social e sui media tradizionali è importante per sostenere l’azienda e rinforzarne la strategia, in questo periodo storico particolare. 

Questa attività serve, porta vantaggi ed è utile per comunicare anche un nuovo modello di leadership:

  • il 32% delle imprese intervistate afferma di aver già attivato attività specifiche di personal branding rivolte ai manager aziendali.
  • Per il resto del campione resta un’opportunità di sviluppo, in cui l’interesse è alto.

Quali sono i principali ostacoli che un’azienda deve fronteggiare quando implementa un’attività di personal branding sulle figure aziendali più rilevanti? Difficoltà organizzative e mancanza di tempo, difficoltà a individuare i manager adatti, timore di generare crisi di comunicazione.

Scarica la presentazione

Società