Attitudine verso i vaccini anti Covid-19

La campagna di vaccinazione contro il Covid-19 rientrerà tra i programmi più grandi, ambiziosi e impegnativi della storia. Quali sono i problemi correlati? E come possiamo gestirli e risolverli? Ipsos fa il punto della situazione a Davos 2021.

L'esitazione iniziale nei confronti dei vaccini si sta rapidamente trasformando in una crescente domanda e in una corsa globale alla vaccinazione. Questo significa che l'accesso ai vaccini diventerà sempre più difficile, indipendentemente dagli approvvigionamenti dei vari Governi.

Molte autorità ed esperti inizialmente pensavano che la sfida più grande sarebbe stata quella di combattere l'esitazione nei confronti dei vaccini anti Covid-19, alimentata soprattutto da Internet e social media che ospitano, ormai da diverso tempo, teorie del complotto sulle motivazioni sottostanti alla vaccinazione di massa e sui suoi potenziali rischi. 

Fino a poco tempo fa, la maggior parte dei sondaggi sosteneva che la diffidenza verso i vaccini sarebbe stata la sfida più grande da sostenere, ma al momento occorre fare una precisazione. La decisione di non vaccinarsi non era spinta soltanto da chi appoggiava teorie anti-scientifiche sui vaccini e le tesi del complotto, al contrario, era molto più probabile che persone non negazioniste e ben informate fossero esitanti perché non avevano un’idea chiara per decidere se vaccinarsi o meno. A livello globale, molti cittadini hanno riferito di essere preoccupati per la velocità con cui i nuovi vaccini sono stati approvati e per i loro potenziali rischi per la salute (sia a breve che lungo termine): una reazione del tutto logica dettata da una carenza di informazioni ed esperienza.

Quello che notiamo nelle ultime nostre rilevazioni è come il successo della prima campagna vaccinale stia contribuendo a costruire sempre maggiore fiducia tra le persone aumentando la domanda.

Sondaggio Ipsos: Vaccini anti Covid-19 - la visione del mondo

Il nostro sondaggio più recente – condotto in 15 Paesi e presentato all’Agenda Davos 2021 del World Economic Forummostra un notevole aumento delle persone disposte a ricevere il vaccino anti Covid-19 se fosse disponibile. I risultati di gennaio 2021 escludono coloro che indicano di aver ricevuto una o entrambe le dosi del vaccino che raggiunge il 13% tra gli intervistati della Cina e il 10% di quelli degli Stati Uniti.

Tra coloro che sono d'accordo nel ricevere il vaccino anti Covid-19, la maggioranza opterebbe per averlo entro un mese. 

I gruppi più interessati sono i cittadini anziani, i più abbienti e coloro che hanno maggiore fiducia nel Governo. Nel complesso gli uomini si dichiarano più propensi a fare il vaccino rispetto alle donne, anche se tra i gruppi di età più giovane il divario si uniforma.

Sfide e preoccupazioni emergenti

Non tutti potranno ricevere il vaccino nello stesso momento e affinché si arrivi alla cosiddetta “immunità di gregge” c’è bisogno di tempo, lasciando passare avanti le categorie maggiormente esposte al rischio – come medici, infermieri e quelle più vulnerabili.

La nuova sfida sarà quella di convincere ampi segmenti di popolazione ad aspettare pazientemente il proprio turno. Questa discrepanza tra le aspettative dei cittadini e la capacità reale di fornire vaccini non è ancora un problema significativo, in quanto la maggior parte dei cittadini globali è d'accordo in merito alla necessità di dare la priorità alle categorie più fragili, ma questa pazienza non durerà per molto. A queste preoccupazioni si aggiunge il fatto che la maggior parte delle persone guarda ai vaccini da una prospettiva locale e non mondiale.  La distribuzione dei vaccini non risulta essere equa in tutti i Paesi del mondo, soprattutto in quelli in via di sviluppo e questo genererebbe un’ulteriore sfida da affrontare. 

Messaggi sui vaccini anti Covid-19: utilizzo di un approccio basato sulla scienza comportamentale

Utilizzando un modello comportamentale che guarda alla motivazione, all'abilità, all'elaborazione dell’informazione e al contesto sociale, il nostro sondaggio ha esplorato quali messaggi sono più fortemente legati alla disponibilità di vaccinarsi. Sono emerse cinque aree principali:  

  • Messaggi incentrati sulla sicurezza e sull'efficacia delle "nuove" tecnologie di vaccinazione: in tutti i gruppi, indipendentemente dalla probabilità di essere vaccinati, permane un senso di ansia diffusa intorno al tema del vaccino. Costruire norme sociali forti intorno alla vaccinazione può aiutare nella gestione dell'ansia, un modo efficace è quello di facilitare la possibilità di vedere persone conosciute e di cui ci si fida ricevere il vaccino.
  • Creare uno slancio intorno ai vaccini come "comportamento normale": in linea generale, la vaccinazione non può essere considerata come una condizione normale rientrante nella maggior parte delle routine di protezione della salute personale - ad esempio, lo scorso meno della maggioranza ha deciso di vaccinarsi contro l'influenza. Cambiare questo concetto mostrando la vaccinazione come parte integrante delle normali routine sanitarie è fondamentale per aiutare a formare e mantenere risultati positivi.
  • Affrontare il rimpianto di non aver ricevuto il vaccino: il rimpianto atteso è un indicatore del rischio e può tornare utile nell'elaborazione di messaggi chiave per favorire la disponibilità delle persone a vaccinarsi. Però, bisogna considerare anche che le persone possono avere un basso rimpianto atteso per non essere state vaccinate se considerano bassa l'incidenza e la gravità del Covid-19 (nonostante le fonti di informazioni sulla salute pubblica suggeriscano il contrario).
  • Costruire identità sociali positive e giocare con l'obbligo morale: la maggior parte delle persone considera la vaccinazione come una propria scelta personale. Ciò è vero ma è pur vero che le azioni dei singoli hanno ripercussioni su tutta la società. Diviene fondamentale intrecciare il senso di autonomia individuale in un'identità pro-sociale più ampia in cui al singolo è riconosciuta la possibilità di scelta, ma anche il dovere di agire in un'ottica sociale e collettiva in quanto membro di una comunità. 
  • Fiducia nella decisione rispetto alla necessità di maggiori informazioni: coloro che hanno una bassa intenzione di ricevere il vaccino anti Covid-19 sono anche molto meno propensi a fidarsi delle fonti di informazione, con il 59% che afferma di aver bisogno di pensare bene prima di scegliere di vaccinarsi. Gli enti di sanità pubblica e le altre Istituzioni devono capire quale sia il metodo adatto per creare fiducia tra i propri cittadini.

 Rivedi la presentazione di Ben Page a Davos 2021

Società