Covid, sondaggi: l'opinione degli italiani - 8° Aggiornamento 2021

La campagna vaccinale sta proseguendo in tutto il Paese, ma per gli italiani la resistenza osservata all’idea di vaccinarsi è da ricondurre ad una comunicazione incoerente e fuori controllo: per uno su tre la responsabilità è dei media.

Dopo più di un anno di rilevazioni, continua il consueto monitoraggio di Ipsos sull'opinione degli italiani in merito al Coronavirus.

In questa nuova edizione, i dati Ipsos evidenziano un aumento dell'ottimismo riguardo al momentum della crisi e una stabilizzazione della minaccia percepita. Per la maggioranza degli italiani la resistenza osservata all’idea di vaccinarsi è da ricondurre ad una comunicazione incoerente e fuori controllo. Soltanto il 17% ritiene che entro settembre sarà raggiunto l'obiettivo di vaccinare il 70/80% della popolazione adulta del Paese.

Vediamo i principali risultati!

Italia Covid oggi: stabile il senso di minaccia percepita 

I nostri indicatori evidenziano uno stabilizzarsi della minaccia percepita (su tutti i livelli testati siamo sostanzialmente sugli stessi numeri di due settimane fa) e un ulteriore miglioramento dell’outlook relativo al prossimo futuro:

  • Aumenta l’ottimismo riguardo al momentum: quanti ritengono che il peggio della crisi pandemica sia oramai alle nostre spalle raggiungono il 22% e tornano a superare la quota di quanti prevedono che il peggio debba ancora arrivare.
  • Si attenua significativamente la previsione che nelle prossime settimane i contagi possano aumentare in modo rilevante: i molto convinti si riducono a un cittadino su dieci.
  • Confermata la media dei 16 mesi per l’orizzonte temporale in cui gli italiani collocano la previsione del termine di ogni preoccupazione per il Covid.
  • Stabile anche la quota di quanti si ritengono oggi più preoccupati del rischio di ammalarsi piuttosto che di reddito e lavoro (la prima il doppio della seconda). 

Vaccino Covid, comunicazione: incoerente e fuori controllo 

Secondo l’opinione pubblica italiana la resistenza osservata all’idea di vaccinarsi è da ricondurre principalmente ad una comunicazione incoerente e fuori controllo: per uno su tre la responsabilità è dei media, che hanno calcato eccessivamente la mano e per uno su sei è venuta a mancare una comunicazione coerente da parte di istituzioni sanitarie e Governo. Poco meno di un terzo ritiene che chi esita sia guidato dal fatto che alcuni vaccini abbiano dimostrato di essere oggettivamente pericolosi e una minoranza pensa che i contrari siano convinti che tutti i vaccini in generale siano pericolosi.

  • Cresce il numero di già vaccinati (il 19% degli adulti italiani ha ricevuto almeno una dose) ma torna a ridursi la quota di quanti sono propensi a farlo non appena possibile; i dubbiosi restano al 20%, i “no vax” tendono a risalire.
  • L’opinione sulla gestione della campagna vaccinale da parte di Governo e Regioni polarizza l’opinione pubblica.
  • I problemi maggiori vengono attribuiti in primo luogo alla perdurante scarsa disponibilità di dosi fornite dai produttori e in seconda battuta al conflitto di competenze tra Stato e Regioni (27%); quote minori segnalano problemi logistici nella distribuzione su tutti i territori, la crescita delle persone indisponibili a vaccinarsi e il fatto che alcune regioni tendano a non applicare rigorosamente le direttive impartite centralmente.
  • Per poco più di un terzo sarebbe auspicabile una maggiore centralizzazione nelle mani del Governo, il 31% propende al contrario per un maggior decentramento, ma il 32% non ha opinioni in merito. 

Vaccino Covid, gestione campagna: il ritorno alla normalità 

La stragrande maggioranza sembra aver compreso che il successo della campagna vaccinale sarà decisivo o importante per poter riaprire tutte le attività e tornare al più presto alla normalità, ma resta una quota non trascurabile (in gran parte composta da intervistati che hanno dubbi sul vaccinarsi o meno, o sono certi di non volersi vaccinare) che pensa che le riaperture non debbano per nulla essere “agganciate” al successo della campagna vaccinale.

  • Solo il 17% pensa che l’obiettivo comunicato dalle istituzioni - vaccinare entro settembre il 70/80% della popolazione adulta del Paese - sarà raggiunto; un terzo pensa che si arriverà a questa cifra solo a fine anno, un ulteriore terzo prevede che si scavallerà al 2022.
  • PASS vaccinale per l’espatrio o per l’accesso a luoghi o attività specifiche, idea richiamata anche nella recente conferenza stampa del Presidente del Consiglio: al momento sembra raccogliere abbastanza consensi, con due terzi dei cittadini molto o abbastanza favorevoli e solo un terzo contrario. 

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