Ipsos Flair 2021: la danza immobile di un Paese al bivio

Ipsos Flair - la pubblicazione annuale Ipsos che ha l'obiettivo di raccontare cosa accade nel Paese e quali sono le reazioni degli italiani - giunge alla sua 11° edizione.

Ipsos Flair, il rapporto annuale di Ipsos Italia che decodifica i valori, i comportamenti, le trasformazioni dei singoli individui e della nostra società nel suo complesso, è arrivato alla sua undicesima edizione.

Anche quest’anno, il nostro obiettivo non è dare risposte certe o visioni chiare del futuro che ci attende, ma cercare di mettere ordine nella matassa di informazioni, stimoli e dati a nostra disposizione per aiutare a comprendere ciò che ci succede intorno. 

Rivedi la precedente edizione: Ipsos Flair 2020 - Stati emotivi 

Il titolo dell'edizione di quest'anno - La danza immobile di un Paese al bivio - sintetizza il quadro di una società italiana avvolta in un eterno oscillare, in cui il pendolo sembra muoversi incerto di fronte al bivio delle scelte e del futuro. Un Paese ambiguo sul da farsi, incompleto nella sua capacità di agire, avvolto, come in un eterno ossimoro, in una danza immobile, in cui le persone avvertono l’incertezza di un futuro che non riescono ancora né a padroneggiare, né a tracciare. 

Rivedi il webinar di presentazione al CNEL 

I dieci temi chiave per l'Italia 

  1. L’Italia al bivio. Un paese che si muove tra due possibilità aperte: su una via incontriamo una visione conservatrice, di primazia degli italiani, protezionista e serrante; sull’altra via si staglia una visione di comunanza, aperturista, comunitaria e green.
  2. Lo smottamento del ceto medio e l’accrescersi delle diseguaglianze. Il ceto medio perde pezzi e scende, in un anno, dal 40 al 30%. Si ampliano le differenze, con ampie parti delle classi medio basse e basse che hanno difficoltà economiche sempre più serie.
  3. Un paese in cui sotto la cenere ardono le braci della tensione sociale. Il convergere di stati conflittuali: la collera del ceto medio declassato; la frustrazione per le chiusure; lo stallo di molti settori produttivi; la rabbia di commercianti e autonomi; la delusione per una politica cui manca lungimiranza e progettualità, il riemergere di istinti predatori nelle periferie urbane.
  4. Un paese in afasia di fiducia verso le élite. Gli italiani non hanno fiducia nelle proprie élite. Ne in quelle politiche, né in quelle economiche e imprenditoriali. Sono tutte avvertite come lontane, impermeabili agli interessi della gente e autistiche verso il bene comune.
  5. La presbiopia verso il Covid. Un terzo degli italiani avverte il Covid come una minaccia per se stesso, mentre i due terzi lo avvertono come un pericolo per il Paese.
  6. Il pendolo delle ambivalenze delle persone. L’oscillare tra la richiesta di più stato e, al contempo, di più autonomia; di più legami comunitari e, allo stesso tempo, di mixofobia verso chi arriva; di più calore e relazioni cui si giustappone una spinta alla virtualizzazione dell’esistenza; di spinte civiche e solidaristiche cui si contrappongono dinamiche egotiche e individualistiche.
  7. Il consumatore sempre più consumerteller, alla ricerca di nuove narrazioni. Cambia la main promise della felicità. Entrano in gioco salubrità, igiene, sicurezza, riscoperta delle ricette antiche e del fai da te culinario quale sinonimo di garanzia, qualità, autenticità e unicità.
  8. Dal made in Italy al made in local o al local genius loci. Per il consumatore, in deficit di fiducia, è rassicurante solo ciò che è vicino, ciò che rappresenta una peculiarità locale o, in alternativa, un manufatto frutto di tradizione, cultura, essenza di una realtà.
  9. Per le imprese la sfida del senso e del ruolo che hanno nella società. Migliorare il mondo, pensare alle ricadute sul futuro delle scelte, esprimere valori. Dalle imprese ci si attende più impegno, sostenibilità, cura delle persone e, soprattutto, infrastrutturazione sociale delle comunità. In una parola dal purpose al sense providing, al ruolo propulsivo per la società.
  10.  Think omnichannel. Le persone agiscono all’interno di un ecosistema fisico-digitale, che offre comodità e nuove esperienze, ma richiede anche più trasparenza e semplicità. Le aziende devono ridisegnare la propria strategia con l’obiettivo di assicurare ai propri consumatori una esperienza ricca e coerente attraverso i canali.

Le dinamiche in divenire 

Le dinamiche che si stanno in qualche modo consolidando nel nostro Paese sono cinque. Non possiamo definirle vere e proprie tendenze, ma traiettorie in divenire, perché non sappiamo se si consolideranno pienamente. Ci troviamo, tuttavia, di fronte a nuove dimensioni che stanno incidendo sulle scelte di consumo, politiche e sul modo di agire delle persone.

  1. Folk Naturalism: naturalità, salubrità, sicurezza, autenticità, purezza, tradizione, essenza, «io».
  2. Nuovo esistenzialismo: leggerezza, comodità, libertà, scintilla, scapigliatura, corporalità, immediatezza, spregiudicatezza.
  3. Comunanza sociale: migliorare il mondo, fare la propria parte, essenza sociale, armonia, unione di passioni, comunità, tutela, «noi».
  4. Snackable life: velocità, molteplicità, facilità, semplicità, frammenti di esistenza, ogni momento è atto di distintività.
  5. Mythos: narrare se stessi. Le persone sono la storia che raccontano. Ricerca di essenza e potenza: credibilità, coraggio, sensorialità, prossimità.

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